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Posts Tagged ‘massimiliano coccia’

Le omissioni

giovedì, ottobre 6th, 2011

articolo di Massimiliano Coccia (flaneri.com – Flanerì)

I veri libri di poesia sono rari, molto rari, una felice scoperta è stato leggere Le omissioni, di Ottavio Fatica, uno dei migliori traduttori italiani che sta curando da alcuni anni la ritraduzione completa di Rudyard Kipling.
I versi di Fatica giungono alla fine di un lungo cammino di ricerca linguistica e poetica, vi è la passione per la lingua e le figure retoriche, che però non fanno diventare i versi entità astratte o chiuse, bensì liberano il significante e il significato in tutta la loro completezza.
Èpoesia di privazione quella di Fatica, di amore, di dubbio, di incertezze, è ricolma di vita, di ferite non rimarginate ed è in questo istante quando la ferita pulsa e sanguina che si percepisce il senso vero e profondo della sua poetica, perché la sua poesia non è esercizio linguistico o appunti distratti, ma è una ferita aperta, che brilla ancora al sole, che sgorga sangue e versi, una ferita, la stessa che per Italo Calvino è motivo della nostra battaglia quotidiana. Èun poeta silente Ottavio Fatica, che vive un rapporto conflittuale con l’intorno, dove la natura è un’entità misteriosa, una natura che strappa centimetri all’urbana metropoli, (…e poi passando accanto/ alla boscaglia con un brivido/ avvertire una presenza/ […] e continuando/ a correre scoprire con più angoscia/  che mai che sei ignorato da uno scampolo di giungla sotto casa…) , una natura,quindi, che ignora il cammino del passante e che raramente consola.
Chi si aspettava un approccio accademico alla poesia da parte di uno dei più grandi traduttori italiani, ne rimarrà deluso, perché Le omissioni non rappresentano una summa poetica ma sono versi che pongono interrogativi e guardano avanti, sono enigmi irrisolti e sogni sussurrati che accompagnano le nostre sere e i nostri giorni di uomini e donne che si confrontano con la contemporaneità ed è per questo che la poesia di Fatica diventa “nuda mano sulla carne viva”, tocca i centri nervosi e porta sempre e comunque ad una reazione, sia essa un sospiro,una privazione o una gioia intima.
Le omissioni sono quindi la dimostrazione che è ancora possibile fare poesia e con essa cercare di imbrigliare il tempo che fugge e scorre, un tempo pieno di affanno, ma «è sempre tempo: il tempo di ora/ e non ha altro luogo».

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Recensione di Francesco di Majo – L’Opinione (23.Giugno.2011)

martedì, giugno 28th, 2011

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M.Coccia, Non parlate al conducente (recensione)

lunedì, giugno 20th, 2011

MassimilianoCocciaFragile la poesia. Fragili le parole. E i sentimenti umani? Potenti, eppure fragili anche loro. Le parole di Massimiliano Coccia, si tingono di poesia e raccontano la storia personale che si tramuta in storia contemporanea.

Poesia sola, che, denudata di tutti gli orpelli, spinge direttamente sul cuore e lo fa offrendoci la possibilità di fermarci un attimo in mezzo al caos di suoni e immagini, difetto del mondo moderno.
La poesia è parola nuda, scarna, e Coccia, quasi novello narratore ermetista, ricorda vagamente il tentativo di inizio secolo scorso di ridurre all’osso le parole per ritrovare l’essenza prima di un concetto, poi di un’emozione. Tra Montale e Luzi, Coccia cerca il silenzio nel rumore di fondo del vivere quotidiano, così da mettere a nudo l’anima, passando prima per il corpo, nudo, alla ricerca di una nudità che è un atto di coraggio.
Rendiamo il senso alle parole, sembra essere la bandiera di questo Non parlate al conducente, edito dalla Giulio Perrone Editore e gli argomenti di base di tutta la conversazione segreta con il lettore sono quelli universali dell’amore, dell’impotenza contro la Storia, dell’abbandono, eppure dice Coccia in apertura: “Non esistono poesie/ dell’abbandono,/ esistono versi/ che celano/ un’assenza. […] Esistono poeti/ che vivono oscillando/ tra la parola/ e il silenzio,/ tra un sorriso/ ed un’offesa,/ tra il detto e il non detto”. Sono poeti del silenzio e del dolore, poeti che “sono morti/ tutti quanti,/ chi per noia/ chi per amore,/ chi di vergogna, /chi ucciso/ chi suicidato”.
E’ il racconto della distanza e del mettersi a nudo, quella nudità che è celebrazione dell’anima e vuoto, senza vergogna, senza distanza, senza intenzione, in un percorso a due che è garanzia di non poter dimenticare, ma di vivere e sentire la vita scorrere nelle parole, anche in quelle che hanno come Destino quello di diventare altre parole.
Un gioco all’incontro nell’abisso profondo dell’anima, oltre il rumore della realtà, questa raccolta di poesie di Massimiliano Coccia, per riflettere un attimo su tutto ciò che può esserci passato inosservato o inascoltato, e per ritrovare quelle “piccole scaglie di esistenza che proprio perché così piccole diventano fondamentali”.

Massimiliano Coccia, Non parlate al conducente, Giulio Perrone, pag. 85, € 11

Edyth Cristofaro

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“Non parlate al conducente”: poesie di Massimiliano Coccia

martedì, maggio 24th, 2011

di Matteo Chiavarone (Il Recensore)

Parlare di poesia nella società di oggi è impresa ardua, ancora di più se si decide di parlarne attraverso la poesia stessa. “Non parlate al conducente“ (Perrone, 2011) di Massimiliano Coccia prova ad assumersi questo che, a conti fatti, diventa, per l’autore, un vero e proprio compito. Questa scelta, consapevole e “ragionata”, non lascia spazi ad inutili orpelli. Tutto è giocato sul piano lirico: persino l’epifania di luoghi e amori e sogni riconsegna al poeta le chiavi della realtà circostante.

Eppure la poesia di Coccia non è poesia vuota a se stessa né tantomeno un qualcosa di impalpabile; è un efficace strumento per segnare fortemente il nostro legame con la terra. E per “terra” s’intende tutta la realtà quotidiana, il vivere urbano, gli “incontri” e gli “scontri”, finanche l’impegno politico e civile.

Il poeta vede e ascolta ma non è cieco, decide lui cosa vedere e cosa ascoltare. Non è affatto vero che «I poeti sono morti / in modi dispari / in modi disparati» perché i «versi che celano un’assenza» esistono e vivono nelle nostre stesse parole, in quelle parole che «arrivano come una rivelazione». (continua…)

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“Non parlate al conducente” – Intervista “Le Ragioni”

lunedì, maggio 9th, 2011

di Tomaso Greco

Massimiliano Coccia è un giovane scrittore e giornalista, che ha al suo attivo diverse pubblicazioni che con rigore e precisione hanno raccontato vicende pubbliche del nostro Paese e temi interiori complessi. Torna in libreria con “Non parlate al conducente” (Perrone editore), una raccolta di poesie, che entra nell’anima di molti luoghi, di molte città e di molti ambienti storici diversi.
Massimiliano, un libro di poesia nel 2011. Perché?

Ribalto la domanda e ti chiedo perché non farlo?
Perché non provare di tanto in tanto a ribaltare questi assiomi del mercato, della letteratura e del pensiero dominante? In Italia c’è sempre stata una grande tradizione poetica, poi è arrivata l’editoria a pagamento e ha distrutto tutte le scale meritocratiche che il pubblico, la critica e la società creava.  Inoltre il tempo che viviamo ci porta così distante dalla riflessione, dall’analisi dei sentimenti che la poesia sembra soccombere sotto il peso del nulla, un nulla progettato a tavolino.

Quindi potremmo dire che queste poesie sono il tuo antidoto al nulla?

Mi sembra pretenzioso, diciamo che combattono il nulla. Esistono. Vivono. Già è qualcosa.

Nel tuo libro la riflessione su argomenti più intimi, si apre e diventa riflessione su argomenti che riguardano tutti, non trapela mai pessimismo però, come mai?

L’ottimismo e il pessimismo sono due categorie abbastanza nette che secondo me non esistono. Io sono una persona, un cittadino, uno scrittore fiducioso, fiducioso che si possa trovare un modo per cambiare le cose. La fiducia non è aspettativa passiva di cambiamento per me ma motore di ricerca e di innovazione. (continua…)

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“Lavorare sicuramente”

venerdì, marzo 18th, 2011

Al Cinema Fandango in via Tiepolo, 13 (zona Flaminio), lunedì 21 marzo alle ore 18.00, si terrà l’incontro
“Lavorare sicuramente” organizzato dai Giovani Democratici Parioli-Flaminio, che vedrà la
partecipazione tra gli altri di Antonio Boccuzzi. Sarà letto da Edoardo Pesce, il mio racconto, “D’amore
si vive, perché di lavoro si muore”, uscito qualche mese fa su “The Week”.
Vi aspetto per vivere insieme una serata di impegno e di cultura.
Massimiliano Coccia

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La bellezza della linea: incontro con la pittura di Sandro Trotti

venerdì, marzo 18th, 2011

Di Massimiliano Coccia e Martina Donati
(per Flanerì – www.flaneri.com )

La cifra stilistica di Alessandro Trotti è articolata e composta da varie fasi che spaziano dall’astrattismo, con la creazione dei “crates”, simbolismo che vede l’unione di punti, linee geometriche e piani, fino ad arrivare ai nudi. L’arte di Trotti è un’arte in cammino che cresce e vive in molti luoghi, dall’intimità del suo studio, alle vedute di Roma fino ad arrivare ai suoi viaggi in Cina, dove in questi giorni inizierà un percorso trimestrale di insegnamento presso l’Università del Canton. Trotti è un artista semplice, ma non semplicista, vive di problematicità irrisolte e di voglia di rappresentare il presente  e la memoria con il magma materico dei suoi quadri, che come il magma lavico, è simbolo di ciò che in passato è stata la sua arte. Abbiamo incontrato Sandro Trotti, nella sua casa adibita a studio, negli ultimi giorni della sua permanenza romana.

Sandro Trotti, com’è cominciato il suo percorso nell’arte e nella pittura?
Ho sempre disegnato fin da quando ero bambino, i miei amici quando passavano mi trovavano intento a disegnare, a dipingere. Mia madre quando qualcuno chiedeva di me diceva sempre: “Sandro è su a “rognecare, sta à dipinge, sta à fa i pupazzi”. I miei professori poi dopo le scuole medie dissero a mio padre che avevo molto talento, talento che andava coltivato e perciò consigliarono di iscrivermi al Liceo Artistico, ma lui rispose: “A me serve un altro muratore”, visto che anche i miei fratelli erano muratori e  in casa servivano altre due braccia. Ho provato per una settimana a farlo e dopo ho detto: “io questo non lo farò mai”. A 15 anni sono venuto a Roma, con tante difficoltà ma con in testa un’idea molto chiara: non avrei mai fatto il muratore, anche se questo significava disubbidire a mio padre. Questo episodio lo raccontai anche quando esposi al Museo Nazionale di Cina e colpì molto la platea perché in Cina disubbidire al padre è una cosa molto grave, però continuai dicendo: “che se mio padre fosse qui sarebbe certamente soddisfatto di me, uscirebbe dalla tomba, mi verrebbe ad abbracciare e perdonerebbe la mia disubbidienza”. Quando dipingo penso spesso che i pittori hanno tanti nemici e i nemici sono i quadri sbagliati che si fanno, e ogni volta che riguardo i miei quadri sbagliati penso a mio padre e al fatto che forse era meglio se avessi intrapreso la carriera di muratore.

“Nella pittura non si può fare tutto: bisogna fare l’essenziale” cos’è l’essenziale per lei?
L’essenziale è tutto l’opposto di quello che farebbe un falsario. Il falsario crea il quadro un po’ meglio di quello che fa il pittore, ci mette quel tantino di accattivante per piacere. Un pittore non fa le cose per farle piacere, un pittore fa l’essenziale, se è necessario un occhio solo fa un occhio solo.

Osservando le sue opere, ho notato, che i suoi colori, le scale tonali, le linee, le forme, parlano la lingua della memoria, sono intrise della bellezza del “dopo”, dell’osservazione distante. Quanto è importante la conservazione della memoria nella sua opera?
Quando si lavora per tanti anni si attraversano anche molte fasi, molti periodi: ho avuto la fase astratta, quando facevo gli assi cartesiani, i “crates”, però poi andando avanti si esauriscono le idee. Alle volte penso che è il quadro che fa il pittore e non viceversa perché esistono anche dei quadri che vengono fatti perché è il quadro che ti trasporta. Nel mio ritorno al figurativo c’è questa memoria che tu dici, questo ricordo di questo magma materico, queste smagliature, questi strappi, queste incertezze, che mi portavo dietro e che metti in armonia con una nuova visione, anche con gli elementi di contaminazione. Personalmente tornai al figurativo con i nudi bianchi, chiusi con i “crates” intorno al 1970 . Avevo azzerato il colore, avevo recuperato la purezza. Oggi ho aggiunto nuovamente il colore, le smagliature dei “crates”. Il pittore è libero di andare e tornare. Penso che se un pittore vale 7 o vale 8, non cambia il suo valore se dipinge in un modo piuttosto che in un altro. Un pittore vero non sa mai come si fa un quadro, ogni volta che ha davanti una tela bianca non sa mai cosa farci.

(continua…)

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“Pensieri in arte” dal 4 al 6 Marzo 2011

venerdì, febbraio 18th, 2011

Cultura:”Pensieri in arte” nel nome della poesia.
Dal 4 al 6 Marzo alla Quantum Leap Gallery di Roma

Torna l’appuntamento con “Pensieri in arte” la prima mostra che unisce scrittori e artisti. Il tema della quarta edizione è una domanda: “E’ ancora possibile la poesia?”

“Pensieri in arte” nasce dalla volontà della pittrice Martina Donati e dello scrittore Massimiliano Coccia  che hanno imperniato il loro percorso artistico nella fusione tra letteratura e arte, un percorso che quest’anno coinvolgerà trentadue artisti.
La mostra si svolgerà dal 4 al 6 Marzo nel cuore del Rione Monti presso la “Quantum Leap Gallery” in via Urbana, 122.

La serata inaugurale, moderata dalla giornalista Laura Bastianetto, è prevista per il 4 Marzo alle ore 18.30 e vedrà la presenza degli attori Vinicio Marchioni ed Edoardo Pesce, che leggeranno i versi che hanno ispirato gli artisti figurativi nella composizione delle loro opere.

Ecco i  partecipanti: Manuela Faella,Sabrina Ortolani, Roan Johnson,Andrea Di Lorenzo, Alessio Trerotoli, Matteo Ramundo, Simone Ghelli, Maura Genovese,Massimiliano Coccia,Martina Donati, Matteo Chiavarone ,Valentina Nesci, Andrea Coffami , Cosimo Brunetti,Luca Piccolino,Mario Marra, Alex Pietrogiacomi, Veronica Longo, Gianluca Liguori, Gianluca Riccio,Lorenzo Amurri, Daniela Mastrangelo, Cinzia Bomoll, Michele D’Aloisio,Flavio Marigliani,Giuseppe Barillaro.Bianca Penna,Monica Neri, Benedetta De Marco, Adele Ceraudo.
La mostra è dedicata alla poetessa Alda Merini, ritratta in una tela della pittrice Giorgia Marzi.

“Pensieri in arte”

Dal 4 al 6 Marzo 2011
Quantum Leap Gallery
Via Urbana, 122
Roma

Orari:

4 Marzo: 18.30 – 22.00

5-6 Marzo: 11.30-22.00

Per info e contatti:
pensierinarte.wordpress.com

expostampa@gmail.com

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Concorso Manifesto “Gastone. Storia di teatro, d’amore e di altre facezie”

sabato, febbraio 5th, 2011

Concorso per la realizzazione del manifesto che rappresenterà lo spettacolo teatrale “Gastone. Storia di teatro, d’amore e di altre facezie” di Massimiliano Coccia.
REGOLAMENTO DEL CONCORSO

Art. 1 – L’Associazione “Pensieri in arte” indice un concorso per la realizzazione del manifesto che rappresenterà lo spettacolo “Gastone. Storia di teatro, d’amore e di altre facezie” in programma dal 26 al 30 Aprile al Teatro dell’Orologio di Roma. Lo spettacolo è liberamente ispirato alla commedia scritta da Ettore Petrolini nel 1924.

Art. 2 – I partecipanti dovranno presentare i bozzetti (uno o più bozzetti) in formato digitale (.jpg in 300 DPI) entro e non oltre il 21 Febbraio 2011.

Art. 3 – Gli elaborati dovranno pervenire con le seguenti modalità:

-      il bozzetto non deve contenere riferimenti dell’autore (firma, nome, ecc.);

-      il bozzetto deve essere spedito via mail a: expostampa@gmail.com , vanno allegati alla mail un proprio curriculum vitae che sintetizzi il proprio percorso artistico, un foglio di accompagnamento al/ai bozzetto/i deve essere indicato nome e cognome del/degli autore/i, indirizzo postale, indirizzo e-mail e recapito telefonico;

Art. 4 – Il concorrente potrà usare tutte le forme, tecniche e colori che rappresentino al meglio lo spirito dello spettacolo e del teatro. Per la presentazione del bozzetto non è necessario inserire né il logo dell’associazione, né i nomi degli attori e del cast. I dati saranno poi aggiunti in collaborazione con il vincitore stesso, una volta selezionato il bozzetto vincente.

Art. 5 – I bozzetti possono essere realizzati da più di un autore;

Art. 6 – Il concorso è aperto a tutti e la partecipazione è gratuita

Art. 7 – L’ammissione delle opere e l’assegnazione dei premi saranno effettuate ad insindacabile giudizio del Consiglio Nazionale dell’Associazione, che designa i vincitori entro il mese di Febbraio 2011. (continua…)

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Via Tasso, dirigente di Giovane Italia mette su Facebook foto con saluto romano

giovedì, settembre 16th, 2010

Appartenente al movimento giovani del Pdl si fa riprendere con il braccio teso sotto la scritta del Museo

ROMA - Una foto oltraggiosa, proprio lì davanti, al Museo storico della Liberazione di via Tasso a Roma, un saluto romano proprio davanti a quel palazzo dove decine di romani furono torturati dalle SS naziste durante l’occupazione tedesca. Una foto ricordo scattata e poi messa su Facebook per raccontare il viaggio a Roma in occasione di «Atreju 2010», la festa nazionale della Giovane Italia, il movimento giovanile ufficiale del Popolo della Libertà, conclusa domenica scorsa con l’intervento di Silvio Berlusconi. Un ragazzo, capelli rasati e braccio teso davanti alla scritta «Museo storico della Liberazione». L’immagine ora non c’è più, ma è apparsa sul profilo Facebook di F.Z., dirigente provinciale a Crotone del movimento politico giovanile.

SU FACEBOOK – «La foto col saluto romano in via Tasso l’ho vista sulla pagina di un militante della Giovane Italia. Ho protestato, e insieme ad altre persone l’abbiamo segnalata a Facebook». A parlare è Massimiliano Coccia, giovane giornalista romano (e nipote di un deportato), che si è accorto della presenza della foto, in una cartella di foto relative alla Festa Atreju, sul profilo di F.Z., dirigente provinciale a Crotone per il movimento politico giovanile. Le foto ritraevano un ragazzo, che ha partecipato alla festa, e faceva parte di un «foto-racconto», per documentare il viaggio da Crotone a Roma. «Gli ho anche scritto un messaggio – spiega Massimiliano – ma lui non mi ha risposto». Qualcuno, nei messaggi alla foto, si era dissociato dallo scatto. Ora è tutto sparito. «Ho anche segnalato la vicenda a Chiara Colosimo, presidente della Giovane Italia Lazio, ma dopo un iniziale interesse, non mi ha più risposto». (continua…)

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