di Micaela Tarquini
(Almanacco della Scienza – Quindicinale del Cnr).
Originale è il modo con cui Coccia fonde nel testo tre forme narrative: i racconti iniziali si integrano con uno stile prima epistolare e poi lirico, che vuol essere la summa poetica del libro. A fare da sfondo alle storie d’amore, di solitudine, di paure e di precarietà emotiva dei protagonisti del volume è Roma nella stagione estiva, descritta in tutta la sua complessità attraverso i cambiamenti sociologici che questa città vive nel quotidiano, una metropoli moderna con mutazioni, migrazioni e quindi in costante movimento.
Molta cura è riservata alla descrizione dei luoghi, dal centro nascosto alla periferia, che Massimiliano Coccia conosce bene essendo nato e cresciuto nel popoloso quartiere dell’Alberone.
Filo conduttore del testo è il sapore positivo che si ritrova in ogni racconto, dove anche i problemi e le difficoltà risultano colorate di una luce ottimistica.
