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Presentazione “Una notte a Primavalle” al Circolo PD Palmarola (27.5.2010)


26 mag

Primavalle 1973. Un commando terroristico appartenente a Potere Operaio appicca il fuoco nella casa della famiglia di Mario Mattei, segretario della sezione dell’MSI del quartiere.
Stefano e Virgilio Mattei di 10 e 22 anni muoiono tra le fiamme.
Primavalle 2010. Un bambino gioca a pallone, il pallone rimbalza contro un muro.
Un ragazzo poco più che ventenne ricerca tra libri e ritagli di giornale per capire la storia della sua città.
Tra un pallone calciato su un muro e una domanda, nasce l’incontro con Giampaolo Mattei, che racconta di quel 16 Aprile del 1973. Le parole diventano un fiume, che pervaso da ritmo e colore, attraversa la storia recente della città e ci restituisce le vite di Stefano e Virgilio e le proietta nel futuro. “Una notte a Primavalle” è un viaggio nella memoria recente del nostro Paese, che porta a scoprire una terra di nessuno, un limbo, dove rimangono appese vite, storie e volti.

Intervengono:

Walter Verini
Deputato PD

Achille Serra
Senatore PD

Paolo Masini
Consigliere comunale PD

Giampaolo Mattei
Pres. Ass. Fratelli Mattei

Massimiliano Coccia
Autore del documentario

Andrea Rusich
Regista del documentario

Modera il dibattito:

Valerio Barletta
Consigliere municipio Roma XIX

Una notte a Primavalle (recensione MarteMagazine)


22 apr

CINEMA- Raccontare il passato, per quanto duro e straziante, e farne un monito per le nuove generazioni. 37 anni dopo il rogo di Primavalle, una delle pagine più dolorose del passato recente italiano, ancora si insinuano dubbi, ipotesi e prese di posizione (basti dare un sguardo ai siti e ai blog in rete), ma al di là del proprio colore politico è difficile non rimanere agghiacciati dai racconti di quella notte.

Tutte testimonianza di un’Italia che fu e che, diciamolo, potrebbe anche tornare visto il clima politico e culturale degli ultimi anni. E proprio nel tentativo di “coltivare la memoria” e di non cadere nella tentazione di dimenticare una ferita ancora aperta,venerdì 16 aprile, alla Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma, ha avuto luogo una proiezione dedicata agli studenti delle scuole del docufilm scritto daMassimiliano Coccia e diretto da Andrea Rusich.
Attraverso interviste e testimonianze, fra cui quelle di Walter VeltroniGianni Alemanno, il documentario ricostruisce quegli anni prendendo come punto di forza quello di voler riportare, in un’ottica onnicomprensiva, i differenti punti di vista sulla questione andando così a dimostrare come, a prescindere dall’orientamento e dal credo politico, non si possa non gridare all’orrore e quanto sia importante arginare “la pazzesca rimozione” di questo evento nella coscienza collettiva, come ha detto testualmente Veltroni.
A fine documentario hanno animato il dibattito il sindaco Alemanno, l’assessore Umberto Croppi, il consigliere Paolo Masini, gli autori del docufilm e Giampaolo Mattei.

Coccia, in particolare, spiega l’importanza di far entrare per la prima volta nelle scuole questa storia in quanto “queste cose possono ancora accadere […] se nella società non ci sono degli anticorpi positivi, una politica delle differenze”. Giampaolo Mattei, presente anche nel documentario, spiega quanto la bellezza di questo lavoro  sia dovuta al fatto che non solo per la prima volta si “racconta la storia di Primavalle in una maniera sobria, senza vittimismo e odio politico”, ma anche perché rappresenta un piccolo tassello di un più ampio progetto che coinvolge il Comune di Roma impegnato in un percorso sulla memoria. Il sindaco, dopo alcune frasi di rito, si interroga  sulla copertura giornalistica e culturale di quegli anni, giudicandola inquietante e chiedendo a tutti un esame di coscienza: sia a sinistra che a destra. Chiedendosi poi le motivazioni, in passato come oggi, che portano dei giovani a chiudersi in un ghetto e di come si sia potuti giungere a tali livelli di conflittualità. Il sindaco con una certa enfasi ha asserito che “i bastardi in giro ci sono sempre, ma ci sono poi delle situazioni per cui si trovano aggregati. I bastardi non sono né di  destra né di sinistra…sono solo dei bastardi”.
Ad assistere alla proiezione e al dibattito tanti giovani e speriamo che, fra un sorriso e una chiacchiera, tipiche delle gite scolastiche, abbiano colto almeno in parte il mood della giornata.

Angelo Passero

Alemanno: «Giustizia per i fratelli Mattei»


19 apr

di Tiziana Paolocci (Il Giornale)

Giustizia e verità per le vittime degli anni di piombo. Il monito arriva dal sindaco Gianni Alemanno che insieme al ministro della Gioventù Giorgia Meloni ieri mattina ha deposto due corone nel cortile della casa di Primavalle dove il 16 aprile 1973 morirono Stefano e Virgilio Mattei, 10 e 22 anni, figli del segretario locale della sezione del Msi. Sono passati 37 anni, ma molti abitanti del quartiere ricordano ancora l’immagine dei due bambini morti carbonizzati sul balcone, nel rogo appiccato dagli estremisti di sinistra. E non dimenticano lo strazio dei loro genitori, Mario e Ammamaria, che riuscirono a riabbracciare solo quattro dei sei figli.
«Essere qui oggi – spiega il primo cittadino – ha una duplice importanza. Da un lato c’è il discorso della memoria. Bisogna ricordare che cosa è successo negli anni di piombo soprattutto oggi, che c’è un clima di nuova tensione tra destra e sinistra nelle scuole. Dall’altro, c’è il discorso legato alla giustizia: come abbiamo sottolineato andando dal ministro Alfano insieme con l’ex sindaco Veltroni e a tutti i familiari, quasi tutti gli omicidi commessi negli anni ’70-’80 a Roma sono rimasti impuniti».
Lo scandalo è legato al fatto che spesso gli assassini si conoscono, come nel caso Mattei, ma sono stati condannati con sentenze miti e non assicurati alla giustizia. «Per il rogo di Primavalle c’è stata un’oggettiva inerzia, soprattutto nel primo processo e una copertura giornalistica da parte della sinistra, anche quella ufficiale, che fece di tutto per evitare che i tre imputati fossero condannati – prosegue Alemanno -. Basta guardare le pagine di quegli anni: la tesi era che si trattava di una faida interna all’estrema destra. Il ministro della Giustizia sta lavorando sul caso e attendiamo di essere riconvocati per fare il punto della situazione».
Alla Casa del Cinema il primo cittadino ha assistito alla proiezioni del documentario di Massimiliano Coccia «Una notte a Primavalle». Trenta minuti durante i quali le voci dei protagonisti e di molti politici hanno rievocato quei tragici momenti. In sala anche il fratello delle vittime, Gianpaolo Mattei, che all’epoca aveva 3 anni, l’assessore alla Cultura Umberto Croppi e il vice presidente della commissione scuola Paolo Masini del Pd. «Gianpaolo Mattei ha messo il suo dolore a disposizione di Roma – dichiara quest’ultimo – mi auguro che il film sia diffuso anche nei circoli del Pd e se ne parli perché non possiamo continuare a nasconderci».
«Questo è un grande giorno – commenta Gianpaolo Mattei, al termine della proiezione – anche se porto il lutto da 37 anni oggi posso parlare a tanti ragazzi. I carnefici non sono vittime, sono assassini e animali ancora oggi, ma non perché sono di sinistra: l’odio politico non può essere parte della cultura del paese. Se però i tre responsabili fossero stati subito condannati, Nikis Mantakas sarebbe ancora vivo». Federico Guidi e Marco Visconti, consiglieri Pdl in Campidoglio, rilanciano il progetto di intitolare alle due vittime il parco di via Battistini o una strada adiacente. Una richiesta avanzata già nel 2003 dal XIX municipio, ma bocciata dall’allora amministrazione comunale. Il sindaco, infine, chiede alla sinistra e alla destra un esame di coscienza profondo sugli anni di piombo. «Non possiamo affrontare 19 casi come se fossero separati – conclude Alemanno -. Sebbene diluita, è stata una strage e Roma, come Bologna, con essa non può chiudere. Serve una nuova indagine giudiziaria congiunta e con un unico pool».

Massimiliano Coccia

Scrittore in Roma