di Massimiliano Coccia (www.leragioni.it)
Recensione di “Quando cade l’acrobata entrano i clown -Heysel, l’ultima partita” di Walter Veltroni (Einaudi)
“Bella, come un giorno di maggio.Bella, come questa notte con le finestre aperte. Bella, come te, che dormi nuda e sembri una bambina”, sussurra un uomo alla donna che ama, mentre scruta silenzioso il cielo ripensando a dieci anni di matrimonio in cui l’unica bugia è costituita da un viaggio. Un viaggio a Bruxelles per seguire la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, perché nel 1985 la Champions League si chiamava così, senza strane pronunce, era la Coppa dei migliori, dei campioni veri in campo e fuori come Gaetano Scirea e Agostino Di Bartolomei.
Attorno a questo nodo concettuale intriso di amore e memoria si snoda “Quando cade l’acrobata entrano i clown” il primo monologo per il teatro scritto da Walter Veltroni che ha il pregio di raccontare in maniera limpida ed onesta la compenetrazione che la storia ha sulle nostre vite, le tante notti italiane passate con lo sguardo da un’altra parte e i ricordi fissi a quello che abbiamo vissuto. La tragedia di Heysel dove morirono 39 persone e ne rimasero ferite 600, smette così di essere un qualcosa di lontano ed entra nel vissuto di una collettività, il ricordo personale allontana le sabbie mobili della morte e restituisce tramite la dolcezza di un monologo tutto quello che si può perdere e non riavere dalla storia. Quell’uomo che racconta nella notte assume quindi una dimensione collettiva molto forte ed ecco perché le pagine di Veltroni non sono un normale esercizio di teatro di narrazione o di monologo, ma diventano una sorta di romanzo popolare. Quante volte anche nei nostri letti prima di addormentarci non abbiamo guardato la donna che abbiamo accanto e trovando nella bellezza del corpo una sorta di amnistia generale per i torti, le bugie, i traumi della vita e della storia, ci siamo aperti in quel limbo comunicativo che è la nostra coscienza, raccontando al mondo intero tutto quello di cui abbiamo paura. “Quando cade l’acrobata entrano i clown” in poche pagine racchiude tutto questo. Amore. Storia. Memoria. Passione. Attendiamo solo di vederlo rappresentato.

