Roma2013.org, nel bel mezzo del caso Penati, ha chiesto ad alcuni giovani esponenti del Pd di dare vita ad un dibattito sul futuro del Partito. Crediamo che sia la maniera più giusta per provare a capire cosa e come potrà essere il Pd del futuro. Crediamo che chiederlo alle forze giovani del Partito Democratico sia l’unica maniera per dare voce al cambiamento, che da più parti si chiede. Pubblichiamo l’intervento di Massimiliano Coccia, scrittore ed iscritto al Circolo Pd Alberone.
di Massimiliano Coccia
Il caso Penati mi ha profondamente scosso, non perché pensassi che nel centrosinistra non ci potessero essere corruttori e corrotti, ma perché sinceramente credevo che quel metodo di tangenti e finanziamenti illeciti non ci appartenesse neanche nel sospetto.
Al di là di quello che la magistratura accerterà, c’è alla radice un problema che viene sollevato, ovvero il vincolo tra politica ed economia. Le due hanno spesso un rapporto insano, non basato sul merito, insieme creano clientele e mai meccanismi virtuosi e il perché è facile e assurdo da capire e risiede in una classe politica mediocre, interessata a se stessa e non alla collettività. Per questo la vicenda Penati, presa con le tutele del caso e il massimo rispetto per la presunzione di innocenza, nonché il rispetto per la magistratura, desta un senso preoccupante di vuoto e spaesamento nei cittadini che, semplicisticamente, non amano il garantismo e per loro quindi Penati è già colpevole. Quindi uguale agli altri, ragione per cui il PD è uguale agli altri perché ha il suo tasso di parlamentari migrati tra i Responsabili, i suoi condannati negli Enti Locali e via dicendo. (continua…)
