articolo di Massimiliano Coccia (per Flanerì)
Si è conclusa la prima edizione del Premio “MONTEVERDE PASOLINI” – “Le ragioni dei sogni, le visioni della realtà – Premio per la cultura, le arti, l’informazione e il sociale” svoltasi al Teatro Vascello il 5 Marzo, anniversario della nascita dell’intellettuale e poeta bolognese. Nei giorni immediatamente precedenti all’evento, mi sono spesso chiesto “il perché” di questo premio, se stessimo facendo la cosa giusta o se non saremmo caduti anche noi nella retorica celebrativa della brava gente che si oppone alla cattiva gente, in un momento convulso per tutto il Paese.
Ho cercato di darmi una risposta e la risposta invece è arrivata da sola, mentre in tv passavano “Il più crudele dei giorni”, il film che racconta di Ilaria Alpi e Mirian Hrovatin, improvvisamente ho pensato che il Premio fosse qualcosa di urgente e di necessario, qualcosa che ci unisca, che non ci faccia sentire soli nelle nostre diverse missioni quotidiane. Così come Ilaria Alpi leggeva nei drammatici giorni somali Pasolini, cercando vita e verità in quelle parole scritta qualche decennio prima, in tanti tra i premiati ho pensato che incarnassero proprio quella volontà, quella voglia di arrivare alla verità senza chiedere niente in cambio, quella voglia urgente di incarnare un altro modo di fare le cose.
Dopo la premiazione penso che sia proprio questo il dato ultimo che rende tutti noi felici e soddisfatti delle oltre 500 persone vere che in una mattinata di marzo hanno riempito un teatro, delle parole dei tanti premiati dagli ideatori del calcio sociale ad Antonio Rezza, passando per Aureliano Amadei e Ottavia Monicelli, fino ad arrivare a Riccardo Iacona, Massimo Rendina e Sofia Sabatino. (continua…)
