Image 01

Archive for giugno, 2010

“La malinconia del vero – Viaggio nell’arte di Ettore de Conciliis”

lunedì, giugno 21st, 2010

A Palazzo Sant’Elia, a Palermo, torna l’arte figurativa contemporanea, con la mostra di Ettore De Conciliis.

L’artista campano, esponente di spicco dell’arte pubblica, è il protagonista di “Ettore De Conciliis. Opere 1982-2010″, antologica sul periodo piu’ intimista della sua produzione, promossa dalla Provincia e curata dallo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun.

Ad inaugurare la mostra, domani, alle 20, nei saloni del piano nobile, il presidente della Provincia Giovanni Avanti e l’autore, con il curatore e il presidente dell’associazione Il Cigno, Lorenzo Zichichi.

L’esposizione resterà in allestimento fino al 12 settembre. Visite al pubblico gratuite, tutti i giorni, dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 ale 20; chiusura il sabato e la domenica.

Sarà inoltre presentato il documentario “La malinconia del vero – Viaggio nella pittura di Ettore de Conciliis” scritto da Massimiliano Coccia e Martina Donati, per la regia di Andrea Rusich.  Il documentario che attraversa la vita e le opere di un grande artista internazionale che con le sue opere di arte pubblica (Murale della Pace, Memoriale di Portella della Ginestra, Parco della Pace) ci racconta i mutamenti del nostro Paese attraverso la descrizione della “natura umana” e con la sua pittura più intimista ci regala uno sguardo diverso sul paesaggio, donando un respiro ampio e globale che è al centro della sua poetica.

Share

Riflessioni di giugno

venerdì, giugno 4th, 2010

Oggi a Palestrina abbiamo ritirato la menzione speciale per “Una notte a Primavalle”, un momento bellissimo, che mi ha fatto riflettere tanto. Su una platea di 500 studenti di Palestrina nessuno, conosceva la storia della famiglia Mattei e il 99% ignorava cosa fossero gli anni di piombo. Adesso penso a che Paese stiamo costruendo, a che classe dirigente stiamo sfornando, se nella ricca provincia di Roma 500 studenti ignorano gli ultimi 40 anni di storia recente del nostro Paese.
Ritirando quella menzione tra i loro applausi mi sono sentito piccolo, perché nei loro occhi c’era voglia enorme di sapere, di conoscere di ascoltare, c’era la disperata voglia e chiedevano di essere liberati dalla dittatura dell’ignoranza di cui sono succubi e di cui le loro famiglie e i loro professori sono complici, incartati da orrende riforme e stupide burocrazie.
Voglio ritornare in quelle scuole, tra quegli studenti, lo prendo come un impegno, ma vorrei che chi sa raccontasse, vorrei che chi è consapevole adottasse moralmente e culturalmente uno studente. Salveremo un pò il nostro Paese. Investiamo nella scuola adesso che tutti tagliano, moltiplichiamo i nostri sforzi, prima che sia troppo tardi.

Share