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“Io sono, io sono Stato”

maggio 9th, 2011 by massimiliano

9 maggio 2011
ore 21.00
Teatro dell’Orologio
tel. 06 6875550 – 06 68308735
info@teatrorologio.it

“Io sono, io sono Stato”
reading teatrale scritto da Massimiliano Coccia
con Edoardo Pesce

E’ un’alba silenziosa e lieve come tante. Un uomo è alla finestra, osserva il cielo che lentamente va rischiarandosi, riflette in silenzio sulla propria vita, sul proprio lavoro. Quell’uomo è uno sbirro, uno come tanti, che monta sulle volanti, un uomo d’azione e di parola.
In un’alba come tante altre, uno sbirro si racconta.

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Rassegna stampa: Gastone, storia di teatro, d’amore e di altre facezie

maggio 9th, 2011 by massimiliano

Di seguito i link degli articoli comparsi sullo spettacolo:

“Gastone. Storia di teatro, d’amore e di altre facezie” in scena a Roma
di Marianna Camillò

http://www.cultumedia.it/2011/04/30/gastone-storia-di-teatro-damore-e-di-altre-facezie-in-scena-a-roma/

Gastone, storia di teatro, d’amore e altre facezie @ Teatro dell’ Orologio – Roma
di Roberto Cesano

http://www.gufetto.it/teatro/teatro-recensioni/1772-gastone-storia-di-teatro-damore-e-altre-facezie-teatro-dell-orologio-roma.html

Gastone
di Matteo Chiavarone

http://www.flaneri.com/index.php/flaneri/leggi/gastone1

“Gastone”: come eravamo, come siamo diventati
(Luciana Matarese)

http://www.recensito.net/pag.php?pag=8478

GASTONE

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Video della presentazione alla Casa delle Letterature

maggio 9th, 2011 by massimiliano

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(ami) Agenzia Multimediale Italiana – Riscoprire la poesia per le strade di Roma/

maggio 9th, 2011 by massimiliano

(ami) Agenzia Multimediale Italiana – Riscoprire la poesia per le strade di Roma/.

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“Non parlate al conducente” – Intervista “Le Ragioni”

maggio 9th, 2011 by massimiliano

di Tomaso Greco

Massimiliano Coccia è un giovane scrittore e giornalista, che ha al suo attivo diverse pubblicazioni che con rigore e precisione hanno raccontato vicende pubbliche del nostro Paese e temi interiori complessi. Torna in libreria con “Non parlate al conducente” (Perrone editore), una raccolta di poesie, che entra nell’anima di molti luoghi, di molte città e di molti ambienti storici diversi.
Massimiliano, un libro di poesia nel 2011. Perché?

Ribalto la domanda e ti chiedo perché non farlo?
Perché non provare di tanto in tanto a ribaltare questi assiomi del mercato, della letteratura e del pensiero dominante? In Italia c’è sempre stata una grande tradizione poetica, poi è arrivata l’editoria a pagamento e ha distrutto tutte le scale meritocratiche che il pubblico, la critica e la società creava.  Inoltre il tempo che viviamo ci porta così distante dalla riflessione, dall’analisi dei sentimenti che la poesia sembra soccombere sotto il peso del nulla, un nulla progettato a tavolino.

Quindi potremmo dire che queste poesie sono il tuo antidoto al nulla?

Mi sembra pretenzioso, diciamo che combattono il nulla. Esistono. Vivono. Già è qualcosa.

Nel tuo libro la riflessione su argomenti più intimi, si apre e diventa riflessione su argomenti che riguardano tutti, non trapela mai pessimismo però, come mai?

L’ottimismo e il pessimismo sono due categorie abbastanza nette che secondo me non esistono. Io sono una persona, un cittadino, uno scrittore fiducioso, fiducioso che si possa trovare un modo per cambiare le cose. La fiducia non è aspettativa passiva di cambiamento per me ma motore di ricerca e di innovazione. Read the rest of this entry »

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Gastone. Storia di teatro, d’amore di altre facezie di Massimiliano Coccia dal 26 al 30 aprile 2011 – Teatro dell’ Orologio – Roma

aprile 22nd, 2011 by massimiliano


Gastone. Storia di teatro, d’amore e di altre facezie.

scritto e diretto da Massimiliano Coccia
aiuto regia: Martina Donati

con Alessandra Sani, Ivan Bellavista, Gerry Gherardi, Sara Platania, Simone Crisari
scenografia: Francesco Petrone e Grazia Amendola
musiche: Roberto Fiore
tecnico audio/luci: Aulo Cerasomma

Una favola con un incipit contemporaneo.
A Roma, un teatro abbandonato presto verrà abbattuto per lasciare il posto ad un supermercato.
L’ultima rappresentazione spetta ad una giovane compagnia, che sceglie Gastone, opera petroliniana del 1924.
Così Gastone, da “artista cinematografico, danseur, diseur, conquistatore di donne a getto continuo” diventa, in questo spettacolo, maschera e metafora di un teatro che non esiste più, di una realtà che piano piano scompare dai palchi. Si trasforma in figura malinconica, intrisa di poesia.
Poesia di una città scomparsa tra le pieghe della modernità, sopravvissuta al presente senza illusioni.

Nel riadattamento di Coccia, Gastone diventa un uomo solo, alla ricerca del riscatto sulle scene, ma inevitabilmente schiacciato dal peso del suo passato,
maschera e metafora di un teatro che non esiste più, sostituito dalla fiction.
Lo spettacolo riproduce scenograficamente una casa degli anni ’20, con abitudini, costumi, musiche e diventa registicamente un viaggio nelle atmosfere ormai dimenticate di una Roma semplice e antica allo stesso tempo, una città che viveva un rapporto simbiotico con i propri miti e la propria povertà.
Al contempo espone tematiche più che mai attuali, come l’affermazione del super-io in una società basata sulle apparenze, che si riflette nella ricerca spasmodica del successo, elemento estremamente labile e vano.
Tra rabbia e risate la decisione di tentare l’impresa di raccontare quel teatro che non esiste più.

Lo spettacolo si avvale delle musiche originali del Maestro Roberto Fiore.

Nel foyer del teatro: Giorgia Marzi (pittrice dell’accademia di belle arti di Roma vincitrice del concorso per la realizzazione del manifesto Gastone 2011) presenterà una mostra personale di opere create sulla figura petroliniana. (china, aquerelli, olio su tela)

Gastone. Storia di teatro, d’amore di altre facezie.
dal 26 al 30 aprile 2011
ore 21.00 – Teatro dell’Orologio
Via dè Filippini, 17 A , ROMA
Biglietti: Interi 12 € – Ridotti 10 €

Ufficio Stampa: Artinconnessione _ artinconnessione@gmail.com _ tel: 3382006735

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Intervista su Flaneri Tv

aprile 15th, 2011 by massimiliano

Massimiliano Coccia, intervistato da Flanerí Tv, parla del suo ultimo libro di poesie, “Non parlate al conducente”, in uscita a fine mese. La presentazione dell’opera avverrà giovedì 14 aprile 2011, alle ora 18, presso la Casa delle Letterature, a Roma.

Massimiliano Coccia a Flanerí Tv from Flanerì on Vimeo.

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Presentazione “Non parlate al conducente” – 14 Aprile – ore 18.00 – Casa delle Letterature

aprile 2nd, 2011 by massimiliano

“Non parlate al conducente” non è il classico libro di poesia, non troverete versi buoni per ogni occasione ma parole cresciute per le strade della città, visioni oniriche e letterarie, storie che si macchiano di peccati originali. “Non parlate al conducente” è una dichiarazione d’amore nei confronti della poesia e della scrittura, ci sono storie narrate con rime e anafore, sguardi che sfuggono, sentimenti che permangono, posti lontani del mondo che diventano incredibilmente vicini. Quest’antologia poetica è un manuale di viaggio verso tutti quei luoghi che fuggono alla visione quotidiana delle cose.
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“Scrivere e leggere le poesie è una sorta di palestra, una delle più faticose. E’ una lotta contro un nemico imbattibile. In questo mondo pieno di armi di distrazione di massa, andare a mani nude, noi stessi nudi, è un atto di coraggio” (dalla prefazione di Roan Johnson).
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“Lavorare sicuramente”

marzo 18th, 2011 by massimiliano

Al Cinema Fandango in via Tiepolo, 13 (zona Flaminio), lunedì 21 marzo alle ore 18.00, si terrà l’incontro
“Lavorare sicuramente” organizzato dai Giovani Democratici Parioli-Flaminio, che vedrà la
partecipazione tra gli altri di Antonio Boccuzzi. Sarà letto da Edoardo Pesce, il mio racconto, “D’amore
si vive, perché di lavoro si muore”, uscito qualche mese fa su “The Week”.
Vi aspetto per vivere insieme una serata di impegno e di cultura.
Massimiliano Coccia

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La bellezza della linea: incontro con la pittura di Sandro Trotti

marzo 18th, 2011 by massimiliano

Di Massimiliano Coccia e Martina Donati
(per Flanerì – www.flaneri.com )

La cifra stilistica di Alessandro Trotti è articolata e composta da varie fasi che spaziano dall’astrattismo, con la creazione dei “crates”, simbolismo che vede l’unione di punti, linee geometriche e piani, fino ad arrivare ai nudi. L’arte di Trotti è un’arte in cammino che cresce e vive in molti luoghi, dall’intimità del suo studio, alle vedute di Roma fino ad arrivare ai suoi viaggi in Cina, dove in questi giorni inizierà un percorso trimestrale di insegnamento presso l’Università del Canton. Trotti è un artista semplice, ma non semplicista, vive di problematicità irrisolte e di voglia di rappresentare il presente  e la memoria con il magma materico dei suoi quadri, che come il magma lavico, è simbolo di ciò che in passato è stata la sua arte. Abbiamo incontrato Sandro Trotti, nella sua casa adibita a studio, negli ultimi giorni della sua permanenza romana.

Sandro Trotti, com’è cominciato il suo percorso nell’arte e nella pittura?
Ho sempre disegnato fin da quando ero bambino, i miei amici quando passavano mi trovavano intento a disegnare, a dipingere. Mia madre quando qualcuno chiedeva di me diceva sempre: “Sandro è su a “rognecare, sta à dipinge, sta à fa i pupazzi”. I miei professori poi dopo le scuole medie dissero a mio padre che avevo molto talento, talento che andava coltivato e perciò consigliarono di iscrivermi al Liceo Artistico, ma lui rispose: “A me serve un altro muratore”, visto che anche i miei fratelli erano muratori e  in casa servivano altre due braccia. Ho provato per una settimana a farlo e dopo ho detto: “io questo non lo farò mai”. A 15 anni sono venuto a Roma, con tante difficoltà ma con in testa un’idea molto chiara: non avrei mai fatto il muratore, anche se questo significava disubbidire a mio padre. Questo episodio lo raccontai anche quando esposi al Museo Nazionale di Cina e colpì molto la platea perché in Cina disubbidire al padre è una cosa molto grave, però continuai dicendo: “che se mio padre fosse qui sarebbe certamente soddisfatto di me, uscirebbe dalla tomba, mi verrebbe ad abbracciare e perdonerebbe la mia disubbidienza”. Quando dipingo penso spesso che i pittori hanno tanti nemici e i nemici sono i quadri sbagliati che si fanno, e ogni volta che riguardo i miei quadri sbagliati penso a mio padre e al fatto che forse era meglio se avessi intrapreso la carriera di muratore.

“Nella pittura non si può fare tutto: bisogna fare l’essenziale” cos’è l’essenziale per lei?
L’essenziale è tutto l’opposto di quello che farebbe un falsario. Il falsario crea il quadro un po’ meglio di quello che fa il pittore, ci mette quel tantino di accattivante per piacere. Un pittore non fa le cose per farle piacere, un pittore fa l’essenziale, se è necessario un occhio solo fa un occhio solo.

Osservando le sue opere, ho notato, che i suoi colori, le scale tonali, le linee, le forme, parlano la lingua della memoria, sono intrise della bellezza del “dopo”, dell’osservazione distante. Quanto è importante la conservazione della memoria nella sua opera?
Quando si lavora per tanti anni si attraversano anche molte fasi, molti periodi: ho avuto la fase astratta, quando facevo gli assi cartesiani, i “crates”, però poi andando avanti si esauriscono le idee. Alle volte penso che è il quadro che fa il pittore e non viceversa perché esistono anche dei quadri che vengono fatti perché è il quadro che ti trasporta. Nel mio ritorno al figurativo c’è questa memoria che tu dici, questo ricordo di questo magma materico, queste smagliature, questi strappi, queste incertezze, che mi portavo dietro e che metti in armonia con una nuova visione, anche con gli elementi di contaminazione. Personalmente tornai al figurativo con i nudi bianchi, chiusi con i “crates” intorno al 1970 . Avevo azzerato il colore, avevo recuperato la purezza. Oggi ho aggiunto nuovamente il colore, le smagliature dei “crates”. Il pittore è libero di andare e tornare. Penso che se un pittore vale 7 o vale 8, non cambia il suo valore se dipinge in un modo piuttosto che in un altro. Un pittore vero non sa mai come si fa un quadro, ogni volta che ha davanti una tela bianca non sa mai cosa farci.

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