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	<title>Massimiliano Coccia &#187; Novità</title>
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		<title>Appuntamenti Giugno/Luglio</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 13:29:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 19 al 26 Giugno.2011 &#8211; Labico &#8211; Mostra &#8220;Certe stanze&#8221; di Martina Donati. 23.Giugno.2011 -Milano-Bistrot del tempo ritrovato ore 18.30 &#8211; Presentazione &#8220;Non parlate al conducente&#8221; con Daniele Nahum (vicepresidente Comunità Ebraica di Milano), Tomaso Greco (Il Riformista) e letture di Miriam Camerini. 25. Giugno.2011 &#8211; Labico(Rm) &#8211; Palazzo Giuliani-ore 19.00 &#8211; Presentazione &#8220;Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/06/12-castellodiFIANO_ROMANO.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-656" title="12-castellodiFIANO_ROMANO" src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/06/12-castellodiFIANO_ROMANO-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a></p>
<p>Dal 19 al 26 Giugno.2011 &#8211; Labico &#8211; Mostra &#8220;Certe stanze&#8221; di Martina Donati.</p>
<p>23.Giugno.2011 -Milano-Bistrot del tempo ritrovato<br />
ore 18.30 &#8211; Presentazione &#8220;Non parlate al conducente&#8221;<br />
con Daniele Nahum (vicepresidente Comunità Ebraica di Milano), Tomaso Greco (Il Riformista) e letture di Miriam<br />
Camerini.</p>
<p>25. Giugno.2011 &#8211; Labico(Rm) &#8211; Palazzo Giuliani-ore 19.00 &#8211; Presentazione &#8220;Non parlate al conducente&#8221;<br />
con Benedetto Paris (cons.comunale Labico), Giulio<br />
Perrone (editore), Matteo Chiavarone (Flanerì).</p>
<p>30 Giugno &#8211; 4 Luglio 2011 &#8211; Castello Ducale di Fiano<br />
Romano, Mostra &#8220;Certe stanze&#8221; di Martina Donati</p>
<p>1.Luglio.2011 &#8211; Fiano Romano(Rm)- Castello Ducale Orsini &#8211; ore 21.30 &#8211; Replica dello spettacolo &#8220;Gastone, storia di teatro, d&#8217;amore e di altre facezie&#8221;.</p>
<p>12.Luglio &#8211; Nettuno &#8211; Giardini del Forte San Gallo -<br />
ore 21.00 &#8211; Replica dello spettacolo &#8220;Gastone, storia di teatro, d&#8217;amore e di altre facezie&#8221;.</p>
<p>13-14 Luglio &#8211; Roma &#8211; Domus Talenti &#8211; Via delle Quattro Fontane &#8211; Replica dello spettacolo &#8220;Gastone, storia di teatro, d&#8217;amore e di altre facezie&#8221;.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.massimilianococcia.com%2F2011%2F06%2F20%2Fappuntamenti-giugnoluglio%2F&amp;title=Appuntamenti%20Giugno%2FLuglio" id="wpa2a_2"><img src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>M.Coccia, Non parlate al conducente (recensione)</title>
		<link>http://www.massimilianococcia.com/2011/06/20/martemagazin/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 13:02:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[edith cristofaro]]></category>
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		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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		<description><![CDATA[Fragile la poesia. Fragili le parole. E i sentimenti umani? Potenti, eppure fragili anche loro. Le parole di Massimiliano Coccia, si tingono di poesia e raccontano la storia personale che si tramuta in storia contemporanea. Poesia sola, che, denudata di tutti gli orpelli, spinge direttamente sul cuore e lo fa offrendoci la possibilità di fermarci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><img src="http://www.martemagazine.it/images/stories/magazine/recensioni/libro/MassimilianoCoccia.jpg" alt="MassimilianoCoccia" width="200" height="278" />Fragile la poesia. Fragili le parole. E i sentimenti umani? Potenti, eppure fragili anche loro. Le parole di <strong>Massimiliano Coccia</strong>, si tingono di poesia e raccontano la storia personale che si tramuta in storia contemporanea.</p>
</div>
<p>Poesia  sola, che, denudata di tutti gli orpelli, spinge direttamente sul cuore  e lo fa offrendoci la possibilità di fermarci un attimo in mezzo al  caos di suoni e immagini, difetto del mondo moderno.<br />
La poesia è  parola nuda, scarna, e Coccia, quasi novello narratore ermetista,  ricorda vagamente il tentativo di inizio secolo scorso di ridurre  all’osso le parole per ritrovare l’essenza prima di un concetto, poi di  un’emozione. Tra Montale e Luzi, Coccia cerca il silenzio nel rumore di  fondo del vivere quotidiano, così da mettere a nudo l’anima, passando  prima per il corpo, nudo, alla ricerca di una nudità che è un atto di  coraggio.<br />
Rendiamo il senso alle parole, sembra essere la bandiera di questo <strong><em>Non parlate al conducente</em></strong>,  edito dalla Giulio Perrone Editore e gli argomenti di base di tutta la  conversazione segreta con il lettore sono quelli universali dell’amore,  dell’impotenza contro la Storia, dell’abbandono, eppure dice Coccia in  apertura: “<em>Non esistono poesie/ dell’abbandono,/ esistono versi/ che celano/ un’assenza</em>. […] <em>Esistono poeti/ che vivono oscillando/ tra la parola/ e il silenzio,/ tra un sorriso/ ed un’offesa,/ tra il detto e il non detto</em>”. Sono poeti del silenzio e del dolore, poeti che “<em>sono morti/ tutti quanti,/ chi per noia/ chi per amore,/ chi di vergogna, /chi ucciso/ chi suicidato</em>”.<br />
E’ il racconto della distanza e del mettersi a nudo, quella nudità che è  celebrazione dell’anima e vuoto, senza vergogna, senza distanza, senza  intenzione, in un percorso a due che è garanzia di non poter  dimenticare, ma di vivere e sentire la vita scorrere nelle parole, anche  in quelle che hanno come Destino quello di diventare altre parole.<br />
Un gioco all’incontro nell’abisso profondo dell’anima, oltre il rumore della realtà, questa raccolta di poesie di <strong>Massimiliano Coccia</strong>, per riflettere un attimo su tutto ciò che può esserci passato inosservato o inascoltato, e per ritrovare quelle “<em>piccole scaglie di esistenza che proprio perché così piccole diventano fondamentali</em>”.</p>
<p><strong>Massimiliano Coccia, <em>Non parlate al conducente</em>, Giulio Perrone, pag. 85, € 11</strong></p>
<p><em>Edyth Cristofaro</em></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.massimilianococcia.com%2F2011%2F06%2F20%2Fmartemagazin%2F&amp;title=M.Coccia%2C%20Non%20parlate%20al%20conducente%20%28recensione%29" id="wpa2a_4"><img src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>“Non parlate al conducente”: poesie di Massimiliano Coccia</title>
		<link>http://www.massimilianococcia.com/2011/05/24/%e2%80%9cnon-parlate-al-conducente%e2%80%9d-poesie-di-massimiliano-coccia/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 16:10:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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		<description><![CDATA[di Matteo Chiavarone (Il Recensore) Parlare di poesia nella società di oggi è impresa ardua, ancora di più se si decide di parlarne attraverso la poesia stessa. “Non parlate al conducente“ (Perrone, 2011) di Massimiliano Coccia prova ad assumersi questo che, a conti fatti, diventa, per l’autore, un vero e proprio compito. Questa scelta, consapevole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/05/non-parlate-al-conducente.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-649" title="non-parlate-al-conducente" src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/05/non-parlate-al-conducente.gif" alt="" width="112" height="165" /></a></p>
<p>di Matteo Chiavarone (Il Recensore)</p>
<p>Parlare di poesia nella società di oggi è impresa ardua, ancora di più se si decide di parlarne attraverso la poesia stessa. “Non parlate al conducente“ (Perrone, 2011) di Massimiliano Coccia prova ad assumersi questo che, a conti fatti, diventa, per l’autore, un vero e proprio compito. Questa scelta, consapevole e “ragionata”, non lascia spazi ad inutili orpelli. Tutto è giocato sul piano lirico: persino l’epifania di luoghi e amori e sogni riconsegna al poeta le chiavi della realtà circostante.</p>
<p>Eppure la poesia di Coccia non è poesia vuota a se stessa né tantomeno un qualcosa di impalpabile; è un efficace strumento per segnare fortemente il nostro legame con la terra. E per “terra” s’intende tutta la realtà quotidiana, il vivere urbano, gli “incontri” e gli “scontri”, finanche l’impegno politico e civile.</p>
<p>Il poeta vede e ascolta ma non è cieco, decide lui cosa vedere e cosa ascoltare. Non è affatto vero che «I poeti sono morti / in modi dispari / in modi disparati» perché i «versi che celano un’assenza» esistono e vivono nelle nostre stesse parole, in quelle parole che «arrivano come una rivelazione».<span id="more-648"></span> C’è uno spiraglio vitale e vitalistico nei versi di questa raccolta, anzi più di uno perché succedono tante cose «prima che sia notte». Può succedere anche che ci si innamori, che si rimanga male, che si ricordi un luogo o una persona della nostra infanzia, che si decida di dimenticare. O può succedere semplicemente che «un tram in lontananza / scivola sui binari / davanti ad una casa».</p>
<p>Le immagini poetiche, alternate dai bellissimi disegni di Martina Donati, si sovrappongono ora a momenti dell’agire e del vivere; ora a figure assurte a numi tutelari (Carver e Hopper da un lato, Piero Terracina e Alberto Sughi dall’altro) prima ancora di interlocutori del proprio dialogo poetico.</p>
<p>«Non serve luce / per rischiarare un volto» ma serve poesia per affrontare il mattino, una poesia che «salvifica di mistero» è capace di trovare una redenzione universale, prima ancora che individuale.</p>
<p>E quale redenzione c’è per un paese come l’Italia, come la nostra Italia? Dove trovarla? Un paese «senza nome / solo con l’onor della cronaca / di tristi tragedie familiari / consumate / tra salotti e varietà» succhiato da «amanti / che sfrutteranno / l’ingenua bellezza / delle sue coste, / la famelica sincerità dei suoi vicoli, / la bugiarda verità / della sua Costituzione» trova la salvezza solo nel sonno quando «come una donna / si abbandona al silenzio / di un sogno / piccolo, / di rivoluzionaria semplicità».</p>
<p>Bisognerebbe scomodare Pasolini per affrontare nuovamente quel meraviglioso viaggio dalle Alpi alla “Terra di lavoro” ma qui, in questa poesia, in questo “scrivere per vivere”, non abbiamo bisogno di pietà negate, bensì di piccoli gesti (saluti, frasi dette o ascoltate, il “difficile vagare”), di luoghi erti a simboli (il Sacher, i binari del tram, il porto) e di parole; perché «è destino di certe parole diventare altre parole».</p>
<p>Non parlate al conducente è insomma un’ottima prova poetica, una raccolta capace di muoversi nel verso libero con intelligenza, capacità ed ironia; un atto di coraggio di chi è capace di “andare a mani nude”, o soltanto con lo strumento del linguaggio, verso, e non per forza “contro”, il mondo.</p>
<p>Massimiliano Coccia, scrittore, sceneggiatore e giornalista, è nato nel dicembre del 1985. Esordisce nel 2006 con Gli occhi di Piero – Storia di Piero Bruno, un ragazzo degli anni ’70 (Ed. Alegre); nel 2007 pubblica Esterno estivo (ed. Terre Sommerse) e nel 2010 Polvere e luce(Fermento Editore). Co-autore dello spettacolo Gli occhi di Piero, ha adattato e diretto Gastone. Storia di teatro, d’amore e di altre facezie. Ha inoltre curato la sceneggiatura del cortometraggio Roma, un giorno e dei documentari La malinconia del vero. Viaggio nell’arte di Ettore de Conciliis e Il Borgo di Dio. Sulla strada di Danilo Dolci. Il suo sito è: www.massimilianococcia.com</p>
<p>Autore: Massimiliano Coccia<br />
Titolo: Non parlate al conducente<br />
Editore: Giulio Perrone<br />
Anno di pubblicazione: 2011<br />
Prezzo: 11 euro<br />
Pagine: 94</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.massimilianococcia.com%2F2011%2F05%2F24%2F%25e2%2580%259cnon-parlate-al-conducente%25e2%2580%259d-poesie-di-massimiliano-coccia%2F&amp;title=%E2%80%9CNon%20parlate%20al%20conducente%E2%80%9D%3A%20poesie%20di%20Massimiliano%20Coccia" id="wpa2a_6"><img src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Io sono, io sono Stato&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 12:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[9 maggio 2011 ore 21.00 Teatro dell&#8217;Orologio tel. 06 6875550 – 06 68308735 info@teatrorologio.it &#8220;Io sono, io sono Stato&#8221; reading teatrale scritto da Massimiliano Coccia con Edoardo Pesce E&#8217; un&#8217;alba silenziosa e lieve come tante. Un uomo è alla finestra, osserva il cielo che lentamente va rischiarandosi, riflette in silenzio sulla propria vita, sul proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/05/invito_improta.jpg"><img src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/05/invito_improta-300x149.jpg" alt="" title="invito_improta" width="300" height="149" class="aligncenter size-medium wp-image-642" /></a></p>
<p>9 maggio 2011<br />
ore 21.00<br />
Teatro dell&#8217;Orologio<br />
tel. 06 6875550 – 06 68308735<br />
info@teatrorologio.it</p>
<p>&#8220;Io sono, io sono Stato&#8221;<br />
reading teatrale scritto da Massimiliano Coccia<br />
con Edoardo Pesce</p>
<p>E&#8217; un&#8217;alba silenziosa e lieve come tante. Un uomo è alla finestra, osserva il cielo che lentamente va rischiarandosi, riflette in silenzio sulla propria vita, sul proprio lavoro. Quell&#8217;uomo è uno sbirro, uno come tanti, che monta sulle volanti, un uomo d&#8217;azione e di parola.<br />
In un&#8217;alba come tante altre, uno sbirro si racconta. </p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.massimilianococcia.com%2F2011%2F05%2F09%2Fio-sono-io-sono-stato%2F&amp;title=%26%238220%3BIo%20sono%2C%20io%20sono%20Stato%26%238221%3B" id="wpa2a_8"><img src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Gastone. Storia di teatro, d&#8217;amore di altre facezie di Massimiliano Coccia dal 26 al 30 aprile 2011 &#8211; Teatro dell&#8217; Orologio &#8211; Roma</title>
		<link>http://www.massimilianococcia.com/2011/04/22/gastone-storia-di-teatro-damore-di-altre-facezie-di-massimiliano-coccia-dal-26-al-30-aprile-2011-teatro-dell-orologio-roma/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 00:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Gastone. Storia di teatro, d’amore e di altre facezie. scritto e diretto da Massimiliano Coccia aiuto regia: Martina Donati con Alessandra Sani, Ivan Bellavista, Gerry Gherardi, Sara Platania, Simone Crisari scenografia: Francesco Petrone e Grazia Amendola musiche: Roberto Fiore tecnico audio/luci: Aulo Cerasomma Una favola con un incipit contemporaneo. A Roma, un teatro abbandonato presto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/04/Definitiva-web.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-615" title="Definitiva-web" src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/04/Definitiva-web-486x1024.jpg" alt="" width="486" height="1024" /></a><br />
Gastone. Storia di teatro, d’amore e di altre facezie.</p>
<p>scritto e diretto da Massimiliano Coccia<br />
aiuto regia: Martina Donati</p>
<p>con Alessandra Sani, Ivan Bellavista, Gerry Gherardi, Sara Platania, Simone Crisari<br />
scenografia:  Francesco Petrone e Grazia Amendola<br />
musiche: Roberto Fiore<br />
tecnico audio/luci: Aulo Cerasomma</p>
<p>Una favola con un incipit contemporaneo.<br />
A Roma, un  teatro abbandonato presto verrà abbattuto per lasciare il posto ad un supermercato.<br />
L’ultima rappresentazione  spetta ad una giovane compagnia, che sceglie Gastone,  opera petroliniana del 1924.<br />
Così  Gastone, da &#8220;artista cinematografico, danseur, diseur, conquistatore di donne a getto continuo”   diventa, in questo spettacolo, maschera e metafora di un teatro che non esiste più, di una realtà che piano piano scompare dai palchi.  Si trasforma in figura malinconica, intrisa di poesia.<br />
Poesia di una città scomparsa tra le pieghe della modernità, sopravvissuta al presente senza illusioni.</p>
<p>Nel riadattamento di Coccia, Gastone diventa un uomo solo, alla ricerca del riscatto sulle scene, ma inevitabilmente schiacciato dal peso del suo passato,<br />
maschera e metafora di un teatro che non esiste più,  sostituito dalla fiction.<br />
Lo spettacolo riproduce scenograficamente una casa degli anni ’20, con abitudini, costumi, musiche e  diventa registicamente un viaggio nelle atmosfere ormai dimenticate di una Roma semplice e antica allo stesso tempo, una città che viveva un rapporto simbiotico con i propri miti e la propria povertà.<br />
Al contempo espone tematiche più che mai attuali, come l’affermazione del super-io in una società basata sulle apparenze, che si riflette nella ricerca spasmodica del successo, elemento estremamente labile e vano.<br />
Tra rabbia e risate la decisione di tentare l’impresa di raccontare quel teatro che non esiste più.</p>
<p>Lo spettacolo si avvale delle musiche originali del Maestro Roberto Fiore.</p>
<p>Nel foyer del teatro: Giorgia Marzi (pittrice dell’accademia di belle arti di Roma vincitrice del concorso per la realizzazione del manifesto Gastone 2011) presenterà una mostra personale di opere create sulla figura petroliniana. (china,  aquerelli, olio su tela)</p>
<p>Gastone. Storia di teatro, d&#8217;amore di altre facezie.<br />
dal 26 al 30 aprile 2011<br />
ore 21.00 &#8211; Teatro dell&#8217;Orologio<br />
Via dè Filippini, 17 A , ROMA<br />
Biglietti: Interi 12 € – Ridotti 10 €</p>
<p>Ufficio Stampa: Artinconnessione _ artinconnessione@gmail.com _  tel: 3382006735</p>
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		<title>Intervista su Flaneri Tv</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 12:40:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Massimiliano Coccia, intervistato da Flanerí Tv, parla del suo ultimo libro di poesie, &#8220;Non parlate al conducente&#8221;, in uscita a fine mese. La presentazione dell&#8217;opera avverrà giovedì 14 aprile 2011, alle ora 18, presso la Casa delle Letterature, a Roma. Massimiliano Coccia a Flanerí Tv from Flanerì on Vimeo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Massimiliano Coccia, intervistato da Flanerí Tv, parla del suo ultimo libro di poesie, &#8220;Non parlate al conducente&#8221;, in uscita a fine mese. La presentazione dell&#8217;opera avverrà giovedì 14 aprile 2011, alle ora 18, presso la Casa delle Letterature, a Roma.</p>
<p><a href="http://vimeo.com/22329463">Massimiliano Coccia a Flanerí Tv</a> from <a href="http://vimeo.com/user3782916">Flanerì</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
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		<title>Presentazione &#8220;Non parlate al conducente&#8221; &#8211; 14 Aprile &#8211; ore 18.00 &#8211; Casa delle Letterature</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 21:32:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Non parlate al conducente” non è il classico libro di poesia, non troverete versi buoni per ogni occasione ma parole cresciute per le strade della città, visioni oniriche e letterarie, storie che si macchiano di peccati originali. “Non parlate al conducente” è una dichiarazione d’amore nei confronti della poesia e della scrittura, ci sono storie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/04/Immagine-3.png"><img class="size-full wp-image-605 aligncenter" title="Immagine 3" src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/04/Immagine-3.png" alt="" width="430" height="681" /></a></p>
<p style="text-align: center;">“Non parlate al conducente” non è il classico libro di poesia, non troverete versi buoni per ogni occasione ma parole cresciute per le strade della città, visioni oniriche e letterarie, storie che si macchiano di peccati originali. “Non parlate al conducente” è una dichiarazione d’amore nei confronti della poesia e della scrittura, ci sono storie narrate con rime e anafore, sguardi che sfuggono, sentimenti che permangono, posti lontani del mondo che diventano incredibilmente vicini. Quest’antologia poetica è un manuale di viaggio verso tutti quei luoghi che fuggono alla visione quotidiana delle cose.<br />
&#8212;-<br />
“Scrivere e leggere le poesie è una sorta di palestra, una delle più faticose. E’ una lotta contro un nemico imbattibile. In questo mondo pieno di armi di distrazione di massa, andare a mani nude, noi stessi nudi, è un atto di coraggio” (dalla prefazione di Roan Johnson).<br />
&#8212;-</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.massimilianococcia.com%2F2011%2F04%2F02%2Fpresentazione-non-parlate-al-conducente-14-aprile-ore-18-00-casa-delle-letterature%2F&amp;title=Presentazione%20%26%238220%3BNon%20parlate%20al%20conducente%26%238221%3B%20%26%238211%3B%2014%20Aprile%20%26%238211%3B%20ore%2018.00%20%26%238211%3B%20Casa%20delle%20Letterature" id="wpa2a_14"><img src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Lavorare sicuramente&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 21:59:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al Cinema Fandango in via Tiepolo, 13 (zona Flaminio), lunedì 21 marzo alle ore 18.00, si terrà l&#8217;incontro &#8220;Lavorare sicuramente&#8221; organizzato dai Giovani Democratici Parioli-Flaminio, che vedrà la partecipazione tra gli altri di Antonio Boccuzzi. Sarà letto da Edoardo Pesce, il mio racconto, &#8220;D&#8217;amore si vive, perché di lavoro si muore&#8221;, uscito qualche mese fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/03/gdboccuzzi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-601" title="gdboccuzzi" src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/03/gdboccuzzi.jpg" alt="" width="595" height="842" /></a></p>
<p>Al Cinema Fandango in via Tiepolo, 13 (zona Flaminio), lunedì 21 marzo alle ore 18.00, si terrà l&#8217;incontro<br />
&#8220;Lavorare sicuramente&#8221; organizzato dai Giovani Democratici Parioli-Flaminio, che vedrà la<br />
partecipazione tra gli altri di Antonio Boccuzzi. Sarà letto da Edoardo Pesce, il mio racconto, &#8220;D&#8217;amore<br />
si vive, perché di lavoro si muore&#8221;, uscito qualche mese fa su &#8220;The Week&#8221;.<br />
Vi aspetto per vivere insieme una serata di impegno e di cultura.<br />
Massimiliano Coccia</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.massimilianococcia.com%2F2011%2F03%2F18%2Flavorare-sicuramente%2F&amp;title=%26%238220%3BLavorare%20sicuramente%26%238221%3B" id="wpa2a_16"><img src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Vita che scorre: colloquio con Aureliano Amadei</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Mar 2011 15:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Massimiliano Coccia (per Flanerì &#8211; www.flaneri.com) Tra febbraio e marzo, Roma regala giornate di sole, come fossero dei lampi, delle ventate di primavera, fugaci come una corsa, fugaci come le parole. Decido, dopo aver letto del suo film, che vorrei intervistare Aureliano Amadei, per molti motivi, prima di tutto “poetici” oltre che cinematografici. Mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/03/IMG_30342.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-583" title="IMG_3034" src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/03/IMG_30342-168x300.jpg" alt="" width="168" height="300" /></a><br />
di Massimiliano Coccia (per Flanerì &#8211; www.flaneri.com)</p>
<p><em>Tra febbraio e marzo, Roma regala giornate di sole, come fossero dei lampi, delle ventate di primavera, fugaci come una corsa, fugaci come le parole.</em> <em>Decido, dopo aver letto del suo film, che vorrei intervistare Aureliano Amadei, per molti motivi, prima di tutto “poetici” oltre che cinematografici. Mentre “20 Sigarette” il suo film era a Venezia, leggevo di questo filmaker, precario, eretico nella sua semplicità.</em> <em>Poi, una sera, vidi il suo film e un groppo mi salì fino al cuore, per poi intasare la mia testa. “Venti Sigarette” è un film diretto, immediato, solare nella sua disperazione, nella sua urgenza di raccontare vita, morte, terrore e bellezza. Quando incontro Aureliano a Roma, in un bar del Rione Monti, mi fermo per qualche istante ad osservare le sue mani, che da una parte tengono il passeggino con il figlio più piccolo e dall’altra il bastone, che lo accompagna. Potrebbe essere sintetizzato in questa immagine la sua storia. Il bastone si fa compagnia con la sigaretta, che crea nubi dove si perdono le parole di questa intervista.</em></p>
<p><strong>“Venti sigarette” è un film che alterna molti registri narrativi, com’è stato da un punto di vista registico dare omogeneità ad una storia per niente statica?<br />
</strong><br />
Ho faticato a far passare l’idea di alternare i registri narrativi nel film, ho dovuto convincere i miei collaboratori che fosse l’idea migliore. Ho lavorato molto perché nell’affrontare i tanti stili differenti del film va tutto improntato minuziosamente dagli attori alla fotografia, per cercare di preparare al meglio questo continuo cambiamento di registro, questa incoerenza. Il tutto è essenziale per me, perché il film doveva assolutamente avere il senso di vita vissuta, vera, che di solito è un pout pourrì di generi diversi.</p>
<p><strong>Com’è stato passare dal libro al film?<br />
</strong><br />
All’inizio tutti mi dicevano: “è un libro molto cinematografico”, quindi sembrava che sarebbe stato abbastanza semplice, in realtà è stato molto complicato. Sono state fatte diverse stesure della sceneggiatura. Il discorso è che mentre in letteratura si può divagare entrare nei meandri di un solo aspetto, in un film invece la vita reale così com’è rischia di diventare anche noiosa, richiede un certo simbolismo, un certo binario di lettura, che sulla vita vissuta è sempre pericoloso.  Ad esempio il finale è stato trovato solo nell’ultima stesura della sceneggiatura perché ci si è domandati: “come chiudi una storia vera?”<br />
C’è poco spazio per l’invenzione, per il simbolismo e quindi occorre andarsi a trovare nella vita tutti quegli aspetti che possono andar bene per un film.<br />
<span id="more-580"></span><br />
<strong>Come sono state articolate le riprese del film e dove avete ricostruito e girato i momenti iracheni?</strong></p>
<p>Il film è stato girato per la grandissima parte a Roma e dintorni, anche la parte irachena. La parte della base nel deserto quella grande che è girata in una cava della Magliana, dove ho avuto l’orgoglio di condividere un set con Sergio Leone, la base di Nassirya che esplode è al faro di Fiumicino, ci sono poi sia una serie di parti urbane come la città di Nassirya sia che di passaggi nel deserto che sono stati girati in Marocco.</p>
<p><strong>Il film si avvale di attori bravi e giovani, in particolare Vinicio Marchioni, che interpreta te stesso e la tua vita. Perché proprio Vinicio, che ricordiamo, era stato scelto per un altro ruolo inizialmente e che tipo di legame si è instaurato tra voi e com’è nato il vostro rapporto?<br />
</strong><br />
E’ nato come dovrebbe nascere un rapporto tra un regista e un attore, lo provinai per un ruolo piccolo e glielo diedi subito perché mi era piaciuto tantissimo, poi l’anno successivo mentre si facevano i casting per gli attori principali l’ho riprovinato, perché avevo pensato a questo attore straordinario per il ruolo di Ficucello, l’ho messo sotto torchio, l’ho fatto parlare con accento del Nord ed è stato anche lì eccezionale, andando ancora avanti, facendo il casting per il ruolo da protagonista ho ripensato ancora a lui, l’ho messo ancora più sotto torchio, l’ho fatto andare in bicicletta senza mani, quando lui il giorno prima non sapeva andare in bicicletta e alla fine si è stretto su di lui. Questo percorso è stato fatto per tutti gli attori del film, ho badato sempre alla qualità, alla mia qualità: la faccia giusta, l’accento giusto, l’età giusta e la storia di Vinicio ne è l’emblema.<br />
<strong><br />
Quindi un raro esempio di meritocrazia cinematografica. Com’è stato lavorare con lui sul tuo personaggio e sulla tua storia?</strong></p>
<p>Ha ripercorso con me tutta la mia storia, tutte le mie azioni, ha frequentato tutti i miei luoghi, ha letto tutti i miei libri , c’è stata una vera e propria simbiosi tanto che il rapporto sul set è stato molto paritario. E’ particolare avere il tuo alter ego sul set, è evidente che se credi in questo anche le sue opinioni da regista diventano importanti.  Come regista odio dire all’attore come fare la parte, la ritengo una mancanza di rispetto nei confronti dell’attore ma tra me e Vinicio era possibile, con reciprocità nell’approccio dei ruoli che avevamo.</p>
<p><strong>Da spettatore ho percepito questo, c’era un clima particolare, fatto di condivisione e di amore per il progetto. Com’è stata la vita sul set di “20 Sigarette”?<br />
</strong><br />
Questa domanda mi lusinga molto perché questo aspetto mi è sempre stato molto a cuore, cioè ho sempre voluto che lo spettatore percepisse una situazione positiva. Qui si è creata una sinergia incredibile, ho lavorato su molti set e un set così non l’ho mai visto, c’era voglia di lavorare, voglia di fare bene, mai un atto di pigrizia, di cialtroneria, tutta una troupe completamente convinta del progetto fino in fondo, tutta una troupe rispettosa della storia e di me, una cosa molto particolare. Forse è una cosa che non si ripeterà mai più sul mio set, perché va oltre il film, ma riguarda la mia storia. Ho vissuto momenti in cui il gruppista viene con una copia del libro e mi chiede di firmarlo, questo significa che il gruppista sa che film sta facendo e mette passione nel suo ruolo cosa che accade raramente nel mondo del cinema perché spesso le maestranze neanche sanno cosa stanno girando.</p>
<p><strong>C’è stato un momento di grande tensione emotiva sul set?</strong></p>
<p>E’ evidente che la scena dell’attentato un po’ per la natura stessa della tecnica utilizzata, per la fedeltà del set,  è stata quella più dura. Più volte mi sono sentito male, mi sono dovuto fermare. Abbiamo girato quella scena con una vera soggettiva, con il massimo della veridicità possibile e del suo significato. E’ una soggettiva recitata, quindi ancora più potente. In Italia c’è un veto, c’è un’idea di soggettiva molto varia, qui si è voluta fare proprio la soggettiva: sei negli occhi del protagonista e tutto succede in macchina.</p>
<p><strong>Poi il film esce e va a Venezia, viene accolto bene e tu sali sul palco esultando per la vittoria nella sezione “Controcampo italiano”, come vivi tutto questo?<br />
</strong><br />
Sotto tanti punti di vista il film è stato un successo inaspettato. L’unica ricaduta reale oltre l’emozione, l’orgoglio, è una grande incombenza perché mi rapisce, mi porta in giro per tutto il mondo. Il film mi ha dato così tanto e quindi ho il dovere di ridare tanto al film e non mi riesco a sottrarre in nessun modo, dovendomi fare un mazzo come una casa girando per mattinee, per festival, senza cavarne un centesimo. Per ora è questo l’effetto reale.</p>
<p><strong>C’è tanta pellicola della Kodak, che hai vinto a Venezia…<br />
</strong><br />
Mi sono fatto dare i primi quattro metri, li ho imburrati , ci ho messo le alici, ma non vanno giù molto bene…</p>
<p><strong>Il tuo rapporto con la politica?<br />
</strong><br />
Io sono partito per l’Iraq che ero anarchico, pacifista, antimilitarista. Sono ritornato dall’Iraq che sono pacifista, anarchico e contrario alle missioni militari all’estero. Il mio punto di vista è stato più volte messo in crisi come si vede nel film. Nell’arco di questo tempo ho rafforzato il mio punto di vista anarchico su tutto. Il vero senso di essere anarchici oggi può essere quello di non doversi schierare sotto delle bandiere e di prendere per buono quello che c’è nelle varie situazioni. Facendo così forse saremmo tutti incoerenti, ma magari lo fossimo tutti. Il problema reale della società di oggi è la prevedibilità. La più grande rivoluzione che un uomo può fare oggi è riprendersi la propria vita, ragionare con la propria testa, provare le proprie emozioni, le proprie rabbie, senza che queste siano surrogate. Ad oggi non ho sentito nessuna persona candidata alla guida del Paese parlare di decrescita.</p>
<p><strong>Un libro, un disco, un film, di cui tu non puoi fare a meno…</strong></p>
<p>Il libro è abbastanza pubblico, “In ogni caso nessun rimorso” di Pino Cacucci, il film “Arancia Meccanica”, il disco è Fresh Fruit For Rotting Vegetables&#8221; dei Dead Kennedys, e in particolare “Drag me” che è quella più esemplificativa.</p>
<p><em>La chiaccherata finisce e me ne ritorno verso casa, Aureliano si allontana verso un altro appuntamento.Ci voltiamo simultaneamente giusto il tempo di scambiare qualche parola e di salutarci ancora, in questo assaggio di primavera romana che stenta ad arrivare. Esistono interviste belle, altre meno, altre ancora difficili. Questa non è stata un’intervista, è stato un incontro tra un ragazzo libero, che ha fatto un film bellissimo che racconta la sua storia e un altro ragazzo che aveva voglia di raccogliere queste parole. Tutto in ogni caso senza alcun rimorso.</em></p>
<p>(Fotografie di Martina Donati)</p>
<p><em><br />
</em><br />
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		<title>Premio Monteverde Pasolini</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 18:02:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al Teatro Vascello il 5 Marzo a partire dalle ore 11.00 ci sarà il Primo Premio Monteverde Pasolini, presieduto da Gianni Borgna. Nell’arco della giornata saranno premiati tra gli altri: Aureliano Amadei (regista di “Venti Sigarette”), Alberto Sughi (pittore), Antonio Rezza e Flavia Maestrella, Laura Boldrini e molti altri. Vi aspetto!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/02/mail-copy.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-573" title="mail copy" src="http://www.massimilianococcia.com/wp-content/uploads/2011/02/mail-copy-300x290.jpg" alt="" width="300" height="290" /></a></p>
<p><strong><em><br />
Al Teatro Vascello il 5 Marzo a partire dalle ore 11.00 ci sarà il Primo Premio Monteverde Pasolini, presieduto da Gianni Borgna. Nell’arco della giornata saranno premiati tra gli altri: Aureliano Amadei (regista di “Venti Sigarette”), Alberto Sughi (pittore), Antonio Rezza e Flavia Maestrella, Laura Boldrini e molti altri. Vi aspetto!</p>
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