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Via Tasso, dirigente di Giovane Italia mette su Facebook foto con saluto romano

Posted by massimiliano on 16 settembre 2010 in Rassegna stampa |

Appartenente al movimento giovani del Pdl si fa riprendere con il braccio teso sotto la scritta del Museo

ROMA - Una foto oltraggiosa, proprio lì davanti, al Museo storico della Liberazione di via Tasso a Roma, un saluto romano proprio davanti a quel palazzo dove decine di romani furono torturati dalle SS naziste durante l’occupazione tedesca. Una foto ricordo scattata e poi messa su Facebook per raccontare il viaggio a Roma in occasione di «Atreju 2010», la festa nazionale della Giovane Italia, il movimento giovanile ufficiale del Popolo della Libertà, conclusa domenica scorsa con l’intervento di Silvio Berlusconi. Un ragazzo, capelli rasati e braccio teso davanti alla scritta «Museo storico della Liberazione». L’immagine ora non c’è più, ma è apparsa sul profilo Facebook di F.Z., dirigente provinciale a Crotone del movimento politico giovanile.

SU FACEBOOK – «La foto col saluto romano in via Tasso l’ho vista sulla pagina di un militante della Giovane Italia. Ho protestato, e insieme ad altre persone l’abbiamo segnalata a Facebook». A parlare è Massimiliano Coccia, giovane giornalista romano (e nipote di un deportato), che si è accorto della presenza della foto, in una cartella di foto relative alla Festa Atreju, sul profilo di F.Z., dirigente provinciale a Crotone per il movimento politico giovanile. Le foto ritraevano un ragazzo, che ha partecipato alla festa, e faceva parte di un «foto-racconto», per documentare il viaggio da Crotone a Roma. «Gli ho anche scritto un messaggio – spiega Massimiliano – ma lui non mi ha risposto». Qualcuno, nei messaggi alla foto, si era dissociato dallo scatto. Ora è tutto sparito. «Ho anche segnalato la vicenda a Chiara Colosimo, presidente della Giovane Italia Lazio, ma dopo un iniziale interesse, non mi ha più risposto».

LE REAZIONI - In una nota Chiara Colosimo, consigliere regionale e Presidente della Giovane Italia Lazio, risponde a Coccia: «Non ho risposto alla sua sollecitazione di Massimiliano Coccia sulla foto segnalatami, perché non ho più avuto modo di vederla. Detto questo una volta vista non ho alcuna difficoltà a condannare il gesto, unendomi al coro di sdegno della comunità ebraica e sostenendo l’attività del Museo di Via Tasso. Sono nata nel 1986 non ho vissuto il fascismo e credo che sia assolutamente fuori luogo aprire una polemica di questo tipo oggi, tirando in ballo un movimento giovanile che parla e fa tutt’altro. L’idiozia del singolo va condannata, ma non usata a pretesto per screditare un mondo che non ha conti aperti con la storia». E pure il Pdl replica attraverso Antonio Gazzellone, vice capogruppo Pdl del Comune di Roma: «Il gesto di un cretino non sia strumento per offendere decine di migliaia di giovani che nel Popolo della libertà e nei suoi valori vedono il luogo di confronto e analisi per le importanti sfide che l’epoca che viviamo prospetta loro. Condanniamo quindi con fermezza un gesto che si commenta da solo, ripudiando al contempo ogni riferimento a un’epoca che per fortuna non potrà mai tornare. Chiediamo però il rispetto per tutte quelle persone che nulla hanno a che fare con gesti isolati e che quotidianamente condannano e rinnegano quale forma di manifestazione politica ogni tipo di violenza fisica, storica o morale».

«GESTO DEPLOREVOLE» – «Il gesto di un saluto romano davanti al Museo di Via Tasso è da considerarsi deplorevole sia per il significato politico che assume e sia per il significato umano che questo gesto segna – visto che da quella porta e sotto quel saluto aberrante sono transitati centinaia di uomini molti dei quali hanno perso la vita». Lo dichiara Paolo Masini, consigliere comunale del Partito Democratico. «Questo – continua Masini – ci deve far rendere conto di quanto si debba tenere alta la guardia all’interno dei partiti e delle giovanili che almeno in teoria si richiamano a valori democratici. Ringrazio coloro che ogni giorno – conclude Masini – tengono alti questi valori e fanno di tutto affinché siano tutelati, ringrazio il Museo di Via Tasso che proprio in queste ore vive alterni destini per la sua sopravvivenza».

SUL SITO DEL MUSEO - Su Facebook la foto non c’è più. Ma i gestori della pagina del Museo storico della Liberazione, sempre su Facebook, hanno provocatoriamente deciso di ripubblicarla. «Non siamo impazziti. Oggi abbiamo mutato l’icona che fa da immagine sul profilo del Museo storico della Liberazione – spiegano i gestori della pagina – . Provocatoriamente abbiamo inserito la foto che ora riceverete. Sosteneteci fino in fondo e rafforzateci perché questa non diventi realtà».

Redazione online
15 settembre 2010

www.corriere.it/roma

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