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Archive for marzo, 2010

Reportage Aldo Moro -parte 1- Elena Improta

mercoledì, marzo 31st, 2010

di Massimiliano Coccia (www.leragioni.it)

L’assassinio di Aldo Moro è una delle parentesi più dolorose della nostra storia, un evento che ha sconvolto e cambiato per sempre generazioni intere, diverse per censo, classe e professione.
Vogliamo con questo piccolo reportage narrativo raccogliere le tantissime storie che si sono incrociate con quella dello statista democristiano, vogliamo cercare di raccontare la storia dell’agguato in via Mario Fani, del sequestro e dell’omicidio con i semplici racconti di tanta gente comune.

Questa settimana cominiciamo con Elena Improta, figlia di Umberto Improta, questore di Roma, Napoli e Milano, a cui dedicheremo una piccola monografia. Elena nel 1978 è semplicemente la figlia di un servitore dello Stato, un uomo fedele alle istituzioni, ma quell’episodio modificherà la sua vita.

“Loro sono ovunque”
testimonianza di Elena Improta.

“Era anche per me il 16 marzo 1978, frequentavo la quinta ginnasio al Liceo Mameli nel cuore del quartiere Parioli a Roma . Eravamo in aula, c’era l’interrogazione di Latina. Ma il mio pensiero e il mio cuore era ancora lì legato alla mia amata Via dei Colli Portuensi ,ai miei amici del cortile, al mio grande amore Paolo, ai fantastici compagni della mitica Scuola Media Bennicelli.
Ma da un anno ci eravamo dovuti trasferire per motivi di sicurezza a Via Guido d’Arezzo, nell’abitazione di servizio del Commissariato Salario Parioli.
Le BR avevano colpito a morte l’autista e ferito il braccio destro di mio padre, Alfonso Noce.

Mentre la Professoressa di Latino interrogava pensavo che i migliori anni della mia vita erano segnati dal terrore, dalla paura per me stessa, per i miei fratelli, la mia famiglia i nostri amici (che avevano paura di frequentarci…).
Avevo tanta rabbia dentro, tanta voglia di cambiare il mondo, di fare una buona politica.E poi pensavo che eravamo caduti dalla padella alla brace, visto era già un anno che ci ritrovavamo nel cuore di un quartiere di destra. Non potevo mettere piede a piazza Euclide, che mi gridavano “Ah infame! Tu e tu padre!” (che aveva fatto chiudere tutte le sezioni dell’MSI di zona) .

Per non parlare del Piper. Ho sempre amato ballare, ma appena mi presentavo alla cassa mi facevano capire che non era gradito il mio ingresso.

Mentre la mia mente vagava su tutto quello che sarebbe stato il mio futuro entrò all’improvviso Il Preside che disse: “Un attimo di attenzione : la scuola chiude, le Brigate Rosse hanno rapito Aldo Moro! Si mise a piangere ed insieme a lui anche noi”.

Tornai di corsa a casa, con il viso nascosto tra i capelli, con i miei jeans rotti, le superga bianche e il vecchio maglione a V grigio di papà, la tolfa a tracolla ed una lacrima che scendeva sul mio viso struccato da maschiaccio (come mi dicevano sempre) pensando: “Siamo scappati da Monte Verde, ma non cambierà mai nulla ! Loro sono ovunque e noi saremo sempre in pericolo”.

Giorni bui ci aspettavano, un mese d’inferno, papà era sempre fuori per le indagini e noi chiusi nel commissariato e scortati a vista ad ogni nostro movimento.

Una sera era più o meno verso la metà di Aprile , in piena notte mi alzai per bere e trovai mio padre in cucina , con il viso tra le mani, anche Lui aveva una lacrima che gli scendeva! Come ?! – pensai – Lui non può piangere , Lui è forte, Lui li troverà e Lo libererà! No – mi disse – vai a dormire, la questione è molto più intricata di quanto non si percepisca all’esterno…”

Moro fu trovato assassinato il 9 maggio del 1978. Cambiò la vita non solo nella nostra famiglia , cambiò la storia del nostro Paese e scorrono ancora tante lacrime dentro di me al solo ricordo di quegli anni ed alla paura che possano tornare ora più che mai.

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Le domeniche di silenzio e di memoria.

giovedì, marzo 25th, 2010

Recensione di “Sia folgorante la fine” di Carla Verbano, con la collaborazione di Alessandro Capponi.
di Massimiliano Coccia (da Leragioni.it)

“Oggi è domenica. C’è così tanto silenzio, mi fa male, non mi ci abituo”, scrive Carla Verbano. Questa potrebbe essere la sintesi di “Sia folgorante la fine”, il libro che la mamma di Valerio ha scritto con Alessandro Capponi, perché questo libro sembra scritto proprio in quelle domeniche che le vittime del terrorismo conosco bene, dove tutto diventa enorme perché il dolore non ha neanche le attenuanti generiche dettate dal caos della città.

“Sia folgorante la fine” ci racconta di quel 22 febbraio del 1980, quando tre giovani armati e coperti da passamontagna entrarono in casa Verbano, a Monte Sacro, in via Monte Bianco, dicendo di essere amici di Valerio; armati con pistole e silenziatori, entrano nell’appartamento e immobilizzano Carla e Sardo Verbano. Valerio non è ancora tornato e Carla, come spesso racconta, spera che a Valerio capiti un piccolo incidente che gli permetta di non rientrare.
Ma circa un’ora dopo l’irruzione, Valerio rientra a casa e i tre giovani lo assalgono , nella colluttazione Valerio riesce anche disarmarne uno e mentre cerca di scappare verso il terrazzo della casa ma viene raggiunto da un colpo di pistola alla schiena, che gli perforerà l’intestino. Valerio non ce la farà e morirà nell’ambulanza. Si susseguiranno rivendicazioni, alcune assurde, dichiarazioni di pentiti. Certa sembra la natura dell’omicidio, Valerio stava raccogliendo tantissime informazioni sull’estrema destra romana e in particolar modo sui Nuclei Armati Rivoluzionari. Dopo trent’anni, dichiarazioni dei pentiti e con scambi incrociati di accuse, non abbiamo ancora un colpevole per la morte di Valerio.

Ma Carla nel libro ci racconta di Valerio, non solo del suo omicidio, ma ci restituisce il Valerio ragazzo che “faceva sega” a scuola, che parlava con il papà, che ascoltava musica. Quel Valerio così uguale e diverso al tempo stesso a centinaia di ragazzi degli anni ’70 che popolano la storia recente del nostro Paese. Valerio è una ferita aperta nella città, che sanguina ancora, che chiede ancora giustizia. E allora sembra di sentirla nell’orecchio Carla che ti racconta del suo dolore, sottovoce, delle sue giornate passate tra la voglia di verità e il restare al mondo perché dal mondo occorre esigere tutto, anche quello che nessuno vuole dire. E poi quella porta maledetta dove dietro ci sono i volti che uccideranno Valerio, quelle pause per far prendere respiro ad un cuore che in 84 anni ha battuto veloce troppe, tante volte.
Si respira l’aria di una casa sospesa nel tempo di uno sparo, ma si respira anche e soprattutto amore, amore per Valerio, amore per Sardo, il marito, conosciuto lungo una passeggiata sul Tevere, quando sul Tevere ci si poteva ancora innamorare senza essere fagocitati dalle bancarelle. E poi c’è la ricostruzione di quello che è stato, dell’omicidio di Valerio, fatto di nomi, mandanti, rivendicazioni che fanno male come un nuovo omicidio, la solitudine in cui le istituzioni hanno lasciato la famiglia Verbano, dal mancato saluto di Pertini alle Fosse Ardeatine rimasto come un groppo in gola ancora oggi al solo pensiero.
Carla ancora oggi cerca i mandanti e gli esecutori dell’omicidio del suo Valerio, che scriveva un dossier sulla destra eversiva romana, un dossier scomparso che potrebbe suggerire molte cose su quegli anni .
“Sia folgorante la fine” non è un libro celebrativo di un’epoca, è un libro che racconta con maestria narrativa e giornalistica una delle pagine più tristi della storia di Roma, non è una pubblicazione militante, di militante c’è la vita di Valerio che basta a rendere le pagine un inno agli ideali. Le righe sono dense di passione e di voglia di giustizia e verità, sono una lunga ballata che dovrebbe entrare nei libri di scuola per spiegare ai ragazzi di oggi, che si atteggiano a rivoluzionari da salotto, che la violenza porta solo ad altra violenza.
“Sia folgorante la fine” non è solo un libro su Valerio Verbano, ma è la storia di una famiglia come tante, una famiglia a cui nessuno a chiesto scusa.
Il volume è stato realizzato insieme ad Alessandro Capponi, un giovane e bravo giornalista de “Il Corriere della Sera”, che con la sua penna, accompagna in maniera energica e delicata, i fatti e la storia, senza mai ostruire il flusso di coscienza di Carla Verbano.
Il pregio di questo libro non è solo la scorrevolezza, ma anche e soprattutto l’essere un affresco totale su un epoca e su una generazione; tra le pagine infatti si incontrano nomi e fatti, che non rimangono mai lettera morta ma compongono un tassello del tutto.
“Sia folgorante la fine” è un libro importante, un libro necessario, uno di quei libri che rendono vero l’esercizio a volte asfittico della memoria.

“Sia folgorante la fine” sperando che il pool di magistrati che il Ministro Alfano ha promesso sugli anni di piombo ci dica la verità sulla morte di Valerio e dei tanti ragazzi caduti sotto il piombo di una stagione che ci appare lontana nel ricordo, ma che invade e pervade la nostra assurda contemporaneità.

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I martiri delle Fosse Ardeatine

mercoledì, marzo 24th, 2010

Ricordare i singoli nomi significa rendere omaggio alla loro storia, incredibile, come ogni storia umana. Roma vi ricorda, nonostante tutto.
M.

Agnini Ferdinando – Studente di medicina.
Ajroldi Antonio – Maggiore del Regio Esercito.
Albanese Teodato – Avvocato.
Albertelli Pilo – Professore di filosofia.
Amoretti Ivanoe – Sottotenente in servizio permanente effettivo.
Angelai Aldo – Macellaio.
Angeli Virgilio – Pittore.
Angelini Paolo – Autista.
Angelucci Giovanni – Macellaio.
Annarumi Bruno – Stagnino.
Anticoli Lazzaro – Venditore ambulante.
Artale Vito – Tenente Generale d’artiglieria.
Astrologo Cesare – Lucidatore.
Aversa Raffaele – Capitano dei Carabinieri Reali.
Avolio Carlo – Impiegato (S.A.L.B.)
Azzarita Manfredi – Capitano di cavalleria.
Baglivo Ugo – Avvocato.
Ballina Giovanni – Contadino.
Banzi Aldo – Impiegato.
Barbieri Silvio – Architetto.
Benati Nino – Banchista.
Bendicenti Donato – Avvocato.
Berardi Lallo – Manovale.
Bernabei Elio – Ingegnere delle Ferrovie dello Stato.
Bernardini – Commerciante.
Bernardini Tito – Magazziniere.
Berolsheimer Aldo – Commesso.
Blumstein Giorgio Leone – Banchiere.
Bolgia Michele – Ferroviere.
Bonanni Luigi – Autista.
Bordoni Manlio – Impiegato.
Bruno Dl Belmonte Luigi – Proprietario.
Bucchi Marcello – Geometra.
Bucci Bruno – Disegnatore.
Bucci Umberto – Impiegato.
Bucciano Francesco – Impiegato.
Bussi Armando – Impiegato delle Ferrovie dello Stato. strappato dai tedeschi dalla sua casa in via Savoia 72 a Roma a seguito di una delazione
Butera Gaetano – Pittore.
Buttaroni Vittorio – Autista.
Butticé Leonardo – Meccanico.
Calderari Giuseppe – Contadino.
Camisotti Carlo – Asfaltista.
Campanile Silvio – Commerciante.
Canacci Ilario – Cameriere.
Canalis Salvatore – Professore di lettere.
Cantalamessa Renato – Falegname.
Capecci Alfredo – Meccanico.
Capozio Ottavio – Impiegato postale.
Caputo Ferruccio – Studente.
Caracciolo Emanuele – Regista e tecnico cinematografico.
Carioli Francesco – Fruttivendolo.
Carola Federico – Capitano d’aviazione.
Carola Mario – Capitano di fanteria.
Casadei Andrea – Falegname.
Caviglia Adolfo – Impiegato.
Celani Giuseppe – Ispettore capo dei servizi annonari.
Cerroni Oreste – Tipografo.
Checchi Egidio – Meccanico.
Chiesa Romualdo – Studente.
Chiricozzi Aldo Francesco – Impiegato.
Ciavarella Francesco – Marinaio.
Cibei Duilio – Falegname.
Cibei Gino – Meccanico.
Cinelli Francesco – Impiegato.
Cinelli Giuseppe – Portatore ai mercati generali.
Cocco Pasquale – Studente.
Coen Saverio – Commerciante.
Conti Giorgio – Ingegnere.
Corsi Orazio – Falegname
Costanzi Guido – Impiegato.
Cozzi Alberto – Meccanico.
D’Amico Cosimo – Amministratore teatrale.
D’Amico Giuseppe – Impiegato.
D’Andrea Mario – Ferrovie.
D’Aspro Arturo – Ragioniere.
De Angelis Gerardo – Regista cinematografico.
De Carolis Ugo – Maggiore dei Carabinieri Reali La Scuola Allievi Ufficiali dei Carabinieri a Roma è dedicata alla sua memoria.
De Giorgio Carlo – Impiegato.
De Grenet Filippo – Impiegato
Della Torre Odoardo – Avvocato.
Del Monte Giuseppe – Impiegato.
De Marchi Raoul – Impiegato.
De Nicolò Gastone – Studente.
De Simoni Fidardo – Operaio.
Di Capua Zaccaria – Autista.
Di Castro Angelo – Commesso.
Di Consiglio Cesare – Venditore ambulante.
Di Consiglio Franco – Macellaio.
Dl Consiglio Marco – Macellaio.
Di Consiglio Mosè – Commerciante.
Di Consiglio Salomone – Venditore ambulante.
Di Consiglio Santoro – Macellaio.
Di Nepi Alberto – Commerciante.
Di Nepi Giorgio – Viaggiatore.
Di Nepi Samuele – Commerciante.
Di Nola Ugo – Rappresentante di commercio.
Diociajuti Pier Domenico – Commerciante.
Di Peppe Otello – Falegname ebanista.
Di Porto Angelo – Commesso.
Di Porto Giacomo – Venditore ambulante.
Di Porto Giacomo – Venditore ambulante.
Di Salvo Gioacchino – Impiegato.
Di Segni Armando – Commerciante.
Di Segni Pacifico – Venditore ambulante.
Di Veroli Attilio – Commerciante.
Di Veroli Michele – Collaboratore del padre commerciante.
Drucker Salomone – Pellicciaio.
Duranti Lido – Operaio.
Efrati Marco – Commerciante.
Elena Fernando – Artista.
Eluisi Aldo – Pittore.
Ercolani Giorgio – Tenente colonnello del Regio Esercito.
Ercoli Aldo – Pittore.
Fabri Renato – Commerciante.
Fabrini Antonio – Stagnino.
Fano Giorgio – Dottore in scienze commerciali.
Fantacone Alberto – Dottore in legge.
Fantini Vittorio – Farmacista.
Fatucci Sabato Amadio – Venditore ambulante.
Felicioli Mario – Elettrotecnico.
Fenulli Dardano – Maggior Generale
Ferola Enrico – Fabbro.
Finamonti Loreto – Commerciante.
Finocchiaro Arnaldo – Elettricista.
Finzi Aldo – Politico, ex sottosegretario del Ministero degli Interni del governo Mussolini
Fiorentini Valerio – Autista meccanico.
Fiorini Fiorino – Maestro musica.
Fochetti Angelo – Impiegato.
Fondi Edmondo – Impiegato commerciante.
Fontana Genserico – Tenente dei Carabinieri Reali, dottore in giurisprudenza.
Fornari Raffaele – Commerciante.
Fornaro Leone – Venditore ambulante.
Forte Gaetano – Commerciante.
Foschi Carlo – Commerciante.
Frasca Celestino – Muratore.
Frascà Paolo – Impiegato.
Frascati Angelo – Commerciante.
Frignani Giovanni – Tenente colonnello dei Carabinieri Reali
Funaro Alberto – Commerciante.
Funaro Mosè – Commerciante.
Funaro Pacifico – Autista.
Funaro Settimio – Venditore ambulante.
Galafati Angelo – Pontarolo- militante di Bandiera Rossa Roma.[12]
Gallarello Antonio – Falegname ebanista.
Gavioli Luigi – Impiegato.
Gelsomini Manlio – Medico.
Gesmundo Gioacchino – Professore di Filosofia.
Giacchini Alberto – Assicuratore.
Giglio Maurizio, nome di battaglia “Cervo” – Tenente di P.S. dei “Metropolitani” di Roma, MOVM alla memoria. Al Ten. Maurizio Giglio è intitolata la caserma delle Volanti della Polizia di Stato a Roma, in via G. Reni.
Gigliozzi Romolo – Autista.
Giordano Calcedonio – Corazziere.
Giorgi Giorgio – Ragioniere.
Giorgini Renzo – Industriale.
Giustiniani Antonio – Cameriere.
Gorgolini Giorgio – Ragioniere.
Gori Gastone – Muratore.
Govoni Aladino – Capitano dei granatieri, figlio del poeta Corrado Govoni.
Grani Umberto – Maggiore della Regia Aeronautica in congedo.
Grieco Ennio – Elettromeccanico.
Guidoni Unico – Studente.
Haipel Mario – Maresciallo del Regio Esercito.
Iaforte Domenico – Calzolaio.
Ialuna Sebastiano – Agricoltore.
Imperiali Costantino – Rappresentante di vini.
Intreccialagli Mario – Calzolaio.
Kereszti Sandor – Ufficiale.
Landesman Boris – Commerciante.
La Vecchia Gaetano – Ebanista.
Leonardi Ornello – Commesso.
Leonelli Cesare – Avvocato.
Liberi Epidemio – Industriale.
Lioonnici Amedeo – Industriale.
Limentani Davide – Commerciante.
Limentani Giovanni – Commerciante.
Limentani Settimio – Commerciante.
Lombardi Ezio – Impiegato.
Lopresti Giuseppe – Dottore in legge.
Lordi Roberto – Generale della Regia Aeronautica.
Lotti Giuseppe – Stuccatore.
Lucarelli Armando – Tipografo.
Luchetti Carlo – Stagnaro.
Luna Gavino – Impiegato delle Regie Poste. Con il nome d’arte di Gavino de Lunas incise un disco di musica sarda pubblicato nel Regno Unito.
Lungaro Pietro Ermelindo – Vice Brigadiere di Pubblica Sicurezza.
Lunghi Ambrogio – Asfaltista.
Lusena Umberto – Maggiore del Regio Esercito.
Luzzi Everardo – Metallurgico.
Magri Mario – Capitano d’artiglieria.
Manca Candido – Brigadiere dei Carabinieri Reali.
Mancini Enrico[13] – Commerciante.
Marchesi Alberto – Commerciante, comunista, ex ardito bersagliere
Marchetti Duilio – Autista.
Margioni Antonio – Falegname.
Marimpietri Vittorio – Impiegato.
Marino Angelo – Piazzista.
Martella Angelo
Martelli Castaldi Sabato – Generale della Regia Aeronautica.
Martini Placido – Avvocato.
Mastrangeli Fulvio – Impiegato.
Mastrogiacomo Luigi – Custode del ministero delle Finanza.
Medas Giuseppe – Avvocato.
Menasci Umberto – Commerciante.
Micheli Ernesto – Imbianchino.
Micozzi Emidio – Commerciante.
Mieli Cesare – Venditore ambulante.
Mieli Mario – Negoziante.
Mieli Renato – Negoziante.
Milano Raffaele – Viaggiatore.
Milano Tullio – Impiegato.
Milano Ugo – Impiegato.
Mocci Sisinnio
Montezemolo Giuseppe – Colonnello del Regio Esercito.
Moretti Augusto
Moretti Pio – Contadino.
Morgano Santo – Elettromeccanico.
Mosca Alfredo – Elettrotecnico.
Moscati Emanuele – Piazzista.
Moscati Pace – Venditore ambulante.
Moscati Vito – Elettricista.
Mosciatti Carlo – Impiegato.
Napoleone Agostino – Sottotenente di vascello della Regia Marina.
Natili Celestino – Commerciante.
Natili Mariano – Commerciante.
Navarra Giuseppe – Contadino.
Ninci Sestilio – Tramviere.
Nobili Edoardo – Meccanico.
Norma Fernando – Ebanista.
Orlandi Posti Orlando – Studente.
Ottaviano Armando – Dottore in lettere.
Paliani Attilio – Commerciante.
Pappagallo Pietro – Sacerdote.
Pasqualucci Alfredo – Calzolaio.
Passarella Mario – Falegname.
Pelliccia Ulderico – Carpentiere.
Pensuti Renzo – Studente.
Pepicelli Francesco – Maresciallo dei Carabinieri Reali.
Perpetua Remo – Rigattiere.
Perugia Angelo – Venditore ambulante.
Petocchi Amedeo
Petrucci Paolo – Professore di lettere.
Pettorini Ambrogio – Agricoltore.
Piasco Renzo – Ferroviere.
Piattelli Cesare – Venditore ambulante.
Piattelli Franco – Commesso.
Piattelli Giacomo – Piazzista.
Pierantoni Luigi – Medico.
Pierleoni Romolo – Fabbro.
Pignotti Angelo – Negoziante.
Pignotti Umberto – Impiegato.
Piperno Claudio – Commerciante.
Piras Ignazio – Contadino.
Pirozzi Vincenzo – Ragioniere.
Pisino Antonio – Ufficiale di marina.
Pistonesi Antonio – Cameriere.
Pitrelli Rosario – Meccanico.
Polli Domenico – Costruttore edile.
Portieri Alessandro – Meccanico.
Portinari Erminio – Geometra.
Primavera Pietro – Impiegato.
Prosperi Antonio – Impiegato.
Pula Italo – Fabbro.
Pula Spartaco – Verniciatore.
Raffaeli Beniamino – Carpentiere.
Rampulla Giovanni – Tenente colonnello.
Rendina Roberto – Tenente colonnello d’artiglieria.
Renzi Egidio – Operaio.
Renzini Augusto – Carabiniere.
Ricci Domenico – Impiegato.
Rindone Nunzio – Pastore.
Rizzo Ottorino – Maggiore del Regio Esercito.
Roazzi Antonio – Autista.
Rocchi Filippo – Commerciante.
Rodella Bruno – Studente.
Rodriguez Pereira Romeo – Tenente dei Carabinieri Reali.
Romagnoli Goffredo – Ferroviere.
Roncacci Giulio – Commerciante.
Ronconi Ettore – Contadino.
Saccotelli Vincenzo – Falegname.
Salemme Felice – Impiegato.
Salvatori Giovanni – Impiegato.
Sansolini Adolfo – Commerciante.
Sansolini Alfredo – Commerciante.
Savelli Francesco – Ingegnere.
Scarioli Ivano – Bracciante.
Scattoni Umberto – Pittore.
Sciunnach Dattilo – Commerciante.
Semini Fiorenzo – Sottotenente di vascello della Regia Marina.
Senesi Giovanni – Esattore istituto di assicurazioni.
Sepe Gaetano – Sarto.
Sergi Gerardo – Sottotenente dei Carabinieri Reali.
Sermoneta Benedetto – Venditore ambulante.
Silvestri Sebastiano – Agricoltore.
Simone Simoni – Generale.
Sonnino Angelo – Commerciante.
Sonnino Gabriele – Commesso.
Sonnino Mosè – Venditore ambulante.
Sonnino Pacifico – Commerciante.
Spunticchia Antonino – Meccanico.
Stame Nicola Ugo – Artista lirico.
Talamo Manfredi – Tenente colonnello dei Carabinieri Reali.
Tapparelli Mario – Commerciante.
Tedesco Cesare – Commesso.
Terracina Sergio – Commesso.
Testa Settimio – Contadino.
Trentini Giulio – Arrotino.
Troiani Eusebio – Mediatore.
Troiani Pietro – Venditore ambulante.
Ugolini Nino – Elettromeccanico.
Unghetti Antonio – Manovale.
Valesani Otello – Calzolaio.
Vercillo Giovanni – Impiegato.
Villoresi Renato – Capitano del Regio Esercito.
Viotti Pietro – Commerciante
Vivanti Angelo – Commerciante.
Vivanti Giacomo – Commerciante.
Vivenzio Gennaro
Volponi Guido – Impiegato.
Wald Pesach Paul
Wald Schra
Zaccagnini Carlo – Avvocato.
Zambelli Ilario – Telegrafista
Zarfati Alessandro – Commerciante.
Zicconi Raffaele – Impiegato.
Zironi Augusto – Sottotenente di vascello della Regia Marina.
Sono di padre e figlio le salme:

n. 148 (Bucci Bruno) e 149 (Bucci Umberto);
n. 215 (Di Veroli Attilio) e 217 (Di Veroli Michele);
n. 250 (Sonnino Angelo) e 237 (Sonnino Pacifico)
la salma n. 204 è di Di Consiglio Mosè, di cui furono uccisi anche il padre (Di Consiglio Salomone, n. 220), i figli Marco (n. 212), Santoro (n. 209) e Franco (n. 218), oltre ad un fratello, Cesare (n. 281).

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Roma non dimentica le Ardeatine

mercoledì, marzo 24th, 2010

Associazioni partigiane e antifasciste: “L’incoerenza danneggia la memoria”

“Oggi per Roma è una giornata di dolorosa memoria e tutte le istituzioni hanno il dovere di ricordare il barbaro eccidio delle Fosse Ardeatine insieme ai familiari delle vittime, alle associazioni, ai cittadini.
Tra le autorità presenti stamattina alla cerimonia anche candidati alle regionali, tra i quali però alcuni privi di qualsiasi titolo ad assistere dal palco d’onore. Spicca tra questi la candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio, Renata Polverini, che, se voleva partecipare alla manifestazione di oggi, avrebbe dovuto prendere posto tra la gente comune, da semplice cittadina, visto che attualmente non ricopre alcun incarico istituzionale. La sua presenza appare particolarmente inopportuna. Come conciliare le sue visite a Casa Pound e allo stadio, tra gli stessi tifosi che innalzarono striscioni contro l’Olocausto, la sua mancata presa di distanza rispetto ai calendari mussoliniani di Celori, l’accoglienza con il saluto romano dei suoi sostenitori de La Destra con la commemorazione di oggi alle Fosse Ardeatine? – dichiarano Massimo Rendina (ANPI), Maria Grazia Lancellotti e Giulio Spallone (ANPPIA), Adolfo Perugia (Associazione Miriam Novitch), Carla Di Veroli (ANED) – Per fortuna però esiste una Roma che non dimentica e rappresentanti istituzionali da sempre vicini alla storia e alla memoria di questa città e per questo li ringraziamo. Non abbiamo bisogno di passerelle, non abbiamo bisogno di chi usa la memoria in maniera strumentale, questa città e i parenti delle vittime delle tante stragi nazifasciste chiedono coerenza, verità e giustizia, miglior monito per non dimenticare”

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Dove trovare “Polvere e luce”

martedì, marzo 23rd, 2010

In molti scrivono su dove possono trovare “Polvere e luce”, e come promesso ecco una lista di librerie dove il libro è presente. Grazie a tutti per l’attenzione e buona lettura!

Mondadori:

Mondadori Duomo
(Piazza del Duomo, 1 – 20121 Milano)
Mondadori Marghera
(Via Marghera, 28 – 20149 Milano)
Mondadori Parco Leonardo
(Via Portuense, 2000 Km 21 – 00054 Fiumicino (RM)
Mondadori Cola di Rienzo
(Piazza Cola di Rienzo, 81/83 – 00192 Roma)
Mondadori Appia
(Via Appia Nuova, 130 – 00183 Roma)
Mondadori Lunghezza
(Via Collatina, 858 – 00155 Lunghezza (RM)
Mondadori Corso
(Via del Corso, 472 – 00186 Roma)

Feltrinelli Roma:
Feltrinelli Appia
(Via Appia Nuova)
Feltrinelli Libia
(Viale Libia, 186 – 00199 Roma (RM)
Feltrinelli Marconi
(Viale Marconi, 184/194 – 00146 Roma (RM)
Feltrinelli Giulio Cesare
(Viale Giulio Cesare, 88 – 00192 Roma)
Feltrinelli Argentina
(Largo Torre Argentina, 5a/11 – 00186 Roma)

Librerie Arion
www.arion.it

Varie:

Libreria Bettini di Cesena
(Via Vescovado, 5 – 47023 Cesena (FC)

Borri Books (Libreria Termini)
(Via Cosenza, 2/a – 00161 Roma)

Melbookstore Firenze
(Via De’ Cerretani, 16/R – 50123 Firenze)
Melbookstore Roma
(Via Nazionale, 254 – 00184 Roma)

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“Non solo nuda”, servizio di Michaela Sbarra

lunedì, marzo 22nd, 2010

Il servizio andrà in onda lunedì 22 Marzo sui TG Supernova (ore 19.00) ed Europa Tv (ore 20.30).

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Sotto il cielo di Hopper

sabato, marzo 20th, 2010

di Massimiliano Coccia (per Leragioni.it)

Un bar gettato giusto al confine della metropoli immaginata e vissuta accoglie il visitatore, una riproduzione della semiotica irrealtà del paesaggio americano che rende tutto più reale e fa percepire in maniera lampante la presenza di Edward Hopper tra le stanze del Museo del Corso, che ospita l’imponente esposizione monografica che racconta un Hopper intimo e discreto come la luce della sua pittura che ha per sempre modificato il corso carsico dell’arte americana. Al centro del tutto c’è l’America con il suo cielo, che come canta Guccini, “son mille cieli sopra ad un continente”. Un cielo ed una natura che sfugge alle tante rivoluzioni tecnologiche, un America dove si ha il tempo di essere nudi, di amare e di attendere le sette del mattino davanti ad un negozio che non si sa se mai aprirà.
La mostra al Museo “Fondazione Roma” somiglia quindi ad un enorme ritratto intimo e collettivo, di un uomo e di un Paese, che sorprende per le macchie di luce e colore, che vagano sbattendo esauste tra ponti, strade e palazzi popolari, dove la bellezza sembra aver lasciato il posto alla pragmatica volontà abitativa della società dei consumi, ma dove la natura sa esserci e sa ritornare con un piccolo ed imponente colpo di coda facendoci stupire, uno stupore antico ed autentico. Uno stupore colmo e denso di luce. L’olio, l’inchiostro e il carboncino diventano elementi inscindibili che plasmano un confine nuovo, che plasmano una terra, un continente dove la leggerezza e l’umiltà, doti che dovrebbe sempre avere un buon osservatore, sono lingua e materia, sostanza e realtà. La pittura di Hooper incanta, lascia senza parole, “perché se potessi esprimerlo con le parole non ci sarebbe nessuna ragione per dipingerlo”. E’ una pittura necessaria, un percorso artistico impellente, una vita indispensabile alla storia dell’arte e dell’umanità. Nella vita che si assapora tela dopo tela, si scorge l’esigenza di raccontare quel che la società americana non voleva fermare ad aspettare, c’è attesa quindi, tanta, i personaggi sembrano attendere, sono appesi, aggrappati alla storia, alla natura, non invecchiano, non stancano proprio perché figli della natura, del mondo e della sintesi compositiva di un animo delicato. 
L’arte di Hooper non è un miscuglio semplice da sciogliere, il colore e le forme diventano metafora di qualcosa che si fatica a percepire ad occhio nudo, qualcosa che si definisce una volta che si rimette il naso fuori, nella città che scorre e vibra, Hooper si comprende osservando Roma da un bus o Milano dal finestrino del metrò o ancora Parigi sporgendosi sulle rive della Senna. Il pittore americano crea un insieme universale di luce, la riesce a dipingere addosso ad una parete che diviene d’improvviso una carta di accesso universale al mondo tracciandone un sentiero certo e sincero. 
Quanto amore c’è in Hopper, quanta condivisione si percepisce in ogni nudo, quanto amore per la quotidianità usata e vissuta si scorge tra i seni troppo grandi delle sue donne, che ci riconducono sempre alla moglie, la stessa che sceglieva i titoli dei quadri, che lo spronava, perché l’arte come tutte le cose pure, non è mai stata una pratica facile. 
La mostra si chiude con un sogno lucido, con la visione di un vecchio Hopper che ci accompagna nella strada verso casa, sussurrandoci che l’ossessione per la luce che lo accompagnato per tutta la sua vita non è null’altro che ossessione per la vita stessa, per l’amore e per quel vincolo sacro che lega la natura all’uomo fatto di poesia.

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Le parole della cultura – incontro con Emma Bonino

mercoledì, marzo 17th, 2010

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Zarate e la città che ti aspetti.

mercoledì, marzo 17th, 2010

Forse Mauro Zarate non sa cosa significa un saluto romano, anche se lo dubito, visto che l’Argentina non è
il Burkina Faso, ma questa è l’ennesima offesa alla nostra città, alla nostra tradizione democratica, tradizione
che sembra non appartenere agli Irriducibili della Lazio e a tutti quelli che ignorano che quel braccio teso
è simbolo di violenza, di prevaricazione, di discriminazione.
Credo che la Lega Calcio debba intervenire squalificando Zarate, perché un braccio teso in curva è come un urlo razzista durante una partita.
con astio,
Massimiliano Coccia

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Presentazione “Polvere e luce” il 18 Marzo alle 17.30 – Palazzo Valentini

lunedì, marzo 15th, 2010

Il 18 Marzo presso la Sala della Pace, a Palazzo Valentini (via IV Novembre,119/A – Piazza Venezia)
ci sarà la presentazione del libro, “Polvere e luce” alle ore 17.30.
Saranno presenti:
Paolo Masini, vicepresidente della Commissione Scuola del Comune di Roma
Marco Miccoli, consigliere provinciale
Ettore de Conciliis, pittore
Erika Silvestri, scrittrice

Al termine della presentazione potrete visitare la mostra “Non solo nuda” di Martina Donati, presso la
Sala Von Furstenberg.

Vi aspetto!

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