di Massimiliano Coccia (per leragioni.it)
Il 23 Novembre saranno passati trentacinque anni dall’uccisione dello studente romano Piero Bruno, militante del collettivo studentesco dell’Istituto Tecnico Armellini di Roma e di Lotta Continua. Tutto avvenne nel 1975, in un tragico novembre, segnato da un altro assassinio quello di Pierpaolo Pasolini. La storia di Piero Bruno, segna un momento di particolare cesura nella storia della città e dei movimenti studenteschi, da lì a poco si scioglierà Lotta Continua, lanciando schegge di militanza nel terrorismo rosso, nell’autonomia e nella rassegnazione.
La morte di Piero Bruno diviene quindi anche simbolo di una morte ideale, della chiusura di una stagione politica importante per tanti .
Questa storia scorre nelle cavità del sottosuolo romano, come l’acqua, questa storia scava la roccia e cristallizza memorie.
Il 22 Novembre 1975 intorno alle ore 17.30 una quindicina di ragazzi che si staccano dal corteo che chiede il riconoscimento della Repubblica Popolare d’Angola, si dirigono verso l’ambasciata dello Zaire, stato accusato di prestare il fianco alle truppe antirivoluzionarie che impedivano la liberazione totale del Paese appoggiando l’idea di una giunta militare, è buio, fa freddo, ad aspettare i ragazzi, tutti sui vent’anni o poco più, c’è un battaglione dei carabinieri, che dopo aver urlato: “Eccoli! Eccoli”, accoglie il gruppo con una pioggia di piombo. (continua…)
