Archive for the ‘Novità’ Category

Cronaca di una vittoria.


12 lug

di Massimiliano Coccia – Le Ragioni.it

Seguire i Mondiali a Roma è impresa ardua. Avevo scelto il Fifa Fan Fest ma mi sono ritrovato alla Festa dell’Unità.
I presagi sul Fifa Fan Fest non erano i migliori, appena arrivato mi trovo infatti Alemanno che gira per gli stand accompagnato da una fiumana di gente. Decido quindi che assisterò solo ad un tempo della partita in quel posto, penso non posso ritrovarmi a festeggiare il Mondiale con Alemanno.
Tra le due squadre il primo tempo scorre statico tranne che per un meraviglioso colpo in pieno petto di Jong ai danni di Piquet, sembra infatti che colpire in pieno petto l’avversario sia una pratica usuale delle finali. Jong come Zidane quindi, con la differenza che l’arbitro lo grazia e gli concede solo il giallo.
Nonostante una partita macchinosa che ci ha fatto rimpiangere la finale per il terzo e quarto posto giocata sabato, la Spagna detta bene i tempi del gioco e mette in crisi un’Olanda molto catenacciara che non sa sfruttare al meglio le occasioni.
Mentre la partita scorre ho anche modo di notare che il servizio di sicurezza del Fifa Fan Fest si accanisce contro un povero senza dimora che guardava la partita tenendo in mano un guanto e una busta della spesa.
Roma ai tempi di Alemanno: vietato entrare nei salotti buoni con il vestito sporco.
L’arbitro che nel frattempo ha ammonito alla rinfusa decreta la fine del primo tempo ed io trovo giuste alleanze per seguire altrove la partita.
E mentre a Roma impazza il caldo mi rifugio alla Festa dell’Unità di Roma, dove silenziosi si attende la vittoria della socialdemocratica Spagna. E mentre anche il secondo tempo scorre con qualche emozione, Sneijder che si fa parare un tiro incredibile da Casillas.
I tempi supplementari vedono una Spagna decisa all’attacco che si vuole prendere la partita e al 118’ minuto del secondo tempo supplementare Iniesta, il giocatore che non ti aspetti sigla un gol bellissimo che porta la Spagna sul tetto più alto del mondo.
Lacrime e abbracci e la Spagna è Campione del Mondo per la prima volta nella sua storia.
E alla Festa dell’Unità trovano il modo per far arrabbiare gli spagnoli accorsi spegnendo la partita mentre Casillas alza la Coppa del Mondo.
La Spagna ha vinto, lo aveva detto il polpo Paul e lo speravo anche io, che dismessi i panni del cronista, penso di aver visto una finale bruttina, forse normale, ma sono felice per la Spagna, un Paese che finalmente sta uscendo da una lunga transizione democratica. E’ un Paese che ama la vita, cosa che non facciamo più noi, è un Paese che vota con coscienza critica, cosa che noi non facciamo da tempo. Non vorrei scadere nel facile luogo comune del giornalista italiano di sinistra felice perché un Paese rosso abbia vinto, ma vorrei solo far notare che un popolo felice è un popolo che riesce meglio in tanti campi della propria vita sociale e pubblica.
La Spagna ha meritato questa Coppa per i tanti sorrisi negati da Franco, per le tante menzogne di Aznar e per l’impegno che ci ha messo sul campo. E’ un Paese attraversato dal vento, un Paese complesso ma che sceglie.
Mentre Casillas alzava la Coppa del Mondo pensavo che anche noi dovremmo tornare a scegliere e non ad essere scelti, dovremmo tornare ad essere felici e a convocare in Nazionale i giocatori migliori che abbiamo come Cassano, Totti, Del Piero, Balotelli e via dicendo.
Perché lo scegliere la fantasia genera sempre felicità. O almeno ci prova.

Manutenzione sito


12 lug

Cari amici,

come avrete potuto notare il sito non è accessibile in tutte le sue parti e funzionalità.
Stiamo provvedendo a risolvere il tutto e presto troverete tutti i contenuti e tutti gli articoli
sotto una nuova veste grafica.
Grazie per la consueta attenzione,
Massimiliano Coccia

“La malinconia del vero – Viaggio nell’arte di Ettore de Conciliis”


21 giu

A Palazzo Sant’Elia, a Palermo, torna l’arte figurativa contemporanea, con la mostra di Ettore De Conciliis.

L’artista campano, esponente di spicco dell’arte pubblica, è il protagonista di “Ettore De Conciliis. Opere 1982-2010″, antologica sul periodo piu’ intimista della sua produzione, promossa dalla Provincia e curata dallo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun.

Ad inaugurare la mostra, domani, alle 20, nei saloni del piano nobile, il presidente della Provincia Giovanni Avanti e l’autore, con il curatore e il presidente dell’associazione Il Cigno, Lorenzo Zichichi.

L’esposizione resterà in allestimento fino al 12 settembre. Visite al pubblico gratuite, tutti i giorni, dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 ale 20; chiusura il sabato e la domenica.

Sarà inoltre presentato il documentario “La malinconia del vero – Viaggio nella pittura di Ettore de Conciliis” scritto da Massimiliano Coccia e Martina Donati, per la regia di Andrea Rusich.  Il documentario che attraversa la vita e le opere di un grande artista internazionale che con le sue opere di arte pubblica (Murale della Pace, Memoriale di Portella della Ginestra, Parco della Pace) ci racconta i mutamenti del nostro Paese attraverso la descrizione della “natura umana” e con la sua pittura più intimista ci regala uno sguardo diverso sul paesaggio, donando un respiro ampio e globale che è al centro della sua poetica.

Riflessioni di giugno


04 giu

Oggi a Palestrina abbiamo ritirato la menzione speciale per “Una notte a Primavalle”, un momento bellissimo, che mi ha fatto riflettere tanto. Su una platea di 500 studenti di Palestrina nessuno, conosceva la storia della famiglia Mattei e il 99% ignorava cosa fossero gli anni di piombo. Adesso penso a che Paese stiamo costruendo, a che classe dirigente stiamo sfornando, se nella ricca provincia di Roma 500 studenti ignorano gli ultimi 40 anni di storia recente del nostro Paese.
Ritirando quella menzione tra i loro applausi mi sono sentito piccolo, perché nei loro occhi c’era voglia enorme di sapere, di conoscere di ascoltare, c’era la disperata voglia e chiedevano di essere liberati dalla dittatura dell’ignoranza di cui sono succubi e di cui le loro famiglie e i loro professori sono complici, incartati da orrende riforme e stupide burocrazie.
Voglio ritornare in quelle scuole, tra quegli studenti, lo prendo come un impegno, ma vorrei che chi sa raccontasse, vorrei che chi è consapevole adottasse moralmente e culturalmente uno studente. Salveremo un pò il nostro Paese. Investiamo nella scuola adesso che tutti tagliano, moltiplichiamo i nostri sforzi, prima che sia troppo tardi.

Presentazione “Una notte a Primavalle” al Circolo PD Palmarola (27.5.2010)


26 mag

Primavalle 1973. Un commando terroristico appartenente a Potere Operaio appicca il fuoco nella casa della famiglia di Mario Mattei, segretario della sezione dell’MSI del quartiere.
Stefano e Virgilio Mattei di 10 e 22 anni muoiono tra le fiamme.
Primavalle 2010. Un bambino gioca a pallone, il pallone rimbalza contro un muro.
Un ragazzo poco più che ventenne ricerca tra libri e ritagli di giornale per capire la storia della sua città.
Tra un pallone calciato su un muro e una domanda, nasce l’incontro con Giampaolo Mattei, che racconta di quel 16 Aprile del 1973. Le parole diventano un fiume, che pervaso da ritmo e colore, attraversa la storia recente della città e ci restituisce le vite di Stefano e Virgilio e le proietta nel futuro. “Una notte a Primavalle” è un viaggio nella memoria recente del nostro Paese, che porta a scoprire una terra di nessuno, un limbo, dove rimangono appese vite, storie e volti.

Intervengono:

Walter Verini
Deputato PD

Achille Serra
Senatore PD

Paolo Masini
Consigliere comunale PD

Giampaolo Mattei
Pres. Ass. Fratelli Mattei

Massimiliano Coccia
Autore del documentario

Andrea Rusich
Regista del documentario

Modera il dibattito:

Valerio Barletta
Consigliere municipio Roma XIX

Presentazione del libro “Lo sbirro – vita e indagini di Umberto Improta”


24 mag

Quando cade l’acrobata, entrano i clown


30 apr

di Massimiliano Coccia (www.leragioni.it)

Recensione di “Quando  cade l’acrobata entrano i clown -Heysel, l’ultima partita” di Walter Veltroni (Einaudi)

“Bella, come un giorno di maggio.Bella, come questa notte con le finestre aperte. Bella, come te, che dormi nuda e sembri una bambina”, sussurra un uomo alla donna che ama, mentre scruta silenzioso il cielo ripensando a dieci anni di matrimonio in cui l’unica bugia è costituita da un viaggio. Un viaggio a Bruxelles per seguire la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, perché nel 1985 la Champions League si chiamava così, senza strane pronunce, era la Coppa dei migliori, dei campioni veri in campo e fuori come Gaetano Scirea e Agostino Di Bartolomei.

Attorno a questo nodo concettuale intriso di amore e memoria si snoda “Quando  cade l’acrobata entrano i clown” il primo monologo per il teatro scritto da Walter Veltroni che ha il pregio di raccontare in maniera limpida ed onesta la compenetrazione che  la storia ha sulle nostre vite, le tante notti italiane passate con lo sguardo da un’altra parte e i ricordi fissi a quello che abbiamo vissuto. 
La tragedia di Heysel dove morirono 39 persone e ne rimasero ferite 600, smette così di essere un qualcosa di lontano ed entra nel vissuto di una collettività, il ricordo personale allontana le sabbie mobili della morte e restituisce tramite la dolcezza di un monologo tutto quello che si può perdere e non riavere dalla storia. 
Quell’uomo che racconta nella notte assume quindi una dimensione collettiva molto forte ed ecco perché le pagine di Veltroni non sono un normale esercizio di teatro di narrazione o di monologo, ma diventano una sorta di romanzo popolare. Quante volte anche nei nostri letti prima di addormentarci non abbiamo guardato la donna che abbiamo accanto e trovando nella bellezza del corpo una sorta di amnistia generale per i torti, le bugie, i traumi della vita e della storia, ci siamo aperti in quel limbo comunicativo che è la nostra coscienza, raccontando al mondo intero tutto quello di cui abbiamo paura. 
“Quando cade l’acrobata entrano i clown” in poche pagine racchiude tutto questo. Amore. Storia. Memoria. Passione. 
Attendiamo solo di vederlo rappresentato.


Terrorismo: Presentazione del docufilm “Ezio Tarantelli -La forza delle idee”


29 apr

“A che punto è la notte? – si domandano i tanti familiari delle vittime del terrorismo in questo Paese – combatte palmo a palmo con il giorno sembra essere la risposta che la Casa della Solidarietà Roma Onlus, con il patrocinio della Fondazione Ezio Tarantelli, la Fondazione Umberto Improta, il Circolo PD insieme ai Giovani Democratici Parioli Flaminio daranno il 6 Maggio presso il Centro Culturale “Come un albero” in via Alessandria, 154/159, dove verrà proiettato il documentario ”Ezio-Tarantelli. La forza delle idee”. A seguire tanti nomi da Achille Serra a Benedetta Tobagi, passando per Paolo Masini e Roberto Morassut, discuteranno insieme della memoria futura del nostro Paese. Modererà Eugenio Occorsio. Le conclusioni saranno affidate a Luca Tarantelli.

Giovanni Bachelet sarà ospite della web-tv “Racconto la mia storia”


28 apr

“Questa sera alle ore 21.30 Giovanni Bachelet sarà ospite della web-tv “Racconto la mia storia”, il canale dedicato ai racconti dei familiari delle vittime del terrorismo, presentatola scorsa settimana da Nicola Zingaretti e Walter Veltroni. Bachelet racconterà la sua esperienza di vita tra memoria, impegno civile e renderà un ritratto inedito del padre Vittorio, barbaramente ucciso dalle Brigate Rosse il 12 Febbraio del 1980 al termine di una lezione all’Università La Sapienza di Roma. Gli spettatori potranno interagire con l’ospite in diretta tramite la chat del sito: www.raccontolamiastoria.it.”

La dignità e la rabbia


27 apr

di Massimiliano Coccia (leragioni.it)

Il 25 Aprile a Roma è accaduta una cosa molto triste e si materializzata una frattura ampia tra associazioni partigiane, partiti, sindaci e centri sociali e sinistra estrema. 
Al centro del contendere, a mio avviso non c’è solo la questione Polverini, con relativa contestazione, lancio di uova, fumogeni e via dicendo, ma vi è una questione culturalmente più annosa: ovvero la costruzione di un’alternativa. 
I delinquenti che sono andati ad un corteo con petardi, fumogeni, uova, ortaggi e chissà quanto altro ancora, non meritano menzione, perché dovrebbero iniziare ad appartenere alla preistoria politica del nostro Paese, dalle loro facce passate in rassegna sui giornali si scorge una vena di disperazione, univoca disperazione per una vita cullata in un conflitto politico e umano forte, dove di volta in volta non è necessario risolvere ma contestare, contestare tutto e tutti, con qualsiasi mezzo. Sono gli stessi che scrivono 10,100,1000 Nassyria o che allo stesso corteo del 25 Aprile, scandiscono slogan a favore della strage di Acca Larentia o che offendono la Brigata Ebraica. Loro al pari di chi nega la Shoa, le Leggi Razziali, di chi dice che “solo uno stronzo può pensare che il fascismo sia stato il male assoluto” andrebbero isolati in maniera netta e categorica, gli andrebbero revocati finanziamenti su base locale e nazionale e andrebbero fatti cadere in totale i tanti paraventi e coperture politiche che hanno e continuano ad avere.  
Questo serve per creare un centrosinistra realmente nuovo, questo serve a creare un’alternativa di governo credibile ai vari Alemanno e Polverini, che vivono nella più totale incoerenza politica, facendo sponda tra Casa Pound e l’Anpi e proprio di questa incoerenza dovremmo informare i cittadini, gli elettori, proprio di questa incoerenza dovremmo far vanto dettando un percorso preciso e determinato nelle regole e nel rispetto dei dettami costituzionali. Il 25 Aprile deve essere la grande festa della Costituzione, in cui ci sono diritti e doveri per tutti, la stessa Carta che il Governo calpesta giornalmente, la stessa Carta che noi, non dobbiamo calpestare negando la parola a un Presidente democraticamente eletto dai cittadini del Lazio. Impedire di parlare è un fatto grave perché lì dove c’è parola c’è vita, dove c’è dialogo non c’è violenza. La Polverini forse avrebbe detto delle cose sballate, forse qualcuno sarebbe potuto salire sul palco con articoli e manifesti in cui i suoi alleati vanno a braccetto con personaggi indecenti, certamente quello sarebbe stato più forte del rumore assordante del lancio di oggetti. 
Sono arrabbiato perché al 25 Aprile sono legato in maniera inscindibile, da un ricordo emozionale e intimo, perché il 25 Aprile 1995 era un giorno di sole, Berlusconi da un anno aveva vinto le sue prime elezioni e portato per mano da mio nonno per la prima volta conobbi quella meravigliosa comunità di persone che erano i partigiani, i reduci dei campi di sterminio e in quella mattinata di sole decisi che quella memoria non andava dispersa e quella mattina da un senso a tante giornate. Vedere Massimo Rendina impaurito dalle urla, dai petardi, dai fumogeni, mi ha fatto male perché quella smorfia di dolore che ho visto l’altro pomeriggio l’ho vista tante volte ultimamente su visi rigati dal tempo di Piero Terracina, di Adolfo Perugia, di Giulio Spallone, lacrime e smorfie che chissà quante volte hanno versato nella loro vita. 
Per questo occorre cambiare passo, ritrovare identità e forza, isolare i delinquenti ed esigere coerenza. Perché amiamo questo Paese e non vogliamo altre lacrime in giornate di sole.

Massimiliano Coccia

Scrittore in Roma