“Non parlate al conducente” non è il classico libro di poesia, non troverete versi buoni per ogni occasione ma parole cresciute per le strade della città, visioni oniriche e letterarie, storie che si macchiano di peccati originali. “Non parlate al conducente” è una dichiarazione d’amore nei confronti della poesia e della scrittura, ci sono storie narrate con rime e anafore, sguardi che sfuggono, sentimenti che permangono, posti lontani del mondo che diventano incredibilmente vicini. Quest’antologia poetica è un manuale di viaggio verso tutti quei luoghi che fuggono alla visione quotidiana delle cose.
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“Scrivere e leggere le poesie è una sorta di palestra, una delle più faticose. E’ una lotta contro un nemico imbattibile. In questo mondo pieno di armi di distrazione di massa, andare a mani nude, noi stessi nudi, è un atto di coraggio” (dalla prefazione di Roan Johnson).
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Presentazione “Non parlate al conducente” – 14 Aprile – ore 18.00 – Casa delle Letterature
aprile 2nd, 2011 by massimiliano
“Lavorare sicuramente”
marzo 18th, 2011 by massimiliano
Al Cinema Fandango in via Tiepolo, 13 (zona Flaminio), lunedì 21 marzo alle ore 18.00, si terrà l’incontro
“Lavorare sicuramente” organizzato dai Giovani Democratici Parioli-Flaminio, che vedrà la
partecipazione tra gli altri di Antonio Boccuzzi. Sarà letto da Edoardo Pesce, il mio racconto, “D’amore
si vive, perché di lavoro si muore”, uscito qualche mese fa su “The Week”.
Vi aspetto per vivere insieme una serata di impegno e di cultura.
Massimiliano Coccia
La bellezza della linea: incontro con la pittura di Sandro Trotti
marzo 18th, 2011 by massimiliano
Di Massimiliano Coccia e Martina Donati
(per Flanerì – www.flaneri.com )
La cifra stilistica di Alessandro Trotti è articolata e composta da varie fasi che spaziano dall’astrattismo, con la creazione dei “crates”, simbolismo che vede l’unione di punti, linee geometriche e piani, fino ad arrivare ai nudi. L’arte di Trotti è un’arte in cammino che cresce e vive in molti luoghi, dall’intimità del suo studio, alle vedute di Roma fino ad arrivare ai suoi viaggi in Cina, dove in questi giorni inizierà un percorso trimestrale di insegnamento presso l’Università del Canton. Trotti è un artista semplice, ma non semplicista, vive di problematicità irrisolte e di voglia di rappresentare il presente e la memoria con il magma materico dei suoi quadri, che come il magma lavico, è simbolo di ciò che in passato è stata la sua arte. Abbiamo incontrato Sandro Trotti, nella sua casa adibita a studio, negli ultimi giorni della sua permanenza romana.
Sandro Trotti, com’è cominciato il suo percorso nell’arte e nella pittura?
Ho sempre disegnato fin da quando ero bambino, i miei amici quando passavano mi trovavano intento a disegnare, a dipingere. Mia madre quando qualcuno chiedeva di me diceva sempre: “Sandro è su a “rognecare, sta à dipinge, sta à fa i pupazzi”. I miei professori poi dopo le scuole medie dissero a mio padre che avevo molto talento, talento che andava coltivato e perciò consigliarono di iscrivermi al Liceo Artistico, ma lui rispose: “A me serve un altro muratore”, visto che anche i miei fratelli erano muratori e in casa servivano altre due braccia. Ho provato per una settimana a farlo e dopo ho detto: “io questo non lo farò mai”. A 15 anni sono venuto a Roma, con tante difficoltà ma con in testa un’idea molto chiara: non avrei mai fatto il muratore, anche se questo significava disubbidire a mio padre. Questo episodio lo raccontai anche quando esposi al Museo Nazionale di Cina e colpì molto la platea perché in Cina disubbidire al padre è una cosa molto grave, però continuai dicendo: “che se mio padre fosse qui sarebbe certamente soddisfatto di me, uscirebbe dalla tomba, mi verrebbe ad abbracciare e perdonerebbe la mia disubbidienza”. Quando dipingo penso spesso che i pittori hanno tanti nemici e i nemici sono i quadri sbagliati che si fanno, e ogni volta che riguardo i miei quadri sbagliati penso a mio padre e al fatto che forse era meglio se avessi intrapreso la carriera di muratore.
“Nella pittura non si può fare tutto: bisogna fare l’essenziale” cos’è l’essenziale per lei?
L’essenziale è tutto l’opposto di quello che farebbe un falsario. Il falsario crea il quadro un po’ meglio di quello che fa il pittore, ci mette quel tantino di accattivante per piacere. Un pittore non fa le cose per farle piacere, un pittore fa l’essenziale, se è necessario un occhio solo fa un occhio solo.
Osservando le sue opere, ho notato, che i suoi colori, le scale tonali, le linee, le forme, parlano la lingua della memoria, sono intrise della bellezza del “dopo”, dell’osservazione distante. Quanto è importante la conservazione della memoria nella sua opera?
Quando si lavora per tanti anni si attraversano anche molte fasi, molti periodi: ho avuto la fase astratta, quando facevo gli assi cartesiani, i “crates”, però poi andando avanti si esauriscono le idee. Alle volte penso che è il quadro che fa il pittore e non viceversa perché esistono anche dei quadri che vengono fatti perché è il quadro che ti trasporta. Nel mio ritorno al figurativo c’è questa memoria che tu dici, questo ricordo di questo magma materico, queste smagliature, questi strappi, queste incertezze, che mi portavo dietro e che metti in armonia con una nuova visione, anche con gli elementi di contaminazione. Personalmente tornai al figurativo con i nudi bianchi, chiusi con i “crates” intorno al 1970 . Avevo azzerato il colore, avevo recuperato la purezza. Oggi ho aggiunto nuovamente il colore, le smagliature dei “crates”. Il pittore è libero di andare e tornare. Penso che se un pittore vale 7 o vale 8, non cambia il suo valore se dipinge in un modo piuttosto che in un altro. Un pittore vero non sa mai come si fa un quadro, ogni volta che ha davanti una tela bianca non sa mai cosa farci.
Vita che scorre: colloquio con Aureliano Amadei
marzo 12th, 2011 by massimiliano

di Massimiliano Coccia (per Flanerì – www.flaneri.com)
Tra febbraio e marzo, Roma regala giornate di sole, come fossero dei lampi, delle ventate di primavera, fugaci come una corsa, fugaci come le parole. Decido, dopo aver letto del suo film, che vorrei intervistare Aureliano Amadei, per molti motivi, prima di tutto “poetici” oltre che cinematografici. Mentre “20 Sigarette” il suo film era a Venezia, leggevo di questo filmaker, precario, eretico nella sua semplicità. Poi, una sera, vidi il suo film e un groppo mi salì fino al cuore, per poi intasare la mia testa. “Venti Sigarette” è un film diretto, immediato, solare nella sua disperazione, nella sua urgenza di raccontare vita, morte, terrore e bellezza. Quando incontro Aureliano a Roma, in un bar del Rione Monti, mi fermo per qualche istante ad osservare le sue mani, che da una parte tengono il passeggino con il figlio più piccolo e dall’altra il bastone, che lo accompagna. Potrebbe essere sintetizzato in questa immagine la sua storia. Il bastone si fa compagnia con la sigaretta, che crea nubi dove si perdono le parole di questa intervista.
“Venti sigarette” è un film che alterna molti registri narrativi, com’è stato da un punto di vista registico dare omogeneità ad una storia per niente statica?
Ho faticato a far passare l’idea di alternare i registri narrativi nel film, ho dovuto convincere i miei collaboratori che fosse l’idea migliore. Ho lavorato molto perché nell’affrontare i tanti stili differenti del film va tutto improntato minuziosamente dagli attori alla fotografia, per cercare di preparare al meglio questo continuo cambiamento di registro, questa incoerenza. Il tutto è essenziale per me, perché il film doveva assolutamente avere il senso di vita vissuta, vera, che di solito è un pout pourrì di generi diversi.
Com’è stato passare dal libro al film?
All’inizio tutti mi dicevano: “è un libro molto cinematografico”, quindi sembrava che sarebbe stato abbastanza semplice, in realtà è stato molto complicato. Sono state fatte diverse stesure della sceneggiatura. Il discorso è che mentre in letteratura si può divagare entrare nei meandri di un solo aspetto, in un film invece la vita reale così com’è rischia di diventare anche noiosa, richiede un certo simbolismo, un certo binario di lettura, che sulla vita vissuta è sempre pericoloso. Ad esempio il finale è stato trovato solo nell’ultima stesura della sceneggiatura perché ci si è domandati: “come chiudi una storia vera?”
C’è poco spazio per l’invenzione, per il simbolismo e quindi occorre andarsi a trovare nella vita tutti quegli aspetti che possono andar bene per un film.
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Premio Monteverde Pasolini
febbraio 27th, 2011 by massimiliano
Al Teatro Vascello il 5 Marzo a partire dalle ore 11.00 ci sarà il Primo Premio Monteverde Pasolini, presieduto da Gianni Borgna. Nell’arco della giornata saranno premiati tra gli altri: Aureliano Amadei (regista di “Venti Sigarette”), Alberto Sughi (pittore), Antonio Rezza e Flavia Maestrella, Laura Boldrini e molti altri. Vi aspetto!
“Pensieri in arte” dal 4 al 6 Marzo 2011
febbraio 18th, 2011 by massimiliano
Cultura:”Pensieri in arte” nel nome della poesia.
Dal 4 al 6 Marzo alla Quantum Leap Gallery di Roma
Torna l’appuntamento con “Pensieri in arte” la prima mostra che unisce scrittori e artisti. Il tema della quarta edizione è una domanda: “E’ ancora possibile la poesia?”
“Pensieri in arte” nasce dalla volontà della pittrice Martina Donati e dello scrittore Massimiliano Coccia che hanno imperniato il loro percorso artistico nella fusione tra letteratura e arte, un percorso che quest’anno coinvolgerà trentadue artisti.
La mostra si svolgerà dal 4 al 6 Marzo nel cuore del Rione Monti presso la “Quantum Leap Gallery” in via Urbana, 122.
La serata inaugurale, moderata dalla giornalista Laura Bastianetto, è prevista per il 4 Marzo alle ore 18.30 e vedrà la presenza degli attori Vinicio Marchioni ed Edoardo Pesce, che leggeranno i versi che hanno ispirato gli artisti figurativi nella composizione delle loro opere.
Ecco i partecipanti: Manuela Faella,Sabrina Ortolani, Roan Johnson,Andrea Di Lorenzo, Alessio Trerotoli, Matteo Ramundo, Simone Ghelli, Maura Genovese,Massimiliano Coccia,Martina Donati, Matteo Chiavarone ,Valentina Nesci, Andrea Coffami , Cosimo Brunetti,Luca Piccolino,Mario Marra, Alex Pietrogiacomi, Veronica Longo, Gianluca Liguori, Gianluca Riccio,Lorenzo Amurri, Daniela Mastrangelo, Cinzia Bomoll, Michele D’Aloisio,Flavio Marigliani,Giuseppe Barillaro.Bianca Penna,Monica Neri, Benedetta De Marco, Adele Ceraudo.
La mostra è dedicata alla poetessa Alda Merini, ritratta in una tela della pittrice Giorgia Marzi.
“Pensieri in arte”
Dal 4 al 6 Marzo 2011
Quantum Leap Gallery
Via Urbana, 122
Roma
Orari:
4 Marzo: 18.30 – 22.00
5-6 Marzo: 11.30-22.00
Per info e contatti:
pensierinarte.wordpress.com
expostampa@gmail.com
In un tratto corpo e bellezza.
febbraio 14th, 2011 by massimiliano
di Massimiliano Coccia (per www.flaneri.com)
L’arte contemporanea si sa è terreno impervio, ci si può imbattere nel nulla più totale o in cose che hanno veramente poco in comune con l’arte, rappresentazioni che relativizzano il concetto di corpo, di spazio, di materia. Esiste però tutta un’altra leva di giovani artisti, meno clamorosa, meno pubblicitaria che fa della sua arte un piccolo esempio, un mix tra innovazione e sperimentazione. Tra questi c’è Adele Ceraudo, cosentina trapiantata a Roma, che ha inaugurato a dicembre una bella mostra nella Quantum Leap Gallery al Rione Monti che durerà fino al 17 Febbraio. L’esposizione è composta da sedici opere in tutto, otto disegni a penna bic e otto quadri elaborati a partire dai disegni.
La ricerca di Adele, passa per il corpo, per il nudo, per le forme fisiche, sinuose e costanti, tutte tratteggiate con un sottile e preciso soffio di penna biro. Le opere avvolgono silenziosamente lo spettatore, che viene trascinato con forza in una dimensione intima, dove l’artista esplora territori sconosciuti anche a se stessa, rivelando particolari e geometriche introspezioni.C’è un percorso profondo in queste forme, che solo alle volte sfiorano la rappresentazione dei volti.Sono opere preziose quelle della Ceraudo, che hanno alle spalle un lavoro molto lungo dove il medium della fotografia si unisce al disegno e viceversa creando una sintesi alta tra tecnologia e manualità. Sarebbe troppo facile inscrivere l’artista nella cerchia dei disegnatori, perché il lavoro che svolge dopo aver disegnato è molto lungo; sceglie un particolare del corpo e lo amplifica, lo esaspera, trasportandolo sulla tela, facendo diventare un elemento nuovo nell’anatomia complessa del genere umano e poi con smalti e pitture, lo trasforma in opera d’arte contemporanea.
Adele Ceraudo sembra aver compreso che nella giungla contemporanea occorre trovare un punto di sintesi tra i vari aspetti dell’arte per creare un modello nuovo e innovativo, che travalichi le convenzioni e le mode estemporanee dettate dal mercato, dove si abbia sempre ben saldo il rigore intellettuale e la bellezza, che lei riesce a mantenere ben salda alle proprie opere con la leggerezza e la semplicità di un tratto.
Adele Ceraudo – Particolare Rivelato
Quantum Leap Gallery
Via Urbana, 122
Fino al 18 Febbraio 2011
Orari: 11.30-20.00
“Paz e Pert”. E l’Italia che fu.
febbraio 9th, 2011 by massimiliano
articolo di Massimiliano Coccia (per Flanerì – www.flaneri.com)
Gli anni ’80 me li ricordo di sfuggita perché ci sono nato proprio nel mezzo, ricordo pomeriggi e mattine passate tra la mia stanza e il corridoio. Ho in mente una luce finta, simile a quella dei vecchi filmati in super 8, una luce troppo gialla per essere vera. I Mondiali di Spagna erano finiti da un po’, lo scudetto della Roma era ormai passato e rimanevano solamente i rimpianti per la Coppa dei Campioni persa ai rigori. Mentre io imparavo a camminare e a parlare, c’erano due personaggi singolari che passeggiavano sulle vie della storia del nostro Paese: Sandro Pertini e Andrea Pazienza. Il primo fu Presidente della Repubblica e il secondo è stato la mente più originale e irriverente della satira italiana. Cosa li accomunava? Difficile dirlo, forse lo stesso sentimento d’amore per le cose, la semplicità di vivere in un Paese complesso come l’Italia e la stima reciproca. Pertini era un uomo spigoloso, ruvido, che aveva ben chiaro cosa significassero l’onestà, il coraggio, l’amore, un uomo che non si mai risparmiato per l’Italia. Andrea Pazienza “conteneva una moltitudine” ,vedeva il mondo con la passione e il disincanto di un bambino e proprio con il candore di un bambino che creò il personaggio di “Pert” un partigiano che gironzolando per l’Italia insieme a Paz si imbatteva in avventure, battaglie, esplosioni, mostri, nazisti. Un partigiano dal cuore di bambino Pert, che rimbrotta continuamente Paz, reo di compiere degli errori strategici enormi. C’è un rapporto tenero e bellissimo tra i due “pupazzetti” che sembrano un nonno e un nipote alle prese con una guerra dura, ma che quella durezza sanno declinarla in positività.
Concorso Manifesto “Gastone. Storia di teatro, d’amore e di altre facezie”
febbraio 5th, 2011 by massimiliano
REGOLAMENTO DEL CONCORSO
Art. 1 – L’Associazione “Pensieri in arte” indice un concorso per la realizzazione del manifesto che rappresenterà lo spettacolo “Gastone. Storia di teatro, d’amore e di altre facezie” in programma dal 26 al 30 Aprile al Teatro dell’Orologio di Roma. Lo spettacolo è liberamente ispirato alla commedia scritta da Ettore Petrolini nel 1924.
Art. 2 – I partecipanti dovranno presentare i bozzetti (uno o più bozzetti) in formato digitale (.jpg in 300 DPI) entro e non oltre il 21 Febbraio 2011.
Art. 3 – Gli elaborati dovranno pervenire con le seguenti modalità:
- il bozzetto non deve contenere riferimenti dell’autore (firma, nome, ecc.);
- il bozzetto deve essere spedito via mail a: expostampa@gmail.com , vanno allegati alla mail un proprio curriculum vitae che sintetizzi il proprio percorso artistico, un foglio di accompagnamento al/ai bozzetto/i deve essere indicato nome e cognome del/degli autore/i, indirizzo postale, indirizzo e-mail e recapito telefonico;
Art. 4 – Il concorrente potrà usare tutte le forme, tecniche e colori che rappresentino al meglio lo spirito dello spettacolo e del teatro. Per la presentazione del bozzetto non è necessario inserire né il logo dell’associazione, né i nomi degli attori e del cast. I dati saranno poi aggiunti in collaborazione con il vincitore stesso, una volta selezionato il bozzetto vincente.
Art. 5 – I bozzetti possono essere realizzati da più di un autore;
Art. 6 – Il concorso è aperto a tutti e la partecipazione è gratuita
Art. 7 – L’ammissione delle opere e l’assegnazione dei premi saranno effettuate ad insindacabile giudizio del Consiglio Nazionale dell’Associazione, che designa i vincitori entro il mese di Febbraio 2011. Read the rest of this entry »






