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	<title>Massimiliano Coccia &#187; massimiliano coccia</title>
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		<title>Le omissioni</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 07:12:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[articolo di Massimiliano Coccia (flaneri.com &#8211; Flanerì) I veri libri di poesia sono rari, molto rari, una felice scoperta è stato leggere Le omissioni, di Ottavio Fatica, uno dei migliori traduttori italiani che sta curando da alcuni anni la ritraduzione completa di Rudyard Kipling. I versi di Fatica giungono alla fine di un lungo cammino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="immagine"><a href="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/10/Immagine-1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-709" title="Immagine 1" src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/10/Immagine-1-227x300.png" alt="" width="227" height="300" /></a></p>
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<h3></h3>
<h4>articolo di Massimiliano Coccia (flaneri.com &#8211; Flanerì)</h4>
</div>
</div>
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<p>I veri libri di poesia sono rari, molto rari, una felice scoperta è stato leggere <strong><em>Le omissioni</em></strong>, di Ottavio Fatica, uno dei migliori traduttori italiani che sta curando da alcuni anni la ritraduzione completa di Rudyard Kipling.<br />
I versi di Fatica giungono alla fine di un lungo cammino di ricerca linguistica e poetica, vi è la passione per la lingua e le figure retoriche, che però non fanno diventare i versi entità astratte o chiuse, bensì liberano il significante e il significato in tutta la loro completezza.<br />
Èpoesia di privazione quella di Fatica, di amore, di dubbio, di incertezze, è ricolma di vita, di ferite non rimarginate ed è in questo istante quando la ferita pulsa e sanguina che si percepisce il senso vero e profondo della sua poetica, perché la sua poesia non è esercizio linguistico o appunti distratti, ma è una ferita aperta, che brilla ancora al sole, che sgorga sangue e versi, una ferita, la stessa che per Italo Calvino è motivo della nostra battaglia quotidiana. Èun poeta silente Ottavio Fatica, che vive un rapporto conflittuale con l’intorno, dove la natura è un’entità misteriosa, una natura che strappa centimetri all’urbana metropoli, (<em>…e poi passando accanto/ alla boscaglia con un brivido/ avvertire una presenza/ […] e continuando/ a correre scoprire con più angoscia/  che mai che sei ignorato da uno scampolo di giungla sotto casa…</em>) , una natura,quindi, che ignora il cammino del passante e che raramente consola.<br />
Chi si aspettava un approccio accademico alla poesia da parte di uno dei più grandi traduttori italiani, ne rimarrà deluso, perché <em>Le omissioni</em> non rappresentano una summa poetica ma sono versi che pongono interrogativi e guardano avanti, sono enigmi irrisolti e sogni sussurrati che accompagnano le nostre sere e i nostri giorni di uomini e donne che si confrontano con la contemporaneità ed è per questo che la poesia di Fatica diventa “nuda mano sulla carne viva”, tocca i centri nervosi e porta sempre e comunque ad una reazione, sia essa un sospiro,una privazione o una gioia intima.<br />
<em>Le omissioni</em> sono quindi la dimostrazione che è ancora possibile fare poesia e con essa cercare di imbrigliare il tempo che fugge e scorre, un tempo pieno di affanno, ma «<em>è sempre tempo: il tempo di ora/ e non ha altro luogo</em>».</p>
</div>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.massimilianococcia.com%2F2011%2F10%2F06%2Fle-omissioni%2F&amp;title=Le%20omissioni" id="wpa2a_2"><img src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Recensione di Francesco di Majo &#8211; L&#8217;Opinione (23.Giugno.2011)</title>
		<link>http://www.massimilianococcia.com/2011/06/28/recensione-di-francesco-di-majo-lopinione-23-giugno-2011/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 21:39:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/06/Immagine-1.png"></a><a href="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/06/Immagine-1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-667" title="Immagine 1" src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/06/Immagine-1.png" alt="" width="422" height="653" /></a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.massimilianococcia.com%2F2011%2F06%2F28%2Frecensione-di-francesco-di-majo-lopinione-23-giugno-2011%2F&amp;title=Recensione%20di%20Francesco%20di%20Majo%20%26%238211%3B%20L%26%238217%3BOpinione%20%2823.Giugno.2011%29" id="wpa2a_4"><img src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>M.Coccia, Non parlate al conducente (recensione)</title>
		<link>http://www.massimilianococcia.com/2011/06/20/martemagazin/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 13:02:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fragile la poesia. Fragili le parole. E i sentimenti umani? Potenti, eppure fragili anche loro. Le parole di Massimiliano Coccia, si tingono di poesia e raccontano la storia personale che si tramuta in storia contemporanea. Poesia sola, che, denudata di tutti gli orpelli, spinge direttamente sul cuore e lo fa offrendoci la possibilità di fermarci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><img src="http://www.martemagazine.it/images/stories/magazine/recensioni/libro/MassimilianoCoccia.jpg" alt="MassimilianoCoccia" width="200" height="278" />Fragile la poesia. Fragili le parole. E i sentimenti umani? Potenti, eppure fragili anche loro. Le parole di <strong>Massimiliano Coccia</strong>, si tingono di poesia e raccontano la storia personale che si tramuta in storia contemporanea.</p>
</div>
<p>Poesia  sola, che, denudata di tutti gli orpelli, spinge direttamente sul cuore  e lo fa offrendoci la possibilità di fermarci un attimo in mezzo al  caos di suoni e immagini, difetto del mondo moderno.<br />
La poesia è  parola nuda, scarna, e Coccia, quasi novello narratore ermetista,  ricorda vagamente il tentativo di inizio secolo scorso di ridurre  all’osso le parole per ritrovare l’essenza prima di un concetto, poi di  un’emozione. Tra Montale e Luzi, Coccia cerca il silenzio nel rumore di  fondo del vivere quotidiano, così da mettere a nudo l’anima, passando  prima per il corpo, nudo, alla ricerca di una nudità che è un atto di  coraggio.<br />
Rendiamo il senso alle parole, sembra essere la bandiera di questo <strong><em>Non parlate al conducente</em></strong>,  edito dalla Giulio Perrone Editore e gli argomenti di base di tutta la  conversazione segreta con il lettore sono quelli universali dell’amore,  dell’impotenza contro la Storia, dell’abbandono, eppure dice Coccia in  apertura: “<em>Non esistono poesie/ dell’abbandono,/ esistono versi/ che celano/ un’assenza</em>. […] <em>Esistono poeti/ che vivono oscillando/ tra la parola/ e il silenzio,/ tra un sorriso/ ed un’offesa,/ tra il detto e il non detto</em>”. Sono poeti del silenzio e del dolore, poeti che “<em>sono morti/ tutti quanti,/ chi per noia/ chi per amore,/ chi di vergogna, /chi ucciso/ chi suicidato</em>”.<br />
E’ il racconto della distanza e del mettersi a nudo, quella nudità che è  celebrazione dell’anima e vuoto, senza vergogna, senza distanza, senza  intenzione, in un percorso a due che è garanzia di non poter  dimenticare, ma di vivere e sentire la vita scorrere nelle parole, anche  in quelle che hanno come Destino quello di diventare altre parole.<br />
Un gioco all’incontro nell’abisso profondo dell’anima, oltre il rumore della realtà, questa raccolta di poesie di <strong>Massimiliano Coccia</strong>, per riflettere un attimo su tutto ciò che può esserci passato inosservato o inascoltato, e per ritrovare quelle “<em>piccole scaglie di esistenza che proprio perché così piccole diventano fondamentali</em>”.</p>
<p><strong>Massimiliano Coccia, <em>Non parlate al conducente</em>, Giulio Perrone, pag. 85, € 11</strong></p>
<p><em>Edyth Cristofaro</em></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.massimilianococcia.com%2F2011%2F06%2F20%2Fmartemagazin%2F&amp;title=M.Coccia%2C%20Non%20parlate%20al%20conducente%20%28recensione%29" id="wpa2a_6"><img src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>“Non parlate al conducente”: poesie di Massimiliano Coccia</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 16:10:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Matteo Chiavarone (Il Recensore) Parlare di poesia nella società di oggi è impresa ardua, ancora di più se si decide di parlarne attraverso la poesia stessa. “Non parlate al conducente“ (Perrone, 2011) di Massimiliano Coccia prova ad assumersi questo che, a conti fatti, diventa, per l’autore, un vero e proprio compito. Questa scelta, consapevole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/05/non-parlate-al-conducente.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-649" title="non-parlate-al-conducente" src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/05/non-parlate-al-conducente.gif" alt="" width="112" height="165" /></a></p>
<p>di Matteo Chiavarone (Il Recensore)</p>
<p>Parlare di poesia nella società di oggi è impresa ardua, ancora di più se si decide di parlarne attraverso la poesia stessa. “Non parlate al conducente“ (Perrone, 2011) di Massimiliano Coccia prova ad assumersi questo che, a conti fatti, diventa, per l’autore, un vero e proprio compito. Questa scelta, consapevole e “ragionata”, non lascia spazi ad inutili orpelli. Tutto è giocato sul piano lirico: persino l’epifania di luoghi e amori e sogni riconsegna al poeta le chiavi della realtà circostante.</p>
<p>Eppure la poesia di Coccia non è poesia vuota a se stessa né tantomeno un qualcosa di impalpabile; è un efficace strumento per segnare fortemente il nostro legame con la terra. E per “terra” s’intende tutta la realtà quotidiana, il vivere urbano, gli “incontri” e gli “scontri”, finanche l’impegno politico e civile.</p>
<p>Il poeta vede e ascolta ma non è cieco, decide lui cosa vedere e cosa ascoltare. Non è affatto vero che «I poeti sono morti / in modi dispari / in modi disparati» perché i «versi che celano un’assenza» esistono e vivono nelle nostre stesse parole, in quelle parole che «arrivano come una rivelazione».<span id="more-648"></span> C’è uno spiraglio vitale e vitalistico nei versi di questa raccolta, anzi più di uno perché succedono tante cose «prima che sia notte». Può succedere anche che ci si innamori, che si rimanga male, che si ricordi un luogo o una persona della nostra infanzia, che si decida di dimenticare. O può succedere semplicemente che «un tram in lontananza / scivola sui binari / davanti ad una casa».</p>
<p>Le immagini poetiche, alternate dai bellissimi disegni di Martina Donati, si sovrappongono ora a momenti dell’agire e del vivere; ora a figure assurte a numi tutelari (Carver e Hopper da un lato, Piero Terracina e Alberto Sughi dall’altro) prima ancora di interlocutori del proprio dialogo poetico.</p>
<p>«Non serve luce / per rischiarare un volto» ma serve poesia per affrontare il mattino, una poesia che «salvifica di mistero» è capace di trovare una redenzione universale, prima ancora che individuale.</p>
<p>E quale redenzione c’è per un paese come l’Italia, come la nostra Italia? Dove trovarla? Un paese «senza nome / solo con l’onor della cronaca / di tristi tragedie familiari / consumate / tra salotti e varietà» succhiato da «amanti / che sfrutteranno / l’ingenua bellezza / delle sue coste, / la famelica sincerità dei suoi vicoli, / la bugiarda verità / della sua Costituzione» trova la salvezza solo nel sonno quando «come una donna / si abbandona al silenzio / di un sogno / piccolo, / di rivoluzionaria semplicità».</p>
<p>Bisognerebbe scomodare Pasolini per affrontare nuovamente quel meraviglioso viaggio dalle Alpi alla “Terra di lavoro” ma qui, in questa poesia, in questo “scrivere per vivere”, non abbiamo bisogno di pietà negate, bensì di piccoli gesti (saluti, frasi dette o ascoltate, il “difficile vagare”), di luoghi erti a simboli (il Sacher, i binari del tram, il porto) e di parole; perché «è destino di certe parole diventare altre parole».</p>
<p>Non parlate al conducente è insomma un’ottima prova poetica, una raccolta capace di muoversi nel verso libero con intelligenza, capacità ed ironia; un atto di coraggio di chi è capace di “andare a mani nude”, o soltanto con lo strumento del linguaggio, verso, e non per forza “contro”, il mondo.</p>
<p>Massimiliano Coccia, scrittore, sceneggiatore e giornalista, è nato nel dicembre del 1985. Esordisce nel 2006 con Gli occhi di Piero – Storia di Piero Bruno, un ragazzo degli anni ’70 (Ed. Alegre); nel 2007 pubblica Esterno estivo (ed. Terre Sommerse) e nel 2010 Polvere e luce(Fermento Editore). Co-autore dello spettacolo Gli occhi di Piero, ha adattato e diretto Gastone. Storia di teatro, d’amore e di altre facezie. Ha inoltre curato la sceneggiatura del cortometraggio Roma, un giorno e dei documentari La malinconia del vero. Viaggio nell’arte di Ettore de Conciliis e Il Borgo di Dio. Sulla strada di Danilo Dolci. Il suo sito è: www.massimilianococcia.com</p>
<p>Autore: Massimiliano Coccia<br />
Titolo: Non parlate al conducente<br />
Editore: Giulio Perrone<br />
Anno di pubblicazione: 2011<br />
Prezzo: 11 euro<br />
Pagine: 94</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.massimilianococcia.com%2F2011%2F05%2F24%2F%25e2%2580%259cnon-parlate-al-conducente%25e2%2580%259d-poesie-di-massimiliano-coccia%2F&amp;title=%E2%80%9CNon%20parlate%20al%20conducente%E2%80%9D%3A%20poesie%20di%20Massimiliano%20Coccia" id="wpa2a_8"><img src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Non parlate al conducente&#8221; &#8211; Intervista &#8220;Le Ragioni&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 08:51:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Tomaso Greco Massimiliano Coccia è un giovane scrittore e giornalista, che ha al suo attivo diverse pubblicazioni che con rigore e precisione hanno raccontato vicende pubbliche del nostro Paese e temi interiori complessi. Torna in libreria con “Non parlate al conducente” (Perrone editore), una raccolta di poesie, che entra nell’anima di molti luoghi, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Tomaso Greco</p>
<p><a href="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2011/04/coccia.jpg"><img title="coccia" src="http://www.leragioni.it/wp-content/uploads/2011/04/coccia-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a> Massimiliano Coccia è un giovane scrittore e giornalista, che ha al suo attivo diverse pubblicazioni che con rigore e precisione hanno raccontato vicende pubbliche del nostro Paese e temi interiori complessi. Torna in libreria con “Non parlate al conducente” (Perrone editore), una raccolta di poesie, che entra nell’anima di molti luoghi, di molte città e di molti ambienti storici diversi.<br />
<strong>Massimiliano, un libro di poesia nel 2011. Perché?</strong></p>
<p>Ribalto la domanda e ti chiedo perché non farlo?<br />
Perché non provare di tanto in tanto a ribaltare questi assiomi del mercato, della letteratura e del pensiero dominante? In Italia c’è sempre stata una grande tradizione poetica, poi è arrivata l’editoria a pagamento e ha distrutto tutte le scale meritocratiche che il pubblico, la critica e la società creava.  Inoltre il tempo che viviamo ci porta così distante dalla riflessione, dall’analisi dei sentimenti che la poesia sembra soccombere sotto il peso del nulla, un nulla progettato a tavolino.</p>
<p><strong>Quindi potremmo dire che queste poesie sono il tuo antidoto al nulla?</strong></p>
<p>Mi sembra pretenzioso, diciamo che combattono il nulla. Esistono. Vivono. Già è qualcosa.</p>
<p><strong>Nel tuo libro la riflessione su argomenti più intimi, si apre e diventa riflessione su argomenti che riguardano tutti, non trapela mai pessimismo però, come mai?</strong></p>
<p>L’ottimismo e il pessimismo sono due categorie abbastanza nette che secondo me non esistono. Io sono una persona, un cittadino, uno scrittore fiducioso, fiducioso che si possa trovare un modo per cambiare le cose. La fiducia non è aspettativa passiva di cambiamento per me ma motore di ricerca e di innovazione.<span id="more-617"></span></p>
<p><strong>Tra le poesie mi ha colpito molto “I poeti sono morti”, che quasi apre come una premessa il libro…</strong><strong><br />
</strong><br />
Potrebbe sembrare una provocazione ma non è così perché penso veramente che per la società i poeti sono morti, per quella società di cui parlavamo prima ovviamente. Se già Montale si domandava nel ’75 se era ancora possibile la poesia pensa oggi cosa di domanderebbe un Nobel di quel calibro.</p>
<p><strong>In questo clima di profondo degrado, come riesce un giovane autore a portare avanti la propria proposta letteraria e culturale?</strong></p>
<p>Combatte. Lotta. Afferma con forza nel quotidiano i principi per cui è animato. Facendo cultura oggi a Roma mi trovo davanti tante porte chiuse, ma non è di quelle porte aperte che l’arte e la poesia hanno bisogno per sopravvivere, basta solo il coraggio di osare e di rischiare.</p>
<p><strong>Chiudiamo con una domanda sul titolo e sulle aspettative su questo libro. </strong><strong><br />
</strong><strong>Perché “Non parlate al conducente” e cosa ti aspetti da questa nuova avventura?</strong></p>
<p>“Non parlate al conducente” è un titolo ironico che sdogana molto l’idea che la poesia debba essere qualcosa per addetti ai lavori, è un titolo semplice, immediato che ha ampi rimandi con il quotidiano. Da questo libro mi aspetto che cammini per tante strade diverse, che valichi anche gli stanchi confini nazionali, che si riunisca con i posti dove sono nate le parole che lo compongono, che viva di respiri ampi e di tante menti che lo facciamo diventare qualcosa di importante.</p>
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		<title>&#8220;Lavorare sicuramente&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 21:59:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al Cinema Fandango in via Tiepolo, 13 (zona Flaminio), lunedì 21 marzo alle ore 18.00, si terrà l&#8217;incontro &#8220;Lavorare sicuramente&#8221; organizzato dai Giovani Democratici Parioli-Flaminio, che vedrà la partecipazione tra gli altri di Antonio Boccuzzi. Sarà letto da Edoardo Pesce, il mio racconto, &#8220;D&#8217;amore si vive, perché di lavoro si muore&#8221;, uscito qualche mese fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/03/gdboccuzzi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-601" title="gdboccuzzi" src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/03/gdboccuzzi.jpg" alt="" width="595" height="842" /></a></p>
<p>Al Cinema Fandango in via Tiepolo, 13 (zona Flaminio), lunedì 21 marzo alle ore 18.00, si terrà l&#8217;incontro<br />
&#8220;Lavorare sicuramente&#8221; organizzato dai Giovani Democratici Parioli-Flaminio, che vedrà la<br />
partecipazione tra gli altri di Antonio Boccuzzi. Sarà letto da Edoardo Pesce, il mio racconto, &#8220;D&#8217;amore<br />
si vive, perché di lavoro si muore&#8221;, uscito qualche mese fa su &#8220;The Week&#8221;.<br />
Vi aspetto per vivere insieme una serata di impegno e di cultura.<br />
Massimiliano Coccia</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.massimilianococcia.com%2F2011%2F03%2F18%2Flavorare-sicuramente%2F&amp;title=%26%238220%3BLavorare%20sicuramente%26%238221%3B" id="wpa2a_12"><img src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La bellezza della linea: incontro con la pittura di Sandro Trotti</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 21:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di Massimiliano Coccia e Martina Donati (per Flanerì &#8211; www.flaneri.com ) La cifra stilistica di Alessandro Trotti è articolata e composta da varie fasi che spaziano dall’astrattismo, con la creazione dei “crates”, simbolismo che vede l’unione di punti, linee geometriche e piani, fino ad arrivare ai nudi. L’arte di Trotti è un’arte in cammino che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/03/IMG_0085.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-592" title="IMG_0085" src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/03/IMG_0085-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Di Massimiliano Coccia e Martina Donati<br />
(per Flanerì &#8211; www.flaneri.com ) </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>La cifra stilistica di Alessandro Trotti è articolata e composta da varie fasi che spaziano dall’astrattismo, con la creazione dei “crates”, simbolismo che vede l’unione di punti, linee geometriche e piani, fino ad arrivare ai nudi. L’arte di Trotti è un’arte in cammino che cresce e vive in molti luoghi, dall’intimità del suo studio, alle vedute di Roma fino ad arrivare ai suoi viaggi in Cina, dove in questi giorni inizierà un percorso trimestrale di insegnamento presso l’Università del Canton. Trotti è un artista semplice, ma non semplicista, vive di problematicità irrisolte e di voglia di rappresentare il presente  e la memoria con il magma materico dei suoi quadri, che come il magma lavico, è simbolo di ciò che in passato è stata la sua arte. Abbiamo incontrato Sandro Trotti, nella sua casa adibita a studio, negli ultimi giorni della sua permanenza romana.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Sandro Trotti, com’è cominciato il suo percorso nell’arte e nella pittura?<br />
<span style="font-weight: normal;">Ho sempre disegnato fin da quando ero bambino, i miei amici quando passavano mi trovavano intento a disegnare, a dipingere. Mia madre quando qualcuno chiedeva di me diceva sempre: “Sandro è su a “rognecare, sta à dipinge, sta à fa i pupazzi”. I miei professori poi dopo le scuole medie dissero a mio padre che avevo molto talento, talento che andava coltivato e perciò consigliarono di iscrivermi al Liceo Artistico, ma lui rispose: “A me serve un altro muratore”, visto che anche i miei fratelli erano muratori e  in casa servivano altre due braccia. Ho provato per una settimana a farlo e dopo ho detto: “io questo non lo farò mai”. A 15 anni sono venuto a Roma, con tante difficoltà ma con in testa un’idea molto chiara: non avrei mai fatto il muratore, anche se questo significava disubbidire a mio padre. Questo episodio lo raccontai anche quando esposi al Museo Nazionale di Cina e colpì molto la platea perché in Cina disubbidire al padre è una cosa molto grave, però continuai dicendo: “che se mio padre fosse qui sarebbe certamente soddisfatto di me, uscirebbe dalla tomba, mi verrebbe ad abbracciare e perdonerebbe la mia disubbidienza”. Quando dipingo penso spesso che i pittori hanno tanti nemici e i nemici sono i quadri sbagliati che si fanno, e ogni volta che riguardo i miei quadri sbagliati penso a mio padre e al fatto che forse era meglio se avessi intrapreso la carriera di muratore.</span></strong></p>
<p><strong>“Nella pittura non si può fare tutto: bisogna fare l’essenziale” cos’è l’essenziale per lei?<br />
</strong>L’essenziale è tutto l’opposto di quello che farebbe un falsario. Il falsario crea il quadro un po’ meglio di quello che fa il pittore, ci mette quel tantino di accattivante per piacere. Un pittore non fa le cose per farle piacere, un pittore fa l’essenziale, se è necessario un occhio solo fa un occhio solo.</p>
<p><strong>Osservando le sue opere, ho notato, che i suoi colori, le scale tonali, le linee, le forme, parlano la lingua della memoria, sono intrise della bellezza del “dopo”, dell’osservazione distante. Quanto è importante la conservazione della memoria nella sua opera?<br />
</strong>Quando si lavora per tanti anni si attraversano anche molte fasi, molti periodi: ho avuto la fase astratta, quando facevo gli assi cartesiani, i “crates”, però poi andando avanti si esauriscono le idee. Alle volte penso che è il quadro che fa il pittore e non viceversa perché esistono anche dei quadri che vengono fatti perché è il quadro che ti trasporta. Nel mio ritorno al figurativo c’è questa memoria che tu dici, questo ricordo di questo magma materico, queste smagliature, questi strappi, queste incertezze, che mi portavo dietro e che metti in armonia con una nuova visione, anche con gli elementi di contaminazione. Personalmente tornai al figurativo con i nudi bianchi, chiusi con i “crates” intorno al 1970 . Avevo azzerato il colore, avevo recuperato la purezza. Oggi ho aggiunto nuovamente il colore, le smagliature dei “crates”. Il pittore è libero di andare e tornare. Penso che se un pittore vale 7 o vale 8, non cambia il suo valore se dipinge in un modo piuttosto che in un altro. Un pittore vero non sa mai come si fa un quadro, ogni volta che ha davanti una tela bianca non sa mai cosa farci.</p>
<p><span id="more-591"></span><br />
<strong>Ha insegnato per molti anni all’Accademia di Belle Arti di Roma, cosa è rimasto nel suo bagaglio di questa esperienza e cosa porta con se per i molti posti del mondo che visita?<br />
</strong>L’Accademia di Belle Arti è una delle officine più giovani, più belle, piene di fantasia, una scuola libera, creativa. L’unico difetto è che si lavora poco. Questa storia burocratica che esiste solo in Italia, che ad un certo punto della giornata i bidelli chiudono a chiave le aule, aule già piccole collocate in un palazzo solo. E’ difficile attaccare la malattia del lavoro in un’Accademia! L’articolo 1 della Costituzione dice che “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” e lì si lavora poco!</p>
<p><strong>Cosa pensa dell’arte contemporanea?<br />
</strong>Anche se un pittore lo chiudi e non la fai uscire di casa, arriva quello che succede nel mondo, perché il pittore ha una specie di fluido, sente tutto. Come Pessoa, ad esempio, che se ne stava rinchiuso in un ufficio postale tutto il giorno a fare pacchi eppure con la mente viaggiava in tutto il mondo e ci regalava degli scritti meravigliosi. Per questo per me il pittore è sempre contemporaneo. La problematica odierna è che esiste uno squilibrio tra la padronanza del critico-manager rispetto all’artista. Oggi l’artista è subordinato e sconosciuto, è conosciuto il critico-manager, che a sua volta si serve degli artigiani per divulgare il suo credo filosofico. Il pittore vero è emarginato totalmente. L’arte contemporanea è difficile distinguerla perché non si distingue più il valore, perché l’opera d’arte è una cosa e il mercato è un&#8217;altra. Oggi si ragiona in termini economici. Tra poco purtroppo sapremmo il prezzo di tutto, ma il valore di niente. I valori oggi sono contrabbandati.<br />
<strong>Come viene vissuta l’arte in Cina?</strong></p>
<p>In Cina c’è molto entusiasmo, cosa che noi abbiamo perso. Se ad esempio c’è una mostra al Museo Nazionale d’arte ci sono pullman, treni e centinaia di migliaia di persone in movimento per vedere, per essere partecipi. C’è fame. C’è appetito culturale.<br />
In Italia lo fanno solo per le Fiere, che sono delle installazioni mostruose, dove la riflessione sul quadro è annullata. Penso che molti pittori fanno i pittori perché sono disoccupati, ma manca una tradizione forte.<br />
<strong>Lei nasce nelle Marche, sul Monte Urano, poi viene a Roma, poi parte di nuovo, la sua pittura ha una patria oppure è la prima cittadina di un Paese nuovo?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Penso che il retaggio della tua terra di provenienza te lo porti dietro, è come un bagaglio e le cose che ti trovi intorno ti formano, dopo è necessario andare in città, perché la città rappresenta la trincea, dove si combatte una battaglia di idee. La mia trincea è stata Roma. Certi retaggi, certe idee si sublimano, ma fanno sempre parte dell’io di un’artista. Ad esempio quando non avevo le modelle, perché nelle Marche erano difficili da trovare, dipingevo le vacche, le stesse vacche che con le loro mammelle potevano essere capovolte e arrivare a creare le cupole di Roma. C’è una cifra stilistica che ti perseguita che forse è anche una salvezza. Per esempio quando dipingevo molto i gerani, vedevo che la forma dei gerani era  la forma del cuore, che a sua volta è la forma del seno, del sedere, un pittore, non dipinge semplicemente un fiore, ma il fiore che rappresenta in quel momento è la propria cifra spaziale.  Lo stesso esempio si può fare per il nudo: le colline marchigiane per me hanno la stessa dolcezza del nudo femminile. La realtà è fatta di linee curve e di linee rette che messe in un rapporto armonico creano attenzione espressiva e la donna ha in sé questo rapporto armonico. La donna è più democratica dell’uomo per via di questo rapporto armonico, l’uomo è più dittatoriale con i suoi muscoli triangolari.</p>
<p><strong>Il suo occhio si è sempre spinto ad osservare le città e suoi confini, come vede cambiare le metropoli e come le descriverebbe oggi?</strong></p>
<p>Roma è una città che conserva molte forme erotiche. A me interessa sempre il rapporto “eros e tanatos” e le cupole di Roma sono erotiche, l’impero romano ha inventato la linea curva, che è una linea erotica, da qui le forme bellissime delle basiliche. Poi ci fu il primo abuso edilizio : l’altare della Patria, che ha fatto Sacconi, un marchigiano di Montalto, un abuso che trovo molto bello. Infatti quando dipingo Roma cancello tutti gli abusi edilizi intorno, lascio solo le cupole e l’Altare della Patria che è la prima architettura abusiva di Roma rispetto alla curve dell’Impero, però l’Altare della Patria fa risplendere il grigio perla delle cupole e passando tanto tempo sul Gianicolo ,vedevo che Roma sembrava una città morta, una città araba morta, poi ad un certo punto del tramonto, Roma diventava improvvisamente una città barocca, con questo Altare che faceva risplendere le cupole, facendole divenire di madreperla. Anche nelle Venezie che io faccio, evidenzio la presenza delle gondole nere, perché la gondola serviva per trasportare i morti, quindi :”il tanatos”. E poi cancello anche nelle venezie l’abusivismo. Quando si dipinge alla fine ci si lascia guidare, poi dopo ti chiedi perché hai dipinto quella determinata cosa e in un secondo momento ti chiedi il “perché” andando ad ideologizzare.</p>
<p><strong>Nell’arco della sua lunga carriera è stato a contatto con tanti pittori, artisti, scrittori, che ricordi conserva e che aneddoti ama ricordare con piacere?</strong></p>
<p>Tutti gli artisti erano molto colti ed intensi. Ad esempio una volta in un dibattito organizzato da Paolo Portoghesi a Palazzo Taverna dal titolo: “La pittura moderna sta bene nelle case moderne oppure anche nelle case antiche?”, quandò parlo Giulio Turcato, con il suo accento veneto, disse: “Fiol caro, non ci frega niente, comprate i quadri, metteteli dove volete. Sono stato a Londra e ho visto i neri”. Poi ce ne sono tante, mi ricordo che Ennio Flaiano discuteva con Monachesi al caffè Canova, ad un certo punto Monachesi gli disse: “ma perché non vieni con noi a sinistra, non diventi del PCI?” e Flaiano rispose: “Mi piacerebbe, ma sono troppo povero per essere comunista”.<br />
<strong>Alla vigilia della sua partenza per la Cina, l’ennesima, cosa si auspica di trovare al suo ritorno? </strong></p>
<p>Mi auguro di ritrovare Berlusconi se no qui è un macello! (ride fragorosamente, ndr).<br />
Qui è proprio difficile fare le cose, innestare ogni processo di riforma , c’è sempre qualcuno a cui non va bene qualcosa. La gente qui non vuole niente. Sono tutti concordi nel dire di mandare a casa Berlusconi, ma io vorrei sapere cosa si vuole oltre a questo. Che progetti ci sono? Non vedo vie d’uscite. Quando torni che fai?<br />
Anche perché poi politicamente siamo messi male, l’unico che stimo molto è Matteo Renzi, Sindaco di Firenze che ha detto: “non mi importa quello che Berlusconi fa di notte, ma quello che non fa di giorno.” Renzi è uno di sinistra ma con le idee giovani, vere, non si può insistere sempre sulle stesse cose, occorre come Renzi avere delle idee diverse di Paese, di città, non si può dire solo quello che non vogliamo fare. Non stiamo messi bene, quindi trovare un auspicio è difficile. E’ difficile rispondere a questa domanda.</p>
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		<title>&#8220;Pensieri in arte&#8221; dal 4 al 6 Marzo 2011</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 10:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cultura:”Pensieri in arte” nel nome della poesia. Dal 4 al 6 Marzo alla Quantum Leap Gallery di Roma Torna l’appuntamento con “Pensieri in arte” la prima mostra che unisce scrittori e artisti. Il tema della quarta edizione è una domanda: “E’ ancora possibile la poesia?” “Pensieri in arte” nasce dalla volontà della pittrice Martina Donati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/02/LOCANDINA-copy.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-568" title="LOCANDINA copy" src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/02/LOCANDINA-copy-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
<p><strong><em>Cultura:”Pensieri in arte” nel nome della poesia.<br />
</em></strong><strong><em>Dal 4 al 6 Marzo alla Quantum Leap Gallery di Roma</em></strong></p>
<p>Torna l’appuntamento con “Pensieri in arte” la prima mostra che unisce scrittori e artisti. Il tema della quarta edizione è una domanda: “E’ ancora possibile la poesia?”</p>
<p>“Pensieri in arte” nasce dalla volontà della pittrice Martina Donati e dello scrittore Massimiliano Coccia  che hanno imperniato il loro percorso artistico nella fusione tra letteratura e arte, un percorso che quest’anno coinvolgerà trentadue artisti.<br />
La mostra si svolgerà dal 4 al 6 Marzo nel cuore del Rione Monti presso la “Quantum Leap Gallery” in via Urbana, 122.</p>
<p>La serata inaugurale, moderata dalla giornalista Laura Bastianetto, è prevista per il 4 Marzo alle ore 18.30 e vedrà la presenza degli attori Vinicio Marchioni ed Edoardo Pesce, che leggeranno i versi che hanno ispirato gli artisti figurativi nella composizione delle loro opere.</p>
<p>Ecco i  partecipanti: <em>Manuela Faella,Sabrina Ortolani, Roan Johnson,Andrea Di Lorenzo, Alessio Trerotoli, Matteo Ramundo, Simone Ghelli, Maura Genovese,Massimiliano Coccia,Martina Donati, Matteo Chiavarone ,Valentina Nesci, Andrea Coffami , Cosimo Brunetti,Luca Piccolino,Mario Marra, Alex Pietrogiacomi, Veronica Longo, Gianluca Liguori, Gianluca Riccio,Lorenzo Amurri, Daniela Mastrangelo, Cinzia Bomoll, Michele D&#8217;Aloisio,Flavio Marigliani,Giuseppe Barillaro.Bianca Penna,Monica Neri, Benedetta De Marco, Adele Ceraudo.</em><br />
La mostra è dedicata alla poetessa Alda Merini, ritratta in una tela della pittrice Giorgia Marzi.</p>
<p><strong><em>“Pensieri in arte”</em></strong></p>
<p><strong><em>Dal 4 al 6 Marzo 2011<br />
Quantum Leap Gallery<br />
Via Urbana, 122<br />
Roma </em></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Orari: </strong></p>
<p><strong>4 Marzo: 18.30 – 22.00</strong></p>
<p><strong>5-6 Marzo: 11.30-22.00 </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Per info e contatti:<br />
pensierinarte.wordpress.com </strong></p>
<p><strong><em><span style="color: #000000;">expostampa@gmail.com </span></p>
<p></em></strong></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.massimilianococcia.com%2F2011%2F02%2F18%2Fpensieri-in-arte-dal-4-al-6-marzo-2011%2F&amp;title=%26%238220%3BPensieri%20in%20arte%26%238221%3B%20dal%204%20al%206%20Marzo%202011" id="wpa2a_16"><img src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Concorso Manifesto “Gastone. Storia di teatro, d’amore e di altre facezie”</title>
		<link>http://www.massimilianococcia.com/2011/02/05/549/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 22:45:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
		<category><![CDATA[ettore petrolini]]></category>
		<category><![CDATA[gastone]]></category>
		<category><![CDATA[massimiliano coccia]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Concorso per la realizzazione del manifesto che rappresenterà lo spettacolo teatrale “Gastone. Storia di teatro, d’amore e di altre facezie” di Massimiliano Coccia. REGOLAMENTO DEL CONCORSO Art. 1 – L’Associazione “Pensieri in arte” indice un concorso per la realizzazione del manifesto che rappresenterà lo spettacolo “Gastone. Storia di teatro, d’amore e di altre facezie” in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a href="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/02/gastone2-copia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-554" title="gastone2 copia" src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/02/gastone2-copia-246x300.jpg" alt="" width="246" height="300" /></a></h1>
<address><strong>Concorso per la realizzazione del manifesto che rappresenterà lo spettacolo teatrale “Gastone. Storia di teatro, d’amore e di altre facezie” di Massimiliano Coccia.</strong></address>
<pre><strong>REGOLAMENTO DEL CONCORSO</strong></pre>
<p><strong>Art. 1</strong> – L’Associazione “Pensieri in arte” indice un concorso per la realizzazione del manifesto che rappresenterà lo spettacolo “Gastone. Storia di teatro, d’amore e di altre facezie” in programma dal 26 al 30 Aprile al Teatro dell’Orologio di Roma. Lo spettacolo è liberamente ispirato alla commedia scritta da Ettore Petrolini nel 1924.</p>
<p><strong>Art. 2</strong> – I partecipanti dovranno presentare i bozzetti (uno o più bozzetti) in formato digitale (.jpg in 300 DPI) entro e non oltre il 21 Febbraio 2011.</p>
<p><strong>Art. 3</strong> – Gli elaborati dovranno pervenire con le seguenti modalità:</p>
<p>-      il bozzetto non deve contenere riferimenti dell’autore (firma, nome, ecc.);</p>
<p>-      il bozzetto deve essere spedito via mail a: <a href="mailto:expostampa@gmail.com">expostampa@gmail.com</a> , vanno allegati alla mail un proprio curriculum vitae che sintetizzi il proprio percorso artistico, un foglio di accompagnamento al/ai bozzetto/i deve essere indicato nome e cognome del/degli autore/i, indirizzo postale, indirizzo e-mail e recapito telefonico;</p>
<p><strong>Art. 4</strong> – Il concorrente potrà usare tutte le forme, tecniche e colori che rappresentino al meglio lo spirito dello spettacolo e del teatro. Per la presentazione del bozzetto non è necessario inserire né il logo dell’associazione, né i nomi degli attori e del cast. I dati saranno poi aggiunti in collaborazione con il vincitore stesso, una volta selezionato il bozzetto vincente.</p>
<p><strong>Art. 5</strong> – I bozzetti possono essere realizzati da più di un autore;</p>
<p><strong>Art. 6</strong> – Il concorso è aperto a tutti e la partecipazione è gratuita</p>
<p><strong>Art. 7</strong> – L’ammissione delle opere e l’assegnazione dei premi saranno effettuate ad insindacabile giudizio del Consiglio Nazionale dell’Associazione, che designa i vincitori entro il mese di Febbraio 2011.<span id="more-549"></span></p>
<p><strong>Art. 8</strong> – Non verrà stilata una classifica di punteggio per gli elaborati che non sono fra i tre premiati.</p>
<p><strong>Art. 9</strong> – Al vincitore verrà data l’opportunità di vedere la propria opera esposta all’interno dei circuiti promozionali italiani dove lo spettacolo verrà rappresentato e di divenire il manifesto ufficiale della rappresentazione,  avrà n.4 biglietti omaggio per il giorno 26 Aprile, per la prima nazionale dello spettacolo, avrà risalto stampa come vincitore del concorso. Possibilità di esporre una propria selezione di bozzetti che hanno portato alla creazione del manifesto all’interno dei teatri ove verrà rappresentato lo spettacolo.</p>
<p><strong>Art. 10 </strong>– I vincitori verranno contattati direttamente dalla Segreteria dell’Associazione Nazionale Pensieri in arte e i risultati verranno resi pubblici sul sito: pensierinarte.wordpress.com e <a href="http://www.flaneri.com/">www.flaneri.com</a> .</p>
<p><strong>Art. 11 </strong>– In allegato al presente bando è fornita la sinossi dello spettacolo e alcune immagini di repertorio degli attori e delle antiche rappresentazioni.</p>
<p><strong>Art. 12</strong> – Tutte le opere presentate saranno trattenute dall’Associazione e potranno essere utilizzate a sua discrezione, con la citazione dell’autore. I partecipanti rinunciano ad ogni diritto d’uso sulle opere medesime.</p>
<p><a href="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/02/bando-concorso-manifesto-2011.pdf">bando-concorso-manifesto-2011</a></p>
<p><a href="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/02/sinossi.pdf">sinossi</a></p>
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		<title>Via Tasso, dirigente di Giovane Italia mette su Facebook foto con saluto romano</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 08:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[Appartenente al movimento giovani del Pdl si fa riprendere con il braccio teso sotto la scritta del Museo ROMA - Una foto oltraggiosa, proprio lì davanti, al Museo storico della Liberazione di via Tasso a Roma, un saluto romano proprio davanti a quel palazzo dove decine di romani furono torturati dalle SS naziste durante l&#8217;occupazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Appartenente al movimento giovani del Pdl si fa riprendere con il braccio teso sotto la scritta del Museo</em></p>
<p><strong>ROMA -</strong> Una foto oltraggiosa, proprio lì davanti, al Museo storico della Liberazione di via Tasso a Roma, un saluto romano proprio davanti a quel palazzo dove decine di romani furono torturati dalle SS naziste durante l&#8217;occupazione tedesca. Una foto ricordo scattata e poi messa su Facebook per raccontare il viaggio a Roma in occasione di «Atreju 2010», la festa nazionale della Giovane Italia, il movimento giovanile ufficiale del Popolo della Libertà, conclusa domenica scorsa con l&#8217;intervento di Silvio Berlusconi. Un ragazzo, capelli rasati e braccio teso davanti alla scritta «Museo storico della Liberazione». L&#8217;immagine ora non c&#8217;è più, ma è apparsa sul profilo Facebook di F.Z., dirigente provinciale a Crotone del movimento politico giovanile.</p>
<p><strong>SU FACEBOOK</strong> &#8211; «La foto col saluto romano in via Tasso l&#8217;ho vista sulla pagina di un militante della Giovane Italia. Ho protestato, e insieme ad altre persone l&#8217;abbiamo segnalata a Facebook». A parlare è Massimiliano Coccia, giovane giornalista romano (e nipote di un deportato), che si è accorto della presenza della foto, in una cartella di foto relative alla Festa Atreju, sul profilo di F.Z., dirigente provinciale a Crotone per il movimento politico giovanile. Le foto ritraevano un ragazzo, che ha partecipato alla festa, e faceva parte di un «foto-racconto», per documentare il viaggio da Crotone a Roma. «Gli ho anche scritto un messaggio &#8211; spiega Massimiliano &#8211; ma lui non mi ha risposto». Qualcuno, nei messaggi alla foto, si era dissociato dallo scatto. Ora è tutto sparito. «Ho anche segnalato la vicenda a Chiara Colosimo, presidente della Giovane Italia Lazio, ma dopo un iniziale interesse, non mi ha più risposto».<span id="more-484"></span></p>
<p><strong>LE REAZIONI </strong>- In una nota Chiara Colosimo, consigliere regionale e Presidente della Giovane Italia Lazio, risponde a Coccia: «Non ho risposto alla sua sollecitazione di Massimiliano Coccia sulla foto segnalatami, perché non ho più avuto modo di vederla. Detto questo una volta vista non ho alcuna difficoltà a condannare il gesto, unendomi al coro di sdegno della comunità ebraica e sostenendo l&#8217;attività del Museo di Via Tasso. Sono nata nel 1986 non ho vissuto il fascismo e credo che sia assolutamente fuori luogo aprire una polemica di questo tipo oggi, tirando in ballo un movimento giovanile che parla e fa tutt&#8217;altro. L&#8217;idiozia del singolo va condannata, ma non usata a pretesto per screditare un mondo che non ha conti aperti con la storia». E pure il Pdl replica attraverso Antonio Gazzellone, vice capogruppo Pdl del Comune di Roma: «Il gesto di un cretino non sia strumento per offendere decine di migliaia di giovani che nel Popolo della libertà e nei suoi valori vedono il luogo di confronto e analisi per le importanti sfide che l&#8217;epoca che viviamo prospetta loro. Condanniamo quindi con fermezza un gesto che si commenta da solo, ripudiando al contempo ogni riferimento a un&#8217;epoca che per fortuna non potrà mai tornare. Chiediamo però il rispetto per tutte quelle persone che nulla hanno a che fare con gesti isolati e che quotidianamente condannano e rinnegano quale forma di manifestazione politica ogni tipo di violenza fisica, storica o morale».</p>
<p><strong>«GESTO DEPLOREVOLE»</strong> &#8211; «Il gesto di un saluto romano davanti al Museo di Via Tasso è da considerarsi deplorevole sia per il significato politico che assume e sia per il significato umano che questo gesto segna &#8211; visto che da quella porta e sotto quel saluto aberrante sono transitati centinaia di uomini molti dei quali hanno perso la vita». Lo dichiara Paolo Masini, consigliere comunale del Partito Democratico. «Questo &#8211; continua Masini &#8211; ci deve far rendere conto di quanto si debba tenere alta la guardia all&#8217;interno dei partiti e delle giovanili che almeno in teoria si richiamano a valori democratici. Ringrazio coloro che ogni giorno &#8211; conclude Masini &#8211; tengono alti questi valori e fanno di tutto affinché siano tutelati, ringrazio il Museo di Via Tasso che proprio in queste ore vive alterni destini per la sua sopravvivenza».</p>
<p><strong>SUL SITO DEL MUSEO </strong>- Su Facebook la foto non c&#8217;è più. Ma i gestori della pagina del <a href="http://www.facebook.com/#!/profile.php?id=1255269066&amp;ref=ts">Museo storico della Liberazione, sempre su Facebook</a>, hanno provocatoriamente deciso di ripubblicarla. «Non siamo impazziti. Oggi abbiamo mutato l&#8217;icona che fa da immagine sul profilo del Museo storico della Liberazione &#8211; spiegano i gestori della pagina &#8211; . Provocatoriamente abbiamo inserito la foto che ora riceverete. Sosteneteci fino in fondo e rafforzateci perché questa non diventi realtà».</p>
<p><strong>Redazione online 15 settembre 2010</strong></p>
<p><strong>www.corriere.it/roma</strong></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.massimilianococcia.com%2F2010%2F09%2F16%2Fvia-tasso-dirigente-di-giovane-italia-mette-su-facebook-foto-con-saluto-romano%2F&amp;title=Via%20Tasso%2C%20dirigente%20di%20Giovane%20Italia%20mette%20su%20Facebook%20foto%20con%20saluto%20romano" id="wpa2a_20"><img src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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