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Archive for the ‘Teatro’ Category

“Io sono, io sono Stato”

lunedì, maggio 9th, 2011

9 maggio 2011
ore 21.00
Teatro dell’Orologio
tel. 06 6875550 – 06 68308735
info@teatrorologio.it

“Io sono, io sono Stato”
reading teatrale scritto da Massimiliano Coccia
con Edoardo Pesce

E’ un’alba silenziosa e lieve come tante. Un uomo è alla finestra, osserva il cielo che lentamente va rischiarandosi, riflette in silenzio sulla propria vita, sul proprio lavoro. Quell’uomo è uno sbirro, uno come tanti, che monta sulle volanti, un uomo d’azione e di parola.
In un’alba come tante altre, uno sbirro si racconta.

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Gastone. Storia di teatro, d’amore di altre facezie di Massimiliano Coccia dal 26 al 30 aprile 2011 – Teatro dell’ Orologio – Roma

venerdì, aprile 22nd, 2011


Gastone. Storia di teatro, d’amore e di altre facezie.

scritto e diretto da Massimiliano Coccia
aiuto regia: Martina Donati

con Alessandra Sani, Ivan Bellavista, Gerry Gherardi, Sara Platania, Simone Crisari
scenografia: Francesco Petrone e Grazia Amendola
musiche: Roberto Fiore
tecnico audio/luci: Aulo Cerasomma

Una favola con un incipit contemporaneo.
A Roma, un teatro abbandonato presto verrà abbattuto per lasciare il posto ad un supermercato.
L’ultima rappresentazione spetta ad una giovane compagnia, che sceglie Gastone, opera petroliniana del 1924.
Così Gastone, da “artista cinematografico, danseur, diseur, conquistatore di donne a getto continuo” diventa, in questo spettacolo, maschera e metafora di un teatro che non esiste più, di una realtà che piano piano scompare dai palchi. Si trasforma in figura malinconica, intrisa di poesia.
Poesia di una città scomparsa tra le pieghe della modernità, sopravvissuta al presente senza illusioni.

Nel riadattamento di Coccia, Gastone diventa un uomo solo, alla ricerca del riscatto sulle scene, ma inevitabilmente schiacciato dal peso del suo passato,
maschera e metafora di un teatro che non esiste più, sostituito dalla fiction.
Lo spettacolo riproduce scenograficamente una casa degli anni ’20, con abitudini, costumi, musiche e diventa registicamente un viaggio nelle atmosfere ormai dimenticate di una Roma semplice e antica allo stesso tempo, una città che viveva un rapporto simbiotico con i propri miti e la propria povertà.
Al contempo espone tematiche più che mai attuali, come l’affermazione del super-io in una società basata sulle apparenze, che si riflette nella ricerca spasmodica del successo, elemento estremamente labile e vano.
Tra rabbia e risate la decisione di tentare l’impresa di raccontare quel teatro che non esiste più.

Lo spettacolo si avvale delle musiche originali del Maestro Roberto Fiore.

Nel foyer del teatro: Giorgia Marzi (pittrice dell’accademia di belle arti di Roma vincitrice del concorso per la realizzazione del manifesto Gastone 2011) presenterà una mostra personale di opere create sulla figura petroliniana. (china, aquerelli, olio su tela)

Gastone. Storia di teatro, d’amore di altre facezie.
dal 26 al 30 aprile 2011
ore 21.00 – Teatro dell’Orologio
Via dè Filippini, 17 A , ROMA
Biglietti: Interi 12 € – Ridotti 10 €

Ufficio Stampa: Artinconnessione _ artinconnessione@gmail.com _ tel: 3382006735

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Concorso Manifesto “Gastone. Storia di teatro, d’amore e di altre facezie”

sabato, febbraio 5th, 2011

Concorso per la realizzazione del manifesto che rappresenterà lo spettacolo teatrale “Gastone. Storia di teatro, d’amore e di altre facezie” di Massimiliano Coccia.
REGOLAMENTO DEL CONCORSO

Art. 1 – L’Associazione “Pensieri in arte” indice un concorso per la realizzazione del manifesto che rappresenterà lo spettacolo “Gastone. Storia di teatro, d’amore e di altre facezie” in programma dal 26 al 30 Aprile al Teatro dell’Orologio di Roma. Lo spettacolo è liberamente ispirato alla commedia scritta da Ettore Petrolini nel 1924.

Art. 2 – I partecipanti dovranno presentare i bozzetti (uno o più bozzetti) in formato digitale (.jpg in 300 DPI) entro e non oltre il 21 Febbraio 2011.

Art. 3 – Gli elaborati dovranno pervenire con le seguenti modalità:

-      il bozzetto non deve contenere riferimenti dell’autore (firma, nome, ecc.);

-      il bozzetto deve essere spedito via mail a: expostampa@gmail.com , vanno allegati alla mail un proprio curriculum vitae che sintetizzi il proprio percorso artistico, un foglio di accompagnamento al/ai bozzetto/i deve essere indicato nome e cognome del/degli autore/i, indirizzo postale, indirizzo e-mail e recapito telefonico;

Art. 4 – Il concorrente potrà usare tutte le forme, tecniche e colori che rappresentino al meglio lo spirito dello spettacolo e del teatro. Per la presentazione del bozzetto non è necessario inserire né il logo dell’associazione, né i nomi degli attori e del cast. I dati saranno poi aggiunti in collaborazione con il vincitore stesso, una volta selezionato il bozzetto vincente.

Art. 5 – I bozzetti possono essere realizzati da più di un autore;

Art. 6 – Il concorso è aperto a tutti e la partecipazione è gratuita

Art. 7 – L’ammissione delle opere e l’assegnazione dei premi saranno effettuate ad insindacabile giudizio del Consiglio Nazionale dell’Associazione, che designa i vincitori entro il mese di Febbraio 2011. (continua…)

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Guardando il mondo con gli occhi di Piero

venerdì, febbraio 4th, 2011

di Massimiliano Coccia (per leragioni.it)

Il 23 Novembre saranno passati trentacinque anni dall’uccisione dello studente romano Piero Bruno, militante del collettivo studentesco dell’Istituto Tecnico Armellini di Roma e di Lotta Continua. Tutto avvenne nel 1975, in un tragico novembre, segnato da un altro assassinio quello di Pierpaolo Pasolini. La storia di Piero Bruno, segna un momento di particolare cesura nella storia della città e dei movimenti studenteschi, da lì a poco si scioglierà Lotta Continua, lanciando schegge di militanza nel terrorismo rosso, nell’autonomia e nella rassegnazione.

La morte di Piero Bruno diviene quindi anche simbolo di una morte ideale, della chiusura di una stagione politica importante per tanti .
Questa storia scorre nelle cavità del sottosuolo romano, come l’acqua, questa storia scava la roccia e cristallizza memorie.
Il 22 Novembre 1975 intorno alle ore 17.30 una quindicina di ragazzi che si staccano dal corteo che chiede il riconoscimento della Repubblica Popolare d’Angola, si dirigono verso l’ambasciata dello Zaire, stato accusato di prestare il fianco alle truppe antirivoluzionarie che impedivano la liberazione totale del Paese appoggiando l’idea di una giunta militare,  è buio, fa freddo, ad aspettare i ragazzi, tutti sui vent’anni o poco più, c’è un battaglione dei carabinieri, che dopo aver urlato: “Eccoli! Eccoli”, accoglie il gruppo con una pioggia di piombo. (continua…)

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Torna “Gli occhi di Piero, storia di Piero Bruno, un ragazzo degli anni ’70″

lunedì, novembre 16th, 2009

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Lo spettacolo, tratto dal libro omonimo di Massimiliano Coccia, ricorda i fatti del novembre del 1975, quando, durante un corteo per il riconoscimento della Repubblica Popolare dell’Angola, venne ucciso dalle forze dell’ordine Piero Bruno, giovane studente dell’ITIS “G. Armellini” di Roma e militante di Lotta Continua.
La vicenda viene narrata da Alfredo, portiere di un palazzo in via Ludovico Muratori, la strada in cui avvenne l’uccisione. Ma Alfredo è anche Gustavo,suo padre, portiere all’epoca dei fatti. L’io narrante dunque si sdoppia nel ricordo e nella trasmissione da padre in figlio, trovando una duplice espressione nell’intensa interpretazione di Fabrizio Giannini. Alla storia di questo ragazzo, vittima di tutti i tempi e di tutti i tiranni, fa da sfondo l’Italia degli anni ’70 con la sua cronaca (la strage del Circeo, l’omicidio di Pasolini) e la sua musica.

Recensione di Lisa Recchia per TeatroTeatro.it :

“La storia non si ferma davvero davanti a un portone. La storia entra dentro le stanze, le brucia, La storia dà torto e dà ragione”. La storia si incunea tra le pareti di un palazzo di Roma e rimbomba con forza sui piani, le strade vicine fino ad invadere la città, la nazione intera. La vicenda di Piero Bruno che molti avranno dimenticato perché taciuta dalla storia “canonica”, viene ricordata attraverso gli occhi di un uomo comune, un portiere, che smista la posta, lava i pavimenti, svita e avvita lampadine ma che è soprattutto testimone di un tempo. I gloriosi anni ’70, anni in cui i giovani scendevano in piazza per rivendicare i propri diritti e quelli dei più deboli. E lì morivano. Poco importa se per errore o per volontà “superiori”. La storia entra con un gran boato nella casa di Alfredo e lì giace sopita per generazioni lasciando un segno indelebile nei cuori dei suoi dimoranti. Finché un nuovo sopruso e una “ragazzina bionda bassa bassa” la riporta alla luce con tutte le sue ombre e le domande mai colmate. Il monologo di Coccia e Giannini valica i confini spazio – temporali e ci proietta in epoche e vicende lontane tra loro in modo fluido creando un moto di emozioni e pathos difficilmente descrivibili a parole. Il protagonista, Fabrizio Giannini, sorregge ,con egregia padronanza, uno spettacolo in cui è al contempo testimone, narratore, figlio e padre. Giannini ci fa vedere gli occhi di Piero, quelli di Carlo Giuliani e di Pierpaolo Pasolini e attraverso questi le ingiustizie che la società, oggi come allora, ha tacitamente accettato usando l’arma della menzogna e dell’omertà. Laddove però non arrivano i giornali e le televisioni, arriva ancora il teatro che può, come in questo caso, destarci dal torpore mediatico e portarci al cuore della verità. E chissà che un giorno non si riscriveranno i libri di storia con i nomi di personaggi che oggi si cerca di affossare. Di utopia e di poesia, come diceva de André, ha bisogno la gente per attraversare il mare della vita.

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Elezioni Europee 2009 – Con David Sassoli, Gianpiero Cioffredi e Goffredo Bettini.

lunedì, giugno 8th, 2009

Il video della conferenza che ho moderato tenutasi presso il Teatro dell’Orologio con David Sassoli, Gianpiero Cioffredi e Goffredo Bettini. Una bella occasione per fare il punto sulle politiche culturali europee e sul futuro del settore. 

\”Teatro dell\’Orologio, conferenza sulla cultura e l\’Europa\”

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Sul Gargano l’orgoglio della scena civile

sabato, agosto 9th, 2008

Recensione “Il Manifesto” di G. Capitta – Gli occhi di Piero
FESTAMBIENTESUD

Sul Gargano l’orgoglio della scena civile

Un cartellone che guarda alla realtà contemporanea

Le ragazze «zingare» che danzano e mandano in frantumi le ossessioni da schedatura del governo, la vicenda di Piero Bruno, studente e militante di Lotta continua ucciso dalla polizia nel 1975, la geografia crudele di vita e dolore tra Taranto e Brindisi, raccontata dal rigore di Alessandro Langiu. Sono questi alcuni degli spettacoli proposti dal festival diretto da Maria Teresa Surianello

GIANFRANCO CAPITTA
VICO DEL GARGANO

“..Gli occhi di Piero, ad esempio, racconta a un paese e a generazioni afflitte da perdita di memoria, la vicenda di Piero Bruno, lo studente dell’Armellini e militante di Lotta continua ucciso dalla polizia nel 1975 durante una manifestazione per il riconoscimento dell’Angola indipendente e contro lo Zaire che la voleva sopraffare. Un attore brillante come Fabrizio Giannini (noto finora per le sue apparizioni televisive o per il personaggio romanesco di Cascini) riesce a dare di quella vicenda anche i contorni agghiaccianti, sul testo rigoroso scritto da un giovanissimo Massimiliano Coccia, immergendolo nella quotidianità pigra e sfottente di un condominio dell’Esquilino (davanti al quale avvenne effettivamente la tragedia), sdoppiando i piani del racconto tra la Roma di oggi (che partecipa al G8 genovese) e quella di trent’anni fa, e il proprio personaggio narrante con quello del padre portiere di quello stesso stabile. Modi inusuali di comunicare al pubblico passione civile, ma capaci di entusiasmarlo se questo avviene con grazia e delicatezza.”

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Gli occhi di Piero – recensione e intervista su crackweb.it

lunedì, luglio 28th, 2008

Da www.crakweb.it
Recensione+Intervista.

30 luglio-Festambiente: Gli Occhi di Piero
Lo spettacolo dello sctrittore Massimiliano Coccia smuove le coscienze e commuove riportando in auge un fatto di cronaca insabbiato dai Poteri Forti

Gli Occhi di Piero
30 luglio
Festambiente
Vico del Gargano

Mercoledì 30 Luglio alla Festambiente andrà in scena lo spettacolo teatrale: “Gli occhi di Piero” tratto dal omonimo libro del giovane e già pluripremiato scrittore Massimiliano Coccia.
Lo spettacolo è un adattamento del testo teatrale composto dallo stesso con Fabrizio Giannini che ne è anche l’unico intenso interprete.

“Gli occhi di Piero” è già andato in scena alla Festa Dell’ Unità il 23 Luglio davanti ad un pubblico numeroso poco abituato al teatro e facilmente corruttibile da salsicce e chiacchiere. Spettacolo coinvolgente e che commuove, smuovendo anche le coscienze.

Gli occhi di Piero è la storia di un ragazzo degli anni settanta. Un ragazzo che è morto e che è stato sepolto dal silenzio dei Media, un caso immediatamente insabbiato e dimenticato dalla politica, ma che a trent’anni di distanza emerge con tutte le sue attualità, soprattutto in questi giorni in cui la ferita di Genova è stata nuovamente aperta e che il desiderio di verità sembra quasi esser mutato in un patetica ostinazione.

Piero Bruno giovane studente dell’ITIS “G. Armellini” di Roma e militante di Lotta Continua. , ne1 lontano-vicino 1973, venne ucciso dalle forze dell’ordine ad un corteo.
La vicenda viene narrata da Alfredo, portiere di un palazzo in Via Ludovico Muratori, la strada in cui avvenne l’uccisione. Ma Alfredo è anche la memoria di Gustavo, suo padre, portiere all’epoca dei fatti.

Un racconto visivo, dove lo spettatore viene gettato dentro ad un epoca (si scorge un momento storico livido, una Roma ancora ingenua ma anche torbida, la cronaca nerissima di quegl’ anni). Fabrizio Giannini con linguaggio fisico riesce a reggere da solo oltre un ora di spettacolo e a far “immaginare” grazie alle parole..che è il piccolo miracolo che la letteratura e il teatro riescono a compiere. ù

Lo spettacolo si avvale di contributi video dell’epoca, di una colonna sonora originale creata da Lorenzo Marsili e Luigi Pulcinelli (già arrangiatore dei “Tiromancino”) e del contributo di molte canzoni degli anni ’70.

Finito lo spettacolo guardando nelle facce della gente ci si accorge che anche in quest’ epoca di iper comunicazione c’è bisogno del teatro tra le gente, il brusio dei Media sembra inghiottire cronaca e passato. Raccontare di un ingiustizia si rivela necessario per parlare di tutte le ingiustizie.

L’INTERVISTA

Dopo lo spettacolo incontro Massimiliano Coccia per fargli qualche domanda su gli “Gli occhi di Piero” ma anche per scoprire qualcosa in più di questo giovane autore che ha già le idee molto chiare e molti riconoscimenti alle spalle (Premio Internazionale di letteratura “Miramare”, il Premio “Lungo er Tevere…Roma”, il Premio “Calabria 2007″ indetto dalla Regione Calabria, il Premio “Creativi- Città di Cosenza” indetto dal Comune di Cosenza, TarPremio ” Festival Voce Romana” come miglior opera prima ed il Premio “Dipartimento Scienze Umanistiche – Università Sapienza di Roma”).

Nei tuoi due libri “Gli occhi di Piero” e “Esterno Estivo” i perimetri di Roma sembrano essere il rifugio delle tue suggestioni poetiche ma generano spesso, anche una sottile melanconia e sono il punto di partenza per l’osservazione di un Italia – che nonostante la forza e l’indole positiva del tuo messaggio – spesso ti delude. Che rapporto hai con Roma? Più amore o più odio? Quale credi sia la situazione culturale della capitale?

Con Roma ho un rapporto bellissimo ed intenso, fatto di amore che è un sentimento così grande e potente che contiene in sè milioni di rivoli, quindi Roma per me è amore, malinconia, felicità. Roma è un tramonto che infuoca sia i palazzi delle case popolari che le vetrate delle chiese barocche o delle fontane; come tutte le cose complesse a volte illude e delude, ma sta nelle cose della vita, l’importante è capire la difficoltà di una città che stenta a volte a rimanere se stessa.
A Roma c’è una situazione culturale a mio avviso grave, nel corso di questi anni si è andato avanti non premiando la meritocrazia e l’impegno sul territorio ma le adesioni degli operatori culturali a quello o questo partito e credo che questo abbia creato una cultura di facciata che cambia però poco la realtà che va a toccare; a Roma ci sono troppi salotti di sinistra dove molti artisti appaiono e non dicono nulla. Il futuro con Alemanno non lo vedo roseo, visto che in campagna elettorale annunciava più palestre e meno teatri e che la parola “cultura” la ripete pochissime volte in questi primi mesi di governo.

La tua scrittura scorre veloce.
Con semplicità descrivi scenografie immaginarie.

Con te ci si trova dinnanzi ad un film più che ad un libro o ad un testo teatrale, infatti nel leggerti mi viene da accostarti al cinema Neorealista: frugale e poetico. Qual’è la missione estetica della tua scrittura?

Ho sempre pensato che nella semplicità risiedono le cose importanti e credo che la scrittura non debba contenere figure tese a far vedere la bravura dello scrittore ma al centro ci debba essere la storia che si racconta e i tanti particolari che costruiscono le cose che si raccontano.

Lo scrittore è uno strumento, il fine è la storia, non occorre mai capovolgere questo assioma, e quindi la missione estetica del mio scrivere e del mio narrare è quella di dare centralità alle parole, alle metafore, al silenzio, la parola deve riprendere il primato sul nulla e la scrittura deve per me contenere più piani sensoriali e narrativi magari diversi e distanti tra di loro, occorre mescolare e fondere stili differenti.

Sei in tournee in Italia con lo spettacolo teatrale “Gli occhi di Piero” di cui sei autore del autore del testo assieme a Fabrizio Giannini. Come sei riuscito a gestire il passaggio da parole a gesto, da testo a teatro?

Al centro del mio lavoro c’è sempre la ricerca e l’osservazione di quello che mi sta intorno e rendere il passaggio tra parola e azione trovo che sia una sfida affascinante , una scelta che ha trovato un compimento intenso nello spettacolo perché avere accanto Fabrizio Giannini che oltre ad essere l’autore è anche l’interprete de “Gli occhi di Piero”, mi ha aiutato a capire i tempi di scena, che sono diversi dai tempi della narrazione.

Lo spettacolo è stato proposto anche in luoghi assolutamente non convenzionali come Centri Sociali e feste dell’Unità riportando il teatro alla portata della gente, una vera e propria missione. Quali sono le difficoltà e le soddisfazioni di questa scelta?

Le difficoltà sono prevalentemente legate ad aspetti tecnici e dal fatto che la gente quando non si trova in un ambiente definito fa un casino tremendo! Le soddisfazioni sono molte, ad esempio la stessa gente che fa casino si ammutolisce e si commuove, oppure vedere il cielo con un pezzetto di luna appesa mentre lo spettacolo è in scena o ancora arrivare a persone che a teatro non ci andrebbero mai. Il nostro è uno spettacolo sulla memoria e la memoria deve viaggiare ovunque, la scena è semplice e possiamo andare ovunque.

Tre personaggi che hanno maggiormente influenzato la tua scrittura.

Un personaggio che ha influenzato molto la mia scrittura è stato mio nonno, che mi ha trasmesso quel “neo-realismo” di cui parlavi prima, quel nesso temporale tra le varie epoche di Roma e del quartiere dove abito, l’Alberone, è stato un barista, torrefattore che sapeva il Belli a memoria e citava Petrolini, la migliore scuola che potessi avere, la fusione tra la sapienza popolare e la poesia di questa città. Altri personaggi che mi hanno influenzato in maniera più accademica Pasolini, Nazim Hikmet e Montale, comunque mi sento influenzato da tante cose che non sempre arrivano dai libri.

Quali sono i prossimi appuntamenti con Gli occhi di Piero?

Siamo “Festival del Teatro Civile” organizzato da Legambiente a Vico del Gargano. Questo spettacolo è una bella avventura composta da molti pazzi che hanno sposato il progetto che si avvale della regia di Marco Simeoli, un grande regista che a teatro a portato opere bellissime e che come attore affianca Gigi Proietti in maniera stabile da tanto tempo.

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“Gli occhi di Piero – Storia di Piero Bruno, un ragazzo degli anni ’70″

martedì, febbraio 13th, 2007

COMUNICATO STAMPA                        ROMA, 13-02-2007

“Gli occhi di Piero – Storia di Piero Bruno,
un ragazzo degli anni ’70″

Dal 26 febbraio al 2 marzo
Da martedì a sabato ore 21:00 e domenica 2 marzo ore 18:30
al TeatroLoSpazio.it, via Locri 42/44, Roma. Info 0677076486.

Atteso debutto martedì 26 febbraio al TeatroLoSpazio.it a San Giovanni, recentemente inaugurato, per lo spettacolo teatrale “Gli occhi di Piero – Storia di Piero Bruno, un ragazzo degli anni ’70″ di Massimiliano Coccia e Fabrizio Giannini, con la regia di Marco Simeoli.

Lo spettacolo, tratto dal libro omonimo di Massimiliano Coccia, ricorda i fatti del novembre del 1975, quando, durante un corteo per il riconoscimento della Repubblica Popolare dell’Angola, venne ucciso dalle forze dell’ordine Piero Bruno, giovane studente dell’ITIS “G. Armellini” di Roma e militante di Lotta Continua.
La vicenda viene narrata da  Alfredo, portiere di un palazzo in Via Ludovico Muratori, la strada in cui avvenne l’uccisione. Ma Alfredo è anche la memoria di Gustavo, suo padre, portiere all’epoca dei fatti.
L’io narrante dunque si sdoppia nel ricordo e nella trasmissione da padre in figlio, trovando una duplice espressione nell’intensa interpretazione di Fabrizio Giannini.
Alla storia di questo ragazzo, vittima di tutti i tempi e di tutti i tiranni, fa da sfondo l’Italia degli anni ’70 con la sua cronaca (la strage del Circeo, l’omicidio di Pasolini) e la sua musica. Lo spettacolo si avvale di contributi video dell’epoca, di una colonna sonora originale creata da Lorenzo Marsili e Luigi Pulcinelli (già arrangiatore dei “Tiromancino”) e del contributo di molte canzoni degli anni ’70.

Al TeatroLoSpazio.it dal 26 febbraio al 2 marzo da martedì a sabato alle ore 21:00 e domenica 2 marzo alle 18:30. Ingresso 10 euro ridotto, 15 euro intero.

Informazioni al pubblico: TeatroLoSpazio.it, via Locri 42/44, Roma, www.teatrolospazio.it, Tel. 0677076486.

Ufficio Stampa
Ilaria Scala
i.scala@rai.it
cell. 3389145357.

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