Image 01

Posts Tagged ‘Spagna’

Perdere un occhio nella notte dei mondiali. Intervista a Nicola Tanno

lunedì, settembre 6th, 2010

di Massimiliano Coccia per leragioni.it

Intervista a Nicola Tanno, 24 anni, studente. “È molto dura. Tento di avere un approccio estremamente positivo e di non cadere in depressione ma è molto difficile svegliarsi la mattina sapendo che manca un occhio. Tieni conto che sono stato colpito e operato anche alla testa e la cosa è stata vissuta molto duramente da tutti”

Come scriveva Calvino “la vita d’una persona consiste in un insieme d’avvenimenti di cui l’ultimo potrebbe anche cambiare il senso di tutto l’insieme” e l’ultimo evento capitato nella vita di Nicola Tanno, giovane studente molisano che vive a Barcellona, ne ha certamente modificato il percorso, ma non l’insieme. Camminare e festeggiare a Barcellona il mondiale appena vinto dalla Spagna gli è costato un occhio, perché la pratica delle pallottole di gomma che vagano e amputano le vite è una prassi assodata in tantissimi Paesi che a guardarli da fuori sembrano più civili del nostro.  Perdere un occhio è una cosa tremenda, perderlo mentre si è in strada per filmare persone che gioiscono fa partire una spirale di pensieri e idee. Se la palla di Snejder fosse entrata, se l’Olanda avesse fatto piangere di dolore la Spagna anziché di gioia, se un ritardo, se un invito improvviso avesse distolto dall’esultanza, se quel poliziotto avesse sparato in aria, se la violenza nelle piazze non lasciasse ancora drammaticamente il passo a centinaia di notizie che annotiamo. Ma la storia non si fa con i se e con le spirali, ma con i fatti, fatti che Nicola ci racconta in questa intervista.

Nella notte tra l’11 e il 12 Luglio mentre eri in strada a Barcellona a filmare la vittoria della Spagna ai Mondiali, sei stato centrato ad un occhio da un proiettile di gomma sparato dai Mossos d’Esquadra, il corpo autonomo della polizia catalana. Che contesto c’era nella piazza dove ti trovavi e cosa è successo esattamente? (continua…)

Share

Cronaca di una vittoria.

lunedì, luglio 12th, 2010

di Massimiliano Coccia – Le Ragioni.it

Seguire i Mondiali a Roma è impresa ardua. Avevo scelto il Fifa Fan Fest ma mi sono ritrovato alla Festa dell’Unità.
I presagi sul Fifa Fan Fest non erano i migliori, appena arrivato mi trovo infatti Alemanno che gira per gli stand accompagnato da una fiumana di gente. Decido quindi che assisterò solo ad un tempo della partita in quel posto, penso non posso ritrovarmi a festeggiare il Mondiale con Alemanno.
Tra le due squadre il primo tempo scorre statico tranne che per un meraviglioso colpo in pieno petto di Jong ai danni di Piquet, sembra infatti che colpire in pieno petto l’avversario sia una pratica usuale delle finali. Jong come Zidane quindi, con la differenza che l’arbitro lo grazia e gli concede solo il giallo.
Nonostante una partita macchinosa che ci ha fatto rimpiangere la finale per il terzo e quarto posto giocata sabato, la Spagna detta bene i tempi del gioco e mette in crisi un’Olanda molto catenacciara che non sa sfruttare al meglio le occasioni.
Mentre la partita scorre ho anche modo di notare che il servizio di sicurezza del Fifa Fan Fest si accanisce contro un povero senza dimora che guardava la partita tenendo in mano un guanto e una busta della spesa.
Roma ai tempi di Alemanno: vietato entrare nei salotti buoni con il vestito sporco.
L’arbitro che nel frattempo ha ammonito alla rinfusa decreta la fine del primo tempo ed io trovo giuste alleanze per seguire altrove la partita.
E mentre a Roma impazza il caldo mi rifugio alla Festa dell’Unità di Roma, dove silenziosi si attende la vittoria della socialdemocratica Spagna. E mentre anche il secondo tempo scorre con qualche emozione, Sneijder che si fa parare un tiro incredibile da Casillas.
I tempi supplementari vedono una Spagna decisa all’attacco che si vuole prendere la partita e al 118’ minuto del secondo tempo supplementare Iniesta, il giocatore che non ti aspetti sigla un gol bellissimo che porta la Spagna sul tetto più alto del mondo.
Lacrime e abbracci e la Spagna è Campione del Mondo per la prima volta nella sua storia.
E alla Festa dell’Unità trovano il modo per far arrabbiare gli spagnoli accorsi spegnendo la partita mentre Casillas alza la Coppa del Mondo.
La Spagna ha vinto, lo aveva detto il polpo Paul e lo speravo anche io, che dismessi i panni del cronista, penso di aver visto una finale bruttina, forse normale, ma sono felice per la Spagna, un Paese che finalmente sta uscendo da una lunga transizione democratica. E’ un Paese che ama la vita, cosa che non facciamo più noi, è un Paese che vota con coscienza critica, cosa che noi non facciamo da tempo. Non vorrei scadere nel facile luogo comune del giornalista italiano di sinistra felice perché un Paese rosso abbia vinto, ma vorrei solo far notare che un popolo felice è un popolo che riesce meglio in tanti campi della propria vita sociale e pubblica.
La Spagna ha meritato questa Coppa per i tanti sorrisi negati da Franco, per le tante menzogne di Aznar e per l’impegno che ci ha messo sul campo. E’ un Paese attraversato dal vento, un Paese complesso ma che sceglie.
Mentre Casillas alzava la Coppa del Mondo pensavo che anche noi dovremmo tornare a scegliere e non ad essere scelti, dovremmo tornare ad essere felici e a convocare in Nazionale i giocatori migliori che abbiamo come Cassano, Totti, Del Piero, Balotelli e via dicendo.
Perché lo scegliere la fantasia genera sempre felicità. O almeno ci prova.

Share