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Posts Tagged ‘partigiani’

“Un premio come un impegno”

venerdì, marzo 11th, 2011

articolo di Massimiliano Coccia (per Flanerì)

Si è conclusa la prima edizione del Premio “MONTEVERDE PASOLINI” – “Le ragioni dei sogni, le visioni della realtà – Premio per la cultura, le arti, l’informazione e il sociale” svoltasi al Teatro Vascello il 5 Marzo, anniversario della nascita dell’intellettuale e poeta bolognese. Nei giorni immediatamente precedenti all’evento, mi sono spesso chiesto “il perché” di questo premio, se stessimo facendo la cosa giusta o se non saremmo caduti anche noi nella retorica celebrativa della brava gente che si oppone alla cattiva gente, in un momento convulso per tutto il Paese.

Ho cercato di darmi una risposta e la risposta invece è arrivata da sola, mentre in tv passavano “Il più crudele dei giorni”, il film che racconta di Ilaria Alpi e Mirian Hrovatin, improvvisamente ho pensato che il Premio fosse qualcosa di urgente e di necessario, qualcosa che ci unisca, che non ci faccia sentire soli nelle nostre diverse missioni quotidiane. Così come Ilaria Alpi leggeva nei drammatici giorni somali Pasolini, cercando vita e verità in quelle parole scritta qualche decennio prima, in tanti tra i premiati ho pensato che incarnassero proprio quella volontà, quella voglia di arrivare alla verità senza chiedere niente in cambio, quella voglia urgente di incarnare un altro modo di fare le cose.

Dopo la premiazione penso che sia proprio questo il dato ultimo che rende tutti noi felici e soddisfatti delle oltre 500 persone vere che in una mattinata di marzo hanno riempito un teatro, delle parole dei tanti premiati dagli ideatori del calcio sociale ad Antonio Rezza, passando per Aureliano Amadei e Ottavia Monicelli, fino ad arrivare a Riccardo Iacona, Massimo Rendina e Sofia Sabatino. (continua…)

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La dignità e la rabbia

martedì, aprile 27th, 2010

di Massimiliano Coccia (leragioni.it)

Il 25 Aprile a Roma è accaduta una cosa molto triste e si materializzata una frattura ampia tra associazioni partigiane, partiti, sindaci e centri sociali e sinistra estrema. 
Al centro del contendere, a mio avviso non c’è solo la questione Polverini, con relativa contestazione, lancio di uova, fumogeni e via dicendo, ma vi è una questione culturalmente più annosa: ovvero la costruzione di un’alternativa. 
I delinquenti che sono andati ad un corteo con petardi, fumogeni, uova, ortaggi e chissà quanto altro ancora, non meritano menzione, perché dovrebbero iniziare ad appartenere alla preistoria politica del nostro Paese, dalle loro facce passate in rassegna sui giornali si scorge una vena di disperazione, univoca disperazione per una vita cullata in un conflitto politico e umano forte, dove di volta in volta non è necessario risolvere ma contestare, contestare tutto e tutti, con qualsiasi mezzo. Sono gli stessi che scrivono 10,100,1000 Nassyria o che allo stesso corteo del 25 Aprile, scandiscono slogan a favore della strage di Acca Larentia o che offendono la Brigata Ebraica. Loro al pari di chi nega la Shoa, le Leggi Razziali, di chi dice che “solo uno stronzo può pensare che il fascismo sia stato il male assoluto” andrebbero isolati in maniera netta e categorica, gli andrebbero revocati finanziamenti su base locale e nazionale e andrebbero fatti cadere in totale i tanti paraventi e coperture politiche che hanno e continuano ad avere.  
Questo serve per creare un centrosinistra realmente nuovo, questo serve a creare un’alternativa di governo credibile ai vari Alemanno e Polverini, che vivono nella più totale incoerenza politica, facendo sponda tra Casa Pound e l’Anpi e proprio di questa incoerenza dovremmo informare i cittadini, gli elettori, proprio di questa incoerenza dovremmo far vanto dettando un percorso preciso e determinato nelle regole e nel rispetto dei dettami costituzionali. Il 25 Aprile deve essere la grande festa della Costituzione, in cui ci sono diritti e doveri per tutti, la stessa Carta che il Governo calpesta giornalmente, la stessa Carta che noi, non dobbiamo calpestare negando la parola a un Presidente democraticamente eletto dai cittadini del Lazio. Impedire di parlare è un fatto grave perché lì dove c’è parola c’è vita, dove c’è dialogo non c’è violenza. La Polverini forse avrebbe detto delle cose sballate, forse qualcuno sarebbe potuto salire sul palco con articoli e manifesti in cui i suoi alleati vanno a braccetto con personaggi indecenti, certamente quello sarebbe stato più forte del rumore assordante del lancio di oggetti. 
Sono arrabbiato perché al 25 Aprile sono legato in maniera inscindibile, da un ricordo emozionale e intimo, perché il 25 Aprile 1995 era un giorno di sole, Berlusconi da un anno aveva vinto le sue prime elezioni e portato per mano da mio nonno per la prima volta conobbi quella meravigliosa comunità di persone che erano i partigiani, i reduci dei campi di sterminio e in quella mattinata di sole decisi che quella memoria non andava dispersa e quella mattina da un senso a tante giornate. Vedere Massimo Rendina impaurito dalle urla, dai petardi, dai fumogeni, mi ha fatto male perché quella smorfia di dolore che ho visto l’altro pomeriggio l’ho vista tante volte ultimamente su visi rigati dal tempo di Piero Terracina, di Adolfo Perugia, di Giulio Spallone, lacrime e smorfie che chissà quante volte hanno versato nella loro vita. 
Per questo occorre cambiare passo, ritrovare identità e forza, isolare i delinquenti ed esigere coerenza. Perché amiamo questo Paese e non vogliamo altre lacrime in giornate di sole.

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Roma non dimentica le Ardeatine

mercoledì, marzo 24th, 2010

Associazioni partigiane e antifasciste: “L’incoerenza danneggia la memoria”

“Oggi per Roma è una giornata di dolorosa memoria e tutte le istituzioni hanno il dovere di ricordare il barbaro eccidio delle Fosse Ardeatine insieme ai familiari delle vittime, alle associazioni, ai cittadini.
Tra le autorità presenti stamattina alla cerimonia anche candidati alle regionali, tra i quali però alcuni privi di qualsiasi titolo ad assistere dal palco d’onore. Spicca tra questi la candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio, Renata Polverini, che, se voleva partecipare alla manifestazione di oggi, avrebbe dovuto prendere posto tra la gente comune, da semplice cittadina, visto che attualmente non ricopre alcun incarico istituzionale. La sua presenza appare particolarmente inopportuna. Come conciliare le sue visite a Casa Pound e allo stadio, tra gli stessi tifosi che innalzarono striscioni contro l’Olocausto, la sua mancata presa di distanza rispetto ai calendari mussoliniani di Celori, l’accoglienza con il saluto romano dei suoi sostenitori de La Destra con la commemorazione di oggi alle Fosse Ardeatine? – dichiarano Massimo Rendina (ANPI), Maria Grazia Lancellotti e Giulio Spallone (ANPPIA), Adolfo Perugia (Associazione Miriam Novitch), Carla Di Veroli (ANED) – Per fortuna però esiste una Roma che non dimentica e rappresentanti istituzionali da sempre vicini alla storia e alla memoria di questa città e per questo li ringraziamo. Non abbiamo bisogno di passerelle, non abbiamo bisogno di chi usa la memoria in maniera strumentale, questa città e i parenti delle vittime delle tante stragi nazifasciste chiedono coerenza, verità e giustizia, miglior monito per non dimenticare”

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