Via Rosa Berlusconi.Citofonare Siclari.
di Massimiliano Coccia (leragioni.it)
Il Consiglio Comunale a Roma è molto noioso e l’aula è anche molto fredda. Se non ci pensassero i consiglieri del PDL a far divertire un po’ l’assonnata platea di giornalisti che seguono i lavori sarebbe un mandato di noia mortale. E così dopo le gesta del prode consiglier Bianconi adesso tocca a Marco Siclari, vicecapogruppo del PDL in Campidoglio che ha proposto l’intitolazione di una via o piazza a Rosa Bossi Berlusconi, madre del Presidente del Consiglio. A leggere la mozione viene da ridere, per i toni usati da Siclari, che tratta la signora Berlusconi come una santa che ha dato vita al Messia e ne ha favorito la discesa in campo e perché secondo il vicecapogruppo del PDL la signora Rosa “è stata esempio di cristiana devota, i cui sentimenti di umana solidarietà l’hanno sempre avvicinata con estrema sensibilità ai problemi della gente e dei cittadini, non solo negli anni dell’impegno del primogenito Silvio”.
Questo episodio ascrivibile ad una percezione viziata del consigliere Siclari e dei suoi colleghi di maggioranza, della funzione sociale di Berlusconi (che leggendo la mozione sembrerebbe avere dei poteri ultraterreni), tuttavia non è da sottovalutare. Esiste infatti da qualche tempo a questa parte a Roma una vasta schiera di consiglieri e amministratori locali del PDL che organizzano eventi, concerti di stampo nazional-populista dove sembra che la nuova idea di città della Giunta Alemanno abbia il suo apice, quella città dove tutto appare e nulla dura, dove tutto è rappresentazione di se stessa, dove c’è una strana idea di solidarietà che passa dalla carità apparente fatta di nichelini buttati in barattoli di latta, un’idea ancora più strana di diritti civili e sociali. Di questa idea il consigliere Siclari ne è magistrale interprete così come i suoi colleghi di maggioranza e la via a Rosa Bossi Berlusconi è solo la metafora di questa città, così diversa da quella reale.

